INDIANI D'AMERICA e TURISMO SPIRITUALE (segue)
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Lo sciamanesimo Shuar
Queste dunque sono le ragioni principali per cui non faccio i più gettonati riti pseudo-indiani e ho sempre fatto e
continuo a fare sciamanesimo Shuar.
La vita degli indios in Amazzonia è assai diversa da quella degli Indiani nordamericani, tra gli Shuar - benchè sia importantissima la comunità - conta
molto anche la salvaguardia dell'individuo e lo sciamanesimo locale si preoccupa anche di questo.
Ecco la ragione per cui l'ho creduto e lo credo ancora adattabile agli Occidentali.
Naturalmente tra gli Shuar il singolo viene salvaguardato perché le sue doti e i suoi Poteri saranno utili alla comunità o comunque non devono
danneggiarla.
Agli Occidentali - ho constatato - anche questo più moderato senso di comunità è troppo: vogliono preoccuparsi solo di sé,
del proprio successo individuale e di far
primeggiare il loro Ego ipertrofico e spesso un po' idiota. Questo fa sì che il Potere degli tséntsak gli sfugga e spesso l'Arùtam o altri Spiriti gli si
rivolgano contro.
Tuttavia forse qualcuno prima o poi capirà.
A fronte di questo, fa un po' ridere pensare a occidentali che seguono la religione Lakota!
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Gli "sciamani" indiani
A quelli dei miei lettori che comunque vogliono seguire Cerimonie Indiane a fianco di altre visite turistiche
a rituali Maya (in realtà sincretismi tra cristianesimo
e la cultura quichua, una delle culture più imbastardite del Sudamerica), riti Celtici (inesistenti: nessuno sa più quali fossero) e cerimonie
Siberiane, mi azzardo a dare qualche consiglio.
Non credo questi consigli interessino i più, di solito - specie agli italiani - non importa nulla
di vedere riti autentici: così come in vacanza all'estero preferiscono il resort dove tutto è italiano tranne le danze indigene per turisti e
la cucina "locale" fasulla, allo stesso modo vogliono vedere rituali che vezzeggino le loro aspettative occidentali.
Comunque, per 2 o 3 persone in tutto, ci proverò ugualmente. Considerate allora che:
- Nessun Indiano che non sia Lakota (Teton Sioux) condurrebbe mai una Sweat Lodge (Capanna del Sudore) chiamandola Inipi. Inipi non è solo una parola Lakota, ma
è una cerimonia Lakota. Un'altra nazione - non tutte invero - può avere un rito di Sweat Lodge, ma sarà diverso dall'Inipi e non lo chiamerà mai così.
Chi lo fa è un imbroglione.
- Benché un tempo gli Indiani pagassero - in danaro o cavalli o pelli - per alcune cerimonie e per appartenere a certe società,
dopo essere stati vinti
divennero dei diseredati che per solidarietà di popolo non potevano certo escludere qualcuno di loro per
ragioni economiche. Per questo motivo (e per influsso del cristianesimo) hanno considerato da allora non etico chiedere di pagare per una cerimonia.
Nessun autentico uomo di medicina o uomo sacro rigetta questa posizione anche se non la condividesse (per l'"incomprensibile" senso della comunità degli
Indiani) e quindi in ogni caso non si farà mai pagare per una Sweat Lodge o per nessun'altra Cerimonia.
Qui in realtà sorge un problema: non si dovrebbe pagare neppure per l'albergo o i pasti, anche questo sarebbe infatti discriminatorio. Tra gli Indiani nelle
loro riserve
tu dormi con gli Indiani in tende o roulotte. Il problema è in effetti che le Cerimonie, come ho già detto,
hanno senso solo in una comunità Indiana.
Comunque chi si fa pagare, anche pochi euro, per una cerimonia Indiana è disconosciuto dalla nazione di appartenenza e
se quindi dichiara di appartenervi
è un imbroglione.
- Nessun autentico uomo di medicina o uomo sacro crea mai un cerimonia o modifica quelle esistenti. Non è nella tradizione Indiana e sarebbe cosa disapprovata
dalla comunità, cosa - per i soliti motivi "incomprensibili" in Occidente - non accettabile. Gli Indiani veri e onesti conducono solo cerimonie tradizionali
in modo tradizionale.
Quando una cerimonia viene cambiata, ciò è deciso da più Anziani e richiede anni.
- Nessun vero Indiano mai e poi mai fa sincretismi tra religioni di diverse nazioni indiane né tanto meno farnetica di un'inesistente
spiritualità indiana.
- Tanto meno nessun serio uomo sacro Indiano tiene conferenze di medicina olistica, parla di meditazione o cose simili. Non è neppure verosimile che
collabori con sociologi,
psicologi, antropologi o altri professionisti occidentali. Qualcuno potrebbe anche farlo, è successo talora in passato, ma si trattava
sempre di Indiani "venduti" agli Occidentali o desiderosi di sfruttarli. Di solito entrambe le cose.
Gli Indiani (e così pure
tutti i nativi) di fronte allo strapotere occidentale sono come bambini stregati dai giocattoli. Un vero maestro spirituale però non dovrebbe caderci o
almeno non farsene trascinare fino ad alterare o cercare approvazione per la sua religione. Talvolta succede quando sono molto vecchi, ma allora sono ormai
manipolati da altri.
- Gli Indiani veri disprezzano la New Age (che essi chiamano Nuage) soprattuto per il modo in cui questa li immagina e non collaborano mai con centri di
spiritualità New Age, di Reiki, channeling o simili. Per darvi un'idea della loro opinione in merito, sappiate che al loro confronto io sono... un fanatico
new-ager!
- Nessun autentico Indiano accetta ormai di addestrare alcun bianco a diventare uomo di medicina o uomo sacro. Ma se anche lo facesse, questi dovrebbe seguirlo
in America nella riserva della sua gente e restarci per molti anni.
Tanto meno un Indiano accetta di condurre o istruire nel tempo un gruppo o una comunità di seguaci: ciò non ha alcun senso.
- È come minimo improbabile che un Indiano autentico, tanto più un uomo di medicina, usi il termine Nativo Americano, per riferirsi a sé, alla sua
gente o agli uomini rossi in genere. Usa dire Indiano, il nome storico che non vuole rinnegare.
L'espressione politicamente corretta Nativo Americano è usata e pretesa solo dagli Indiani occidentalizzati o che vogliono farsi accettare
dagli Occidentali.
- Nessun autentico uomo di medicina o uomo sacro si fa mai chiamare sciamano né considera la sua religione sciamanesimo o accetta venga
chiamata così.
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