Pinchu, il falco del carso


Churuwia (in lingua Shuar), detta anche “aguila arpía” (Harpy Eagle). È Pinchu in una delle sue varie manifestazioni 😉

 

[Questa è la prima delle interviste di Marco Tuna, annunciate in questo e questo post. L’interlocutore è Alessio “Pinchu Churuwia”, apprendista e curandero]

Vai con la tua memoria a prima della tua Iniziazione all’Ayahuasca. Come avresti definito la natura?

Prima dell’Iniziazione o prima di aver fatto sciamanesimo, difficile distinguere, ti avrei risposto che la natura era un sistema complesso di organismi e microorganismi che venivano fuori, venivano generati da un serie di miriadi di intrecci chimici e fisici e che per una questione dovuta alle leggi della chimica e della fisica, quasi del tutto casuale, avevano generato sulla Terra, perché c’erano le condizioni di proliferare, del proliferare della vita e di creare questo complesso ordine che è la Natura e l’equilibrio che aveva creato la natura. Perché la Natura è sulla Terra, dove c’erano le possibilità per svilupparsi.

In quel periodo li, il tuo rapporto con la natura, la tua connessione con la natura, com’era?

Avevo piacere nello stare nei luoghi naturali o nell’andare a visitare luoghi naturali perché, spesso in questi luoghi potevi trovare delle sfide che nei luoghi civili non trovavi più. Non solo, diciamo, fisici (quelli si possono trovare nell’ambito civile), ma proprio di sfida con la natura, che è un sistema che ha un suo equilibrio e che in alcune situazioni, soprattutto quelle più distanti da tu che vivi in città, non è facile stare. Io quando era ragazzo ho fatto sia arrampicata sportiva, sia immersione subacquea, o sci. Quindi andavo da zone dove c’erano montagne e ti dovevi confrontare con una natura diversa, quindi con una condizione della natura diversa, oppure sott’acqua, e quindi una situazione ancora diversa. Il mio approccio era un po’ quello.

Un approccio della sfida adrenalinica sportiva?

Si, anche se non era legato allo sport come agonista, ma per una questione personale: “Se io vinco questa sfida, poi sono in grado anche nella vita di vincerne altre”. Veniva vista come una sorta di misurazione della capacità di adattamento.

Che cos’è una cerimonia di iniziazione all’Ayahuasca?

Da un punto di vista pratico è molto semplice: significa bere la pianta dopo alcune ore in cui non si è mangiato o bevuto nulla. Da un punto di vista proprio pratico e materiale. Però dal punto di vista di quello che realmente equivale la cerimonia di Ayahuasca, che di solito viene fatta in gruppo, ma può anche essere fatta singolarmente, però in gruppo è anche meglio. Si tratta di un momento in cui vieni presentato a quello che nella tradizione sciamanica è uno spirito molto potente, come fosse una persona molto potente, molto saggia e molto potente. Tu vieni presentato tramite lo sciamano che fa da mediatore e è il primo passo per entrare in contatto con questo tipo di spiriti, che però implica anche entrare in contatto veramente con tutta la tradizione che è legata a questo tipo di spiriti. Inizialmente si parla di contatto con l’Ayahuasca, ma quando entri in contatto con essa, in realtà stai cominciando ad entrare in contatto con tutta la tradizione legata ad essa. Anche se non te ne accorgi subito, ma è una cosa che capisci dopo.

Quindi lo sciamano fa da mediatore?

Si!

Nel caso non ci fosse lo sciamano e tu comunque prendi la pianta?

Allora, questo tipo di approccio, rischia di avere dei contraccolpi, se cosi vogliamo chiamarli, perché in realtà tu stai acquisendo la pianta da un punto di vista chimico e fisico, ma non è detto che tu entri in contatto con il potere e lo spirito della pianta, perché potrebbe la pianta non volerlo fare. Il problema è che però tu, comunque alterando la tua coscienza, potresti entrare in contatto con altre entità che potresti scambiare per lo spirito della pianta, il quale invece potrebbe dirti o indicarti cose errate e quindi in realtà rischi di avere degli effetti legati alle visioni, alle percezioni che hai, sfalsati. Alcuni effetti chimici e fisici rimangono, quindi alcuni effetti di purificazione della pianta rimangono, positivi, per esempio la disintossicazione da alcuni tipi di droghe che creano assuefazione, (secondo alcuni studi c’è questo aspetto, ma ancora non completamente provato). Tuttavia, ci sono anche dei contraccolpi negativi. Per esempio, potresti avere l’impressione di aver compreso alcune cose, ma in realtà questo ti porta solamente a fare delle scelte che alla fine ti danneggiano nella vita reale. Superata la cerimonia, quando tu decidi di agire sulla vita reale, potresti in realtà non agire dove dovresti, oppure agire in maniera che ti danneggia, invece che a tuo vantaggio.

Riesci a descrivermi cosa succede durante la cerimonia?

Prima c’è di solito un periodo in cui si sta senza bere e in digiuno, qualche ora prima si può fare un pranzo leggero, ma la prima volta può anche non esserci il pranzo, dipende dalla situazione. Di solito lo sciamano ti parla della tradizione a cui lui è legato ed è legata la tradizione dell’Ayahuasca e ti può anche raccontare dei miti che riguardano o la cerimonia o la tradizione sciamanica. Subito dopo c’è il momento in cui lo sciamano “cura” l’Ayahuasca, quindi nella tradizione Shuar lancia i suoi Tséntsak nell’Ayahuasca e poi ti fa prendere la pianta.

Cosa sono gli Tséntsak?

Nella tradizione Shuar, Tséntsak sono spiriti che vengono acquisiti con un addestramento e che vengono donati dalle piante e che sono spiriti che hanno una particolarità che una volta acquisiti rimangono dentro la persona, nello stomaco. Infatti, hanno anche una componente materiale che vive nello stomaco dello sciamano o della persona che è stata addestrata, lo Tséntsakero. Quando si vuole attingere di nuovo a questo potere, lo sciamano risveglia i suoi Tséntsak o li nutre sia con l’Ayahuasca (utilizzata anche per questo motivo), oppure li risveglia con l’odore dell’Ayahuasca e ritira su dallo stomaco questo potere che sale su come una bava e arriva fino alla bocca. Quella è la bava degli Tséntsak, dove esse si moltiplicano e poi lo sciamano soffia questo potere sull’Ayahuasca che in pratica cura la pianta. Questo collega il potere della pianta con il potere dello sciamano e della tradizione e suggella anche l’Iniziazione. Infatti, è un’Iniziazione perché c’è un collegamento tra l’Ayahuasca e lo sciamano e i poteri degli Tséntsak. Gli Tsentsak dello sciamano vengono passati da sciamano in sciamano quindi sono Tséntsak che vengono da una tradizione antichissima di migliaia di anni fa e che sono stati tramandati continuamente durante i secoli. Quindi mantengono il contatto con tutta la tradizione precedente.

Cosa succede dopo che l’Iniziato prende Ayahuasca?

Dopo che l’iniziato ha preso l’Ayahuasca si aspetta un 15 minuti / mezz’ora finché la pianta fa effetto. Si aspetta in una zona semi-buia o buia, perché la luce da fastidio e dopo un po’ la persona dovrebbe cominciare a sentire un’alterazione dei propri sensi come se, loro dicono, si sente “borracha”, ubriaca. La persona potrebbe cominciare ad avere delle visioni. Queste visioni possono essere o che comincia a vedere ad occhi chiusi come dei segmenti o linee colorate che si muovono, all’inizio, oppure può cominciare ad avere delle visioni vere e proprie più complete. All’inizio uno può avere delle visioni, noi che non siamo abituati (noi Occidentali), possiamo avere delle visioni leggere o accennate e poi invece durante il corso della cerimonia possono crescere e diventare delle visioni più forti, più nette, più nitide. Quando cominciano queste visioni, la persona che era seduta, si distende, e quello che si sperimenta è che, all’inizio soprattutto, la persona non ha il controllo di queste visioni, non riesce a controllarle, può vedere delle cose e avere fatica a seguirle che subito la visione cambia e ne cominciano delle altre. Oppure può sentire dei suoni che però non ci sono nell’ambiente, oppure sentirli più forti, oppure cambiano, e cambia anche la visione. Oppure ci sono dei suoni che arrivano dall’esterno ed entrano nella visione e quindi si mischiano, ma tu non riesci a controllare la cosa, va tutto per conto suo. Questo effetto va a onde. Uno comincia ad avere delle visioni, le visioni diventano forti, poi si placano un attimo e poi ricominciano così… Fanno un effetto di “Mar reacion”, come il movimento del mare che si alza e si abbassa. Durante queste transizioni è possibile che ci siano degli effetti fisici, che la persona debba vomitare, questo poi alza il potere quindi le visioni diventano più forti. Oppure la persona deve andare in bagno perché ha delle scariche di diarrea. La persona può avere delle difficoltà perché si sente come ubriaca, questi effetti fisici fanno parte della purificazione della pianta che si hanno a seconda della quantità e permettono di eliminare alcune tossine del corpo e vengono utilizzati (questi poteri purificatori) in alcune cerimonie anche solo per fare questo, come aspetto di curanderia (curanderia è la cura sciamanica). Successivamente all’interno di queste visioni si possono avere anche dei dolori su alcune parti del corpo che sono i punti dove il nostro potere è bloccato o c’è una tensione emotiva molto forte che si è accumulata, allora sentiamo il dolore perché in realtà è la pianta che cerca di sbloccare questa tensione, questo potere bloccato, fa sempre parte della cura della pianta e i nativi, molti di loro, cantano durante la cerimonia perché cantando aiutano a far lavorare meglio la pianta, a far scorrere meglio il potere della pianta e a sbloccare il potere.

Cambia la tua identità personale in tutto questo?

Ci possono essere degli effetti. Puoi sentire le tue parti del corpo in maniera completamente diversa da come le senti di solito, o perché hai una sorta di shapeshifting (cambio di forma), quindi le senti come una parte del corpo di un animale, o perché senti più parti del corpo, come un animale con più appendici. Ti senti come un polipo, ma tu non hai 8 braccia in realtà! Cambia la percezione del corpo, oppure puoi avere una percezione del corpo alterata, come una sorta di smembramento e quindi sentire le parti del corpo divise. O separate, che tu salti da una all’altra, oppure puoi avere difficoltà a percepire chi sei e dove ti trovi. Questo è più difficile, ma può capitare. Di solito con l’Ayahuasca hai sempre una coscienza di dove stai, una coscienza ce l’hai, ma con una percezione molto alterata. Puoi avere visioni di spiriti che ti fanno vedere delle cose o ti fanno provare sensazioni particolari o ti portano in luoghi dove la fisica sembra che funzioni diversamente, oppure dove hai una percezione di caldo e di freddo differente da quella di dove ti trovi in quel momento.

Ed il tempo?

Puoi avere addirittura una percezione del tempo modificata, come se tu fai un’azione, ma sei convinto di averla già fatta. Oppure fai un’azione, fai delle azioni, tipo vai in bagno e torni dove stavi prima, ma sei convinto di non essere andato in bagno. Oppure ritorni in bagno, ma ti ritrovi invece nel posto dove stavi nel tuo sacco a pelo. Quindi puoi avere un effetto di confusione, di percezione alterata. Percepisci in maniera diversa il passato ed il presente. Questo è difficile, ma può capitare.

Poi però potresti avere delle percezioni, soprattutto alla fine, quando le visioni scendono, di una consapevolezza più ampia, rispetto a quella che hai normalmente, quindi avere delle intuizioni su aspetti della tua vita e su legami o su aspetti della tua quotidianità e sui rapporti con gli altri. Puoi avere delle intuizioni, per cui, finita la cerimonia, puoi fare o decidi di fare dei cambiamenti nella tua vita che si solito sono positivi. Questa sorta di intuizioni ce le hai verso la fine, perché l’Ayahuasca ti tiene sveglio, quindi tenderai ad addormentarti molto tardi. Le visioni finiscono, ma la coscienza è allargata. Capisci delle cose per cui poi cambi la tua vita con esiti positivi. Questo succede varie volte, per esperienza personale.

Sperimenti un senso di connessione, in generale?

In realtà quando tu prendi Ayahuasca e passi in uno stato di coscienza alterato, cominci a percepire e sentire le connessioni e le interconnessioni che tu hai con tutto l’ambiente che ti circonda. Con le persone, con la nature, con gli esseri viventi, con le cose, con gli ambiti della tua vita, con gli organi del tuo corpo, quindi nel momento in cui percepisci…puoi anche vederli, come fili che collegano le persone tra loro o le persone con la natura, ecc. Quando vedi o percepisci queste connessioni ti rendi conto del fatto che in realtà c’è una connessione molto più ampia di quella che riesci a vedere o percepire solo a livello materiale. Siccome non ne vedi una fine, perché sono tante e se ne provi a seguire una vedi che poi si districa all’infinito o quasi, perlomeno non ne vedi una fine, riesci a percepire la connessione con tutto l’universo, perché in effetti la connessione è con il tutto. Parte da te e uno po’ di qua e un po’ di la…ti trovi nel tutto.

Come cambia la tua definizione di natura?

Dopo questa esperienza, la natura diventa un gruppo di coscienze, di consapevolezze che sono strettamente collegate con loro, tra loro e con noi. Perché noi veniamo dalla natura e viviamo in essa, nel mondo in cui stiamo. Tutto questo sistema vivo e consapevole è vivo e pensa, molto di più di quanto tu potresti credere, apparentemente. Tutto questo sistema di interconnessioni, è molto più ampio di quello che ci possiamo immaginare, e in realtà ha a che fare, in generale, un po’ con tutto il sistema del pianeta Terra. Non è solo un sistema di un ambito locale, o circoscritto, si manifesta in maniera diversa a seconda della zona del pianeta Terra e dei climi, ma è una connessione che ha a che fare con tutto il pianeta.

La connessione va anche al di la del pianeta?

Quella che va al di la del pianeta, tu la percepisci di meno, ne percepisci di meno, perché la senti di meno, eccetto per quelle con cui tu sei in contatto più diretto. Nel nostro caso il Sole e la Luna, essendo parte del sistema solare, la connessione è forte. La Luna influisce sulle maree, quindi la connessione è forte. Il Sole regola le stagioni ed è fondamentale. Le altre (connessioni) ci sono, ma le sentiamo di meno, ovviamente. Ci sono però ce ne accorgiamo di meno. Sembrano in secondo piano, ma ci sono.

Il tuo rapporto con la natura come è adesso?

Il rapporto con la natura, a questo punto, è un rapporto come con i padroni di casa. Quando tu sei in natura, sei ospite di persone che ti stanno accogliendo e quindi quando tu sei ospite di persone che ti stanno accogliendo, hai una certa cura. Quando vai a casa di altri e sei ospite hai una certa cura di dove stai e delle persone che ti stanno accogliendo. Anche, ovviamente, quando abiti in zone vicine alla natura, loro sono vicini di casa e quindi tu cerchi di mantenere un buon rapporto con i vicini di casa. Quindi il tuo rapporto con la natura diventa un rapporto con altri esseri viventi. Cerchi di mantenere un buon rapporto e di avere uno scambio, mantenendo un rispetto per la natura e per gli abitanti e gli esseri che ci abitano.

Cosa della cerimonia cambia il modo in cui vedi la natura? Un po’ hai già risposto, ma vuoi aggiungere qualcosa?

Ci può essere anche un altro aspetto. Spesso la mancanza di connessione che si ha con la natura è una mancanza di connessione che si ha anche con le altre persone e la si ha perché in qualche modo si vede una propria importanza personale riferita alla propria persona o al proprio ego che quindi viene in primo luogo. Il resto, quindi anche la natura, in secondo luogo. Perciò viene considerato di minore importanza, ma semplicemente perché si da troppa importanza alla propria persona. Nel rito di Ayahuasca, può apparire, e questo può essere all’inizio un po’ spaventoso, ma nel senso che ti scombussola, ti scuote, perché non ci hai mai pensato, perché in qualche modo perdi o potresti perdere alcune illusioni… ti cominci a vedere come sei realmente, cioè molto più piccolo e meno importante di quello che ti credevi prima. Questo ti può scuotere, ma poi ti permette di andare dalla parte opposta e di crescere. Perché inevitabilmente ti permette di dare il giusto valore alle cose intorno a te, dopo che lo hai dato a te.

Adesso qualche domanda semplice sul tuo comportamento nei confronti della natura. Da prima a dopo è cambiato il tempo che spendi in natura?

Diciamo che per varie ragioni puoi cominciare a preferire di passare più tempo in natura. Per me è stato così. Io vivevo a Milano e passare tempo in natura era difficile perché dovevo uscire dalla città e perdere tempo e questo è complicato, per traffico, ecc. Adesso invece vivo in Friuli Venezia Giulia e la casa dove sto è attaccata al bosco.

La pratica sciamanica ti ha spinto a questa scelta?

Assolutamente si! Perché qui possono raggiungere i posti naturali in maniera molto più veloce, molto più semplice e ci sono dei bei posti.

Fai donazioni per la protezione della natura? Per esempio, ad organizzazioni come il WWF?

In realtà cedo il 5/1000 a Survivor che si occupa di nativi, di varie culture. Quindi legato alla sopravvivenza dei popoli che hanno culture sciamaniche antiche, quindi che mantengono la tradizione e il rapporto con la natura che hanno questi popoli. Tutto è collegato, è un aspetto diverso, ma collegato, è sempre un approccio alla natura.

Donavi anche prima?

No, assolutamente no!

Sei direttamente coinvolto nella protezione della natura? Per esempio, fai volontariato?

Da questo punto di vista, no. Non faccio volontariato. Sebbene possa agire direttamente in natura, per cercare di tenere più pulito il posto dove vado. Raccolgo sporcizia che trovo. Facendo sciamanesimo faccio delle cure in natura, quindi porto pazienti in natura, e la natura mi aiuta nella cura. Questo viene detto al paziente, ovvero che è importante fare il lavoro in natura. Quindi il paziente percepisce il luogo naturale come importante per la sua guarigione, per il suo miglioramento. Perciò lui stesso è portato a migliorare il proprio rapporto con la natura. Quindi diciamo che agisco direttamente nel migliorare il rapporto con la natura delle persone.

Il tuo rapporto con la natura influenza la tua scelta politica?

Si, ma l’ho sempre fatto. Lo ritenevo importante anche prima, perché in Italia abbiamo un grosso problema di dissesto idrogeologico, quindi le politiche ambientali sono fondamentali, indipendentemente dal rapporto con la natura. Quando ti esonda un fiume e ti allaga una città, puoi anche non avere rapporto con la natura, ma finisci male. Quelle erano importanti anche prima. Anche prima ritenevo che mantenere un buon equilibrio con la natura fosse importante per la civiltà, anche urbana. Adesso ha un’importanza in più.

Il tuo rapporto con la natura influenza le tue relazioni con altre persone?

No, non particolarmente. Non è una prerogativa. Non evito altri, diciamo che se una persona è meno attenta glielo faccio notare. Prima ci passavo sopra, adesso cerco di far capire anche all’altro quello che ho compreso. Ma non lo puoi obbligare, questa è una cosa che uno deve comprendere. Obbligando, non entra niente. Viene fatto facendogli fare azioni. Ad esempio, di provare a vedere che succede facendo azioni diverse. L’azione può sempre far cambiare, ma non quella imposta ed obbligata, perché potrebbe reagire anche peggio.

 

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