Bambini riconsegnati e trasporto tappeto sotto il diluvio

L'interpretazione dei Sogni secondo gli Sciamani

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Rossella
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Bambini riconsegnati e trasporto tappeto sotto il diluvio

Messaggio Inviato da: Rossella » dom 10 mag 2020, 8:48

Ciao a tutti, sono un po' di giorni che sogno parecchio. Il secondo dei sogni che vi riassumo si è interrotto per il rumore degli Tsentsak che mi hanno svegliata.
Ve li racconto perchè gli argomenti un po' si richiamano tra loro, e questo mi ha stupito abbastanza.
Tutti i sogni, verso mattina, comunque dopo le cinque

1° sogno
Sono a una festa organizzata dai miei genitori in un ristorante con tutti i parenti (ma non c'è nessuno che sia un mio parente nella realtà) perchè mio papà ha deciso di andare in pensione (non lo farà mai).
Siamo tutti molto liberi di chiedere cibo ed andare a sederci dove ci pare. ma dato che non riconosco nessuno mi guardo attorno un po' perplessa; provo a prendere una ciotola per la creme brulee, ma vengo sgridata da una cameriera perchè non rispetto le prescrizioni covid-19. Mi guardo attorno, ma nessuno ha la mascherina, mi sembra un paradosso.
Comunque mi siedo vicino a un tizio che mangia senza alzare il viso dal piatto. Mi stufo subito, non assaggio nulla, arriva una bimba che mi chiede se la accompagno di là. La prendo in braccio ed entriamo in una sala, oltre una porta a vetri, dove un tizio racconta storie per bambini. Mi siedo vicino ad una mamma, metto la bimba tra altri bambini. Mi chiede, la bambina, cosa sia una migliore amica. Le faccio degli esempi e lei mi dice che ha un migliore amico. Con l'altra donna facciamo una battuta sull'amico che sarà poi magari un fidanzato. La bambina si rivolge all'altra donna chiamandola mamma, quindi capisco di averla riconsegnata.

2° sogno ieri - tsentsak, non è preciso perchè mi è sfuggito subito via
Salgo su un pendio erboso, faccio una fatica che mai mi è capitato, penso sia perchè con il COVID non mi sono mai mossa, comunque mi manca il fiato e mi fa male il cuore; è una giornata "uggiosa", chi sale dietro di mie è infastidito dalla mia lentezza, mi dà un pizzicotto sul sedere e in effetti è come se mi passasse forza, perchè salgo più facilmente.
una volta in cima capisco di essere ad un cerchio. Mi guardo attorno, nella sala non c'è nessuno, ma cerco un grande tappeto arrotolato che decido (?) di portare giù, dove sono gli altri. Sono un po' preoccupata perchè pesa ma io ho già fatto fatica a salire, comunque me lo carico in spalla e scendo.
Appena arrivata giù inizia a diluviare! decido (?) di tornare su con il tappeto. E qui la faccenda è davvero complicata: mi manca il fiato, mi fa fisicamente male il cuore, piove e il tappeto pesa ancora di più. A mezza strada incontro degli uomini vestiti eleganti, i loro volti non mi ricordano nulla, ma dal loro modo di fare deduco che hanno a che fare con il mio vecchio lavoro. Loro mi salutano per nome, con aria strafottente mi scostano e scendono. Mi sento esposta, non mi piace per nulla che siano li.
Comunque risalgo col mio tappeto. fino in cima; Arrivata su rischio di svenire e cadere dalla balaustra, con il tappeto, ma aggancio lo sguardo della stessa persona che mi ha dato il pizzicotto, un uomo, che mi ancora qui.

3° sogno stanotte
Commino lungo il bordo della strada di montagna che da piccola facevo per andare dai nonni e sono risentita con Francesco perchè mi sento esposta nel lavoro di sciamanesimo; ci sono troppi estranei (sogno precedente?).
Poi all'improvviso non sono più io ma un bambino di 10 anni circa che cammina tirando calci ai sassi. Sta continuando a scendere, lungo il bordo, ma le macchine salgono veloci (è una strada senza traffico, di un piccolo paese di 800 anime sparse su un territorio enorme nella realtà) e si sente in pericolo. Arriva ad una piccola deviazione in cui io sarei scesa a sinistra per andare dai miei nonni. invece passa oltre e si mette fermo al bordo della strada, guardando verso la strada che io avrei preso. Resta li immobile, qualche secondo: iniziano ad arrivare le macchine, velocissime che fanno per prendere la strada che avrei preso io, ma nessuna ci riesce tutte sbandano e vanno a schiantarsi; una sull'altra formano presto un cumulo di macerie. il rumore di ferraglia è impressionante. Una sfiora il bambino che resta quasi immobile al bordo del ciglio della strada. Arrivo io da dietro o da dentro una macchina boh e lo tiro più in disparte. Le macchine continuano a schiantarsi, lui non dice una parola, non ha reazioni.
A un certo punto, quando finalmente questo delirio smette e possiamo attraversare la strada, lo riaccompagno a casa.
Non dice una parola, intanto si fa notte. Risaliamo la strada fino ad una casetta che sta sul ciglio destro; il bambino non vuole che mi avvicini, ma non so come lo capisco, perchè non dice una parola.
Comunque lo accompagno e mi viene incontro suo padre, un po' alticcio.Il bambino passa oltre e va' in casa senza salutare.
Spiego al papà che lo ho riaccompagnato e abbiamo fatto tardi perché ci sono stati molti incidenti e che il bambino potrebbe essere scosso; il padre non mi crede, non ci sono così tante auto li, e poi suo figlio è uno che racconta un sacco di storie, ma gli garantisco che c'ero anche io; cerco di convincerlo che non ha fatto nulla di male, la conversazione dura un pochino, ma alla fine credo di essere riuscita a convincerlo a non suonargliele di santa ragione per il rientro tardivo.
Lui rientra, io mi sveglio.
Sempre verso mattina

Son curiosa, fatemi sapere! Grazie

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