Sciamano

Il Tamburo dello Sciamano

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INDIANI D'AMERICA e TURISMO SPIRITUALE

Tempo fa un sito italiano, per i miei gusti un po' forcaiolo, mi inserì in una lista nera di coloro che fanno illecite cerimonie Indiane a uso e consumo dei turisti spirituali italiani.
Replicai al gestore del sito, che di fronte ai miei argomenti, dovette togliere il mio nome e il nome di questo sito, dalla lista.
Nonostante infatti io sia stato allievo di un uomo sacro Lakota, non conduco né condurrò mai cerimonie Lakota e neppure insegno la spiritualità Indiana. Né tanto meno mi dichiaro uomo di medicina Lakota o - peggio ancora - come fanno alcuni, "sciamano" Lakota (ma gli Indiani non usano mai il termine sciamano!)

Indiano Ojibwe (Chippewa)
In una fotografia del 1899, Gay-shi-qon-nay-yash ossia "Penna veloce", un autentico (per una volta...) uomo sacro Ojibwe o Chippewa

Cerimonieri indiani viaggiano

Perché non insegno la spiritualità indiana?
Non certo per non entrare in qualche lista nera e, prima di sapere che gli Indiani avevano vietato a tutti i bianchi di tenere cerimonie indiane, avevo condotto solo un'Inipi (capanna del sudore Lakota) che ero stato autorizzato a tenere a suo tempo, dal mio primo maestro.
Per il resto, ho sempre tenuto, ormai da molti anni, solo rituali Shuar o almeno di origine Shuar.
Perché dunque?
Sulla verità non mi ero mai soffermato, poiché - anche se sono stato allievo per due anni di un uomo sacro - non credo giusto mettermi al posto degli Indiani a parlare e argomentare sulla loro religione - o, meglio, sulle loro religioni (questo lo chiarisco poi).
Di questi tempi però mi arrivano pubblicità di Inipi, cerimonie dei sogni e altri riti che si tengono in giro per l'Italia, dalla Romagna a Sperlonga, alcuni mi chiedono anche di inserirli nel sito, altri mi domandano la mia opinione o la mia... benedizione.
Molti di coloro che seguono o seguivano i miei Cerchi sono turisti spirituali - anche se loro non si definirebbero mai così - e partecipano a rituali (presunti) Lakota in settembre, a una cerimonia Huichol in novembre e a un'Inipi Ojibwe (impossibile!!! L'Inipi è solo Lakota) prima di natale...
Vengono anche ai miei Cerchi o ad alcuni di essi, naturalmente.
Allora è arrivato il tempo di chiarire qualcosa:

Le religioni degli Indiani d'America

La verità è che quel che leggete nei libri New Age o nei numerosissimi siti sugli Indiani nordamericani è quasi tutto falso.
La spiritualità - quella vera almeno - di una qualunque nazione indiana non avrebbe in realtà nessun o quasi nessun interesse per un occidentale. Le religioni indiane sono rivolte unicamente alla comunità, al suo futuro terreno e al suo futuro ultraterreno, ma sempre e soltanto come comunità.
Black Elk (lett. "Wapiti nero", tradotto erroneamente "Alce nero") viaggiando nei Mondi Celesti vedeva gli spiriti degli indiani morti, radunati felici in cerchio in una verde prateria. La tribù e la nazione continuavano a vivere in Cielo, ma nulla viene detto né interessa sui singoli defunti presenti nel cerchio.
E Black Elk era battezzato, figuriamoci gli indiani non-cristiani! Il punto è che alle religioni degli Indiani dell'individuo in sé non importa nulla.
Gli Dèi garantiscono il futuro della gente, del "popolo rosso", prima e a volte (non sempre) dopo la morte, ma i singoli non esistono se non come parte della tribù: è con essa e solo con essa che sopravvivono.
Immaginate quanto questa spiritualità possa interessare un occidentale che vive isolato solo per se stesso, raramente al massimo per la propria famiglia e che comunque ha di solito due se non tre famiglie incompatibili (la "famiglia allargata"), con cui certo non sogna di vivere tutti insieme nell'aldilà - che mantiene con fatica relazioni piuttosto malate con piccoli gruppi di colleghi o con poche persone di un gruppo con cui segue seminari di "autoevoluzione" e simili.
Le religioni cui siamo abituati, come il cristianesimo o il buddismo, si rivolgono all'individuo e solo secondariamente alla comunità, ma nessuna delle più note religioni indiano-americane fa questo. Che io sappia, non lo fanno neppure le meno note.

Inoltre, come viene sottolineato da molti scritti degli Indiani tradizionali, non esiste una "spiritualità Indiana": la religione degli Apache e quella dei Lakota hanno poco in comune, così come poco in comune hanno Chippewa (Ojibwe) e Lakota. Molte religioni indiane differiscono tra loro quanto l'induismo dal cattolicesimo.
Eppure siti internet, libri e sedicenti uomini di medicina insegnano una generica spiritualità Indiana che non è mai esistita. La creano loro (molti dei quali veri Indiani ma anche veri imbroglioni) mescolando convinzioni New Age, di moda in Occidente, con rituali indiani più o meno adattati o addirittura inventando di sana pianta le cerimonie. Questa paccottiglia è costruita in modo da venire incontro all'immaginario occidentale, naive e del tutto infondato, sugli indiani d'America. Tali fantasie di solito contengono sempre l'illusione del nativo puro e buono.
In molti libri e seminari o in film come "Balla coi lupi", gli Indiani o presunti tali parlano della loro spiritualità di pace e tolleranza quando ad es. gli Apaches erano guerrieri ferocissimi e spietati.
Una delle più mistiche espressioni finali della religione Lakota era la Ghost Dance (Danza degli Spettri) che profetizzava un prossimo giudizio divino in cui i bianchi sarebbero tutti morti (!) e l'America sarebbe stata restituita agli uomini rossi.
Ossia: quando gli Indiani, ormai sconfitti e chiusi nelle riserve, non avevano più speranza di sterminare i bianchi con le armi, sognarono che venissero sterminati dagli Dèi.

Data la differenza notevole tra le diverse religioni indiane e il fatto che ognuna si occupi e preoccupi della comunità, mentre l'individuo è solo in funzione di essa, una conseguenza ovvia è che per un Occidentale non ha alcun senso seguire cerimonie indiane, se non come spettatore.
Mi spiego meglio: i riti e le pratiche religiose Apache servono a venerare gli Dèi degli Apaches, a trovare senso nel destino del popolo Apache, a indirizzarlo per l'avvenire, ad appartenere al futuro di quel popolo e, forse, a condividere la felicità celeste con gli altri connazionali e parenti Apache, godendo insieme dell'eternità riservata alla nazione Apache.
Ora: o sei (o diventi) un Apache oppure seguire la loro religione non ha alcun senso.
La stessa cosa vale per tutte le altre nazioni Indiane.
Quando fui per 2 anni allievo di un uomo sacro Lakota, volevo o speravo di diventare un Lakota, cosa che alla fine - in seguito alle decisioni sui bianchi - non mi fu permessa.

Allora i bianchi non possono partecipare a cerimonie indiane?
In realtà, fin da tempi remoti, alcuni bianchi sono sempre stati ammessi a certe cerimonie (non tutte, comunque) o come testimoni oppure perché avevano bisogno di un aiuto o di una guarigione e, se amici degli uomini rossi, venivano ammessi. Questa è la maggior ragione di partecipazione di bianchi alle Capanne del Sudore, ad es.
Tuttavia si trattava sempre di partecipazioni occasionali. Questo a meno che il bianco non diventasse un Indiano adottivo.
Mai e poi mai sono possibili delle cerimonie indiane, come si vedono in Europa, cui partecipano solo occidentali! È un assurdo, perché le cerimonie sono fatte per prendersi cura e tenere in vita la tribù, non singole persone.
E ora non venga fuori qualcuno a dire che si forma qui una comunità Lakota o Chippewa: a parte che nessun gruppo di occidentali (tutt'al più qualche individuo un po' particolare) è in grado neanche di capire cosa sia una comunità nel senso indiano, non si può essere Lakota senza vivere né aver mai vissuto coi Lakota, condividendo le loro usanze, il loro ambiente e il loro territorio, i loro sassi e tutta la loro Natura, da cui la loro religione è inseparabile.