Il mio nome è Legione, perché siamo in molti

“Non avremmo religioni senza le esperienze dei loro fondatori, dei profeti, dei santi. È molto interessante che quando le religioni diventano organizzate, molto di frequente si allontanano da tali esperienze. Oggi in molte delle chiese si sentono storie di quello che è successo a gente 2000 anni fa, ma se qualcuno avesse una esperienza vera e propria come quelle che hanno ispirato le religioni, il prete medio chiamerebbe l’ambulanza, e la persona verrebbe portata dallo psichiatra e imbottita di tranquillanti.” – Stainlav Grof, M.D.  psichiatra specializzato in stati alterati di coscienza

Il titolo di questo blogpost è (auto)ironico, ed è preso dal passo del Vangelo di Marco (5,9) che tutti conosciamo:

Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Il mio nome è Legione, perché siamo in molti».

Come il demone Legione, anche noi, del cerchio, siamo in molti. L’abbiamo già annunciato in questo post, adesso riportiamo le testimonianze di alcuni che più volte hanno preso Ayahuasca. Che i missionari chiamavano “la sangre del diablo” (il sangue del diavolo), mentre “internavano” bambini Shuar nelle loro missioni, strappandoli dalle loro famiglie.

L’Uwishín non perderebbe l’occasione per ricordare quello che dice il Vangelo: cioè che, come per Legione, alla fine verremo tutti mandati in una mandria di porci che si getteranno da un dirupo 😉


Alexander Master, Gesù guarisce l’indemoniato di Gerasèni, Koninklijke Bibliotheek, l’Aia (Paesi Bassi), 1430

Una nota sulle interviste. Alcuni usano l’espressione “iniziazione” per indicare qualsiasi assunzione di Ayahuasca. Il termine è quindi usato impropriamente, in quanto si riferisce solo alla prima volta, in cui si viene “iniziati”.

Una cosa però non si può negare: al gusto dell’Ayahuasca non ci si abitua. Neanche gli Shuar ci riescono. In questo senso ogni “toma” (bevuta) è come la prima volta: rivoltante.

Bando alle ciancie e largo alle danze.

Per coincidenza il primo dei molti è anche esperto di danze irlandesi.

È lui. È Pinchu, conosciuto anche con il nome di Churuwia.

Ecco la sua intervista.

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