Sutsi - la paura come gorilla

L'interpretazione dei Sogni secondo gli Sciamani

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Fabio_
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Sutsi - la paura come gorilla

Messaggio Inviato da: Fabio_ » lun 27 apr 2020, 21:50

Vorrei riportare qui la visione del rito serale, che per me nella sua prima parte ha rappresentato un’esperienza che oserei definire traumatica.

Mentre scendevo giù nella Terra, a mano a mano che attraversavo i vari livelli dei Mondi Inferi, ho sentito la Paura diventare a ogni istante sempre più forte, tanto da trasformarsi ben presto in puro e semplice terrore. Ho iniziato dapprima a percepire un freddo intenso pervadermi il corpo, tanto da farmi tremare le membra, fino a che mi sono sentito pervadere da un terrore così incontrollabile da iniziare a tremare senza freni, piangendo e singhiozzando come un bambino spaventato. Non provavo qualcosa di simile da tantissimi anni; dovrei forse risalire proprio alla mia infanzia per individuare il ricordo di un’occasione in cui la paura era tale da indurmi a un pianto irrefrenabile. Avevo il feticcio di metallo di un mio Antenato (mio nonno paterno) e il coltello accanto a me, e istintivamente, senza aprire gli occhi, li ho afferrati e stretti al petto.
Scendendo sempre più in profondità, mi sono ritrovato in un luogo oscuro, in cui ho percepito, per alcuni istanti, un frastuono insopportabile; la mia Paura intanto si avvicinava, e potevo sentirla raggiungere il luogo in cui mi trovavo. Nell’istante in cui è piombato un silenzio assoluto, sapevo che era lì con me. Continuavo a singhiozzare e a tremare, e non c’era verso di farmi abbandonare coltello e feticcio. Sono andato avanti così per qualche minuto, poi in un attimo di lucidità mi sono ricordato di quanto sforzo avessi fatto finora, e in un atto di coraggio li ho lanciati lontano da me, dicendo alla mia Paura che ero lì per Lei senza alcuna protezione. In quel momento, dal buio è emersa la sagoma di un lupo enorme, con la bocca spalancata, quasi volesse divorarmi.
C’era qualcosa di strano, perché avrei dovuto provare sgomento, e invece mi sentivo tranquillo. Sentivo che la Paura era lì con me, ma mi sono venute in mente le parole di Tsunki:

“Paura non è mai come ti aspetti, ti coglie sempre alle spalle. Se pensi che Paura arriverà in un certo modo, allora prenderà altra forma per cogliere alla sprovvista”

In questo periodo di lockdown ho letto un’antologia di racconti, tra i quali alcuni a tema licantropico. Era troppo scontato che vedessi un lupo, che infatti non mi faceva alcun effetto.
Mi sono voltato di scatto, perché sentivo qualcosa guardarmi da dietro di me, e senza riuscire a vederne la figura, ho sentito un terrore folle: qualunque cosa fosse, la Paura era in quelle tenebre, non era il Lupo!
Facendomi coraggio, ho chiesto se volesse che l’accarezzassi. Nessuna risposta. L’ho chiesto di nuovo, e dopo aver fatto presente che avevo con me l’oggetto sottratto nel Rito precedente, mi sono fatto coraggio e ho allungato una mano per accarezzarla. Stranamente, ho sentito che, mentre allungavo la mano sul pelo, la Paura mi prendeva il dorso della mano per insegnarmi come accarezzarla. Ho visto i suoi occhi, poi è emersa dalle tenebre nella sua interezza: un Gorilla enorme, così forte e possente che avrebbe potuto fare a pezzi un uomo se l’avesse voluto. Ha lasciato che l’accarezzassi, chiedendomi anche di abbracciarlo, e dandomi indicazioni su un’offerta specifica da fargli. A furia di accarezzare il Gorilla, pian piano la Paura ha lasciato il posto all’amore verso l’animale, e mi è venuto spontaneo abbracciarlo come mi aveva chiesto. Voleva solo essere amato, e quando ha capito che gli stavo mandando un amore sincero ha acconsentito a tornare indietro con me, sprofondando nella terra e scendendo dal cielo nel luogo del Rito.
Non ho avuto sogni particolari nella notte, ma nei giorni successivi, facendo più volte l’offerta richiesta, si è rafforzato il rapporto, e ho visto chiaramente quali limiti ho imposto a me stesso in passato perché dominato dalla Paura. In alcuni casi non avrei mai pensato di essermi imposto delle limitazioni per Paure irrazionali, e anche in questo caso mi sono ricordato che, come dice Tsunki, alla Paura ci si abitua al punto tale da non rendersi nemmeno conto dei blocchi che ci impone.

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