Sutsi - la paura come fenice

L'interpretazione dei Sogni secondo gli Sciamani

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Howlinwolf
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Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » dom 26 apr 2020, 15:26

Riporto qui la visione del Rito serale.

Ricordo che nel pomeriggio ho avuto problemi col fuoco, e che nella visione ho visto il diavolo.

La sera, nel momento in cui ho iniziato il Rito, ho sentito subito la paura presente, il cuore era molto agitato (come il fuoco, in effetti) e ho sentito la presenza anche intorno a me, come un ronzio di una vespa o un moscone, che si posava sulla mia faccia. In quel momento allora mi disarmo, e facendo dei respiri profondi, le parlo e lei si calma, e così anche il mio cuore. Sento una grande pace e il diavolo cambia subito forma, e diventa un bellissimo e grande uccello dorato, che ricorda la mia madre animale. Fino a un attimo prima ero ancora agitato, e non riesco a capire se voleva parlarmi o meno, anche se ero già riuscito ad accarezzarla, allora provo a rilassarmi ancora.

Inizio a sentire il tamburo ripetere delle parole, in maniera molto distinta, come un mantra per guidarmi nell'alterare la coscienza. Sento che dice: "lento, lento, lento...", e il battito del cuore si fa effettivamente più lento e riesco a rilassarmi. Mentre cerco di sprofondare, sento "freddo, freddo, freddo" e poi "caldo, caldo, caldo" quando alla fine riesco ad arrivare dove volevo, ovvero in mezzo alle fiamme. Nel frattempo la paura si era già mostrata, ma io volevo arrivare a casa sua, dove l'ho vista una terza volta. Con un battito d'ali, apre un varco tra le fiamme, io mi avvicino e le salgo in groppa. Spicca il volo e mi sono sentito molto leggero fisicamente. Non siamo arrivati fino al cielo, ma nella mia stanza, dove ho provato a chiederle cosa potessi fare per lei. Mi risponde: "Niente, stai tranquillo. E non rompermi le scatole!" (o "non venire più a rompermi le scatole"). La accarezzo di nuovo, notando il piumaggio molto arruffato, da toccare con molta delicatezza. Dopo essere stato un po' di tempo a prendere confidenza la abbraccio, e nel farlo lei diventa un fuoco avvolgente, che però non mi brucia. Era una fenice.

Proprio in quel momento sono suonati i 4 colpi del ritorno. La visione verso la fine era molto potente e dopo aver aperto gli occhi, continuavo per un po' ad avere dei flash nella penombra. Poi, una volta coricato, avevo immagini molto forti nel dormiveglia, un po' psichedeliche, mi è rimasto impresso il corno di uno scarabeo (penso fosse sempre la paura che aveva mutato forma) e un fiume che veniva spaccato o diviso da una sorta di eruzione magmatica.

Aggiungo che, in tutta la durata del cerchio, non per scelta ma per motivi logistici di come era disposto il laptop e lo spazio sacro, avevo la schiena rivolta a sud-est.

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Howlinwolf
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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » mer 29 apr 2020, 12:39

Apro una parentesi sperando di non andare off topic e di non confondere chi vuole dare un'interpretazione alla visione. Due settimane prima del rito ho ricevuto un oracolo di I Ching che ha un legame piuttosto evidente col potere della Paura.

Ho molte cose da fare in questo periodo, che collidono fra loro. Faccio il conservatorio e l'università part-time, quest'ultima più che altro perché amo studiare il cinese. Ma la mia strada principale è la musica. Ci sono stati vari imprevisti quest'anno, non solo l'ictus del mio maestro di composizione: il docente di linguistica cinese è morto di incidente nello stesso periodo. Ci sono stati altri cambi di cattedra e molte lezioni si sono concentrate adesso, molti esami dovrò darli a settembre per forza. Sono arrivato a un punto in cui mi sentivo schiacciato e ho chiesto a I Ching quale fosse il modo migliore per gestire tutto questo.

E' uscito l'esagramma 47, Kun. Nella traduzione di Wilhelm si chiama L'assillo (l'esaurimento), in realtà la parola è molto usata nella lingua parlata per dire "essere stanchi" o "assonnati", ma anche "stressati, angosciati". Per il significato più puro però, basta vedere l'ideogramma, che consiste un albero rinchiuso dentro delle mura: Immagine
...In pratica è una rappresentazione del Potere della Paura!

Ciascuna delle linee mobili indica da cosa si viene confinati. Wilhelm traduce sempre con "assillati", ma nel testo in cinese le immagini sono molto fisiche, come nelle visioni, e per me ha più senso dire confinati. Quindi azzardo una mia traduzione più semplice e meno astrusa. Mi sono uscite la terza e la sesta linea mobile:

Sei al terzo posto: Confinato da pietre. Ci si appoggia su spine e cardi. Si entra in casa e non si vede la propria moglie. Sciagura!

Sei sopra: Si inciampa sulla vigna rampicante, ferendosi con le spine, la situazione è così complicata che qualsiasi azione porta pentimento e si è insicuri, fino a quando non si va in guerra, allora si ha fortuna.

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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Tsunki » gio 30 apr 2020, 12:15

Grazie per la bella spiegazione (e traduzione!) dell'esagramma 47!

A parziale discolpa di Wilhelm, vorrei però osservare che quella cui tu ti riferisci non è la versione di Wilhelm, bensì la sua ritraduzione in italiano: molto poetica, ma anche assai... fantasiosa.
Ad esempio il gua 16 è tradotto da Wilhelm come Begeisterung, ossia Entusiasmo. In italiano diventa... Fervore! Molto suggestivo, ma anche poco chiaro in un oracolo e non molto fedele.
Il 47 in tedesco è die Bedrängnis, derivato dal verbo bedrängen che significa "fare pressioni, opprimere" o, in guerra, "incalzare, assediare". Il verbo deriva da drängen che è "premere, spingere", la radice quindi parla di pressione. E abbastanza correttamente in inglese è stato reso con Oppression. Bedrängnis può significare appunto una situazione difficile e opprimente, ed è impiegato anche per dire angustia e necessità. E "anche" assillo.
Wilhelm mette tra parentesi nel titolo un'altra parola (resa in italiano con "esaurimento") ossia Erschöpfung che significa appunto esaurimento, o anche stanchezza.
La linea mobile che riporti, nella versione del Wilhelm recita: Man läßt Sie bedrängen durch Stein und stütz Sich auf Dornen und Disteln... ossia più o meno: "si lascia opprimere (o assediare) da pietre e si appoggia su spine e cardi". Assediare da pietre è abbastanza simile a confinato da pietre.

Se posso spendere la mia mezza monetina, consiglio chi voglia servirsi della versione del Wilhelm di non utilizzare affatto la sua dubbia ritraduzione italiana (Astrolabio, Adelphi... è sempre la stessa), ma ricorrere - se non ve la cavate col tedesco - alla ritraduzione inglese, meno pretenziosa e più attendibile.
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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » gio 30 apr 2020, 12:48

Grazie Tsunki, non ci avevo pensato! Così mi sembra molto più fedele. l'Italia in effetti è arrivata un po' tardi su questo fronte, rispetto ad altri paesi europei, e di molti classici cinesi (Il romanzo dei tre regni ad esempio) non esiste ancora una traduzione in italiano, oppure esiste solo la ritraduzione, che spesso distorce un po' il significato...

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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Tsunki » gio 30 apr 2020, 13:33

Dimenticavo anche di dire che Bedrängnis è anche tradotto a volte come angoscia.
Di per sé, all'esterno, è una situazione difficile che ti opprime e ti lascia senza via d'uscita, angustia. Nell'intimo, nella percezione interna, è senso di oppressione, angoscia.
ánimo y fuerza

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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » lun 11 mag 2020, 21:36

In questi giorni ho cercato di portare avanti del lavoro arretrato per il conservatorio e un giorno, rendendomi conto di quanto tempo mi occorresse e tirando le somme di quanto poco abbia fatto quest'anno, sono uscito a riflettere nel mio cortile dove tengo un piccolo feticcio della Paura. Ho iniziato a pensare a voce alta, e penso che la Paura mi abbia ascoltato.

Ho capito che il motivo per cui mi sono iscritto alla magistrale part-time era per avere un piano B. Fare della musica un mestiere è veramente difficile, ho iniziato ad avere dei dubbi. Ho raggiunto ottimi risultati finora, ma sono stato molto male. Nel periodo in cui ho scritto il mio primo pezzo per orchestra, ho avuto degli attacchi di panico mentre ascoltavo dei concerti di musica classica. Quel severo rituale che si osserva nei concerti mi dava un senso di oppressione schiacciante. Al concerto di diploma di una mia amica sono addirittura uscito perché la tachicardia era fortissima. Mi immedesimavo in lei e pensavo a quanto fosse difficile. In più alle lezioni vedevo il mio maestro sempre stanco. L'ictus, ne sono sicuro, gli è venuto per lo stress da lavoro. Questo ha contribuito ai miei dubbi, a pensare che non reggerei una vita così.

Allora mi è venuto in mente uno degli ultimi consigli che ho sentito dal mio maestro, parlando di concorsi di composizione. Diceva che molti volavano troppo basso, e che si sprecavano. Ecco, io ho paura di volare alto. Paura di arrivare al sole e di bruciare. Allora ho deciso di fare la rinuncia agli studi per l'università, e di dedicarmi solo alla musica.

Però, oggi ho avuto un altro di quei malesseri. Ho iniziato a tossire a raffica e ad avere la nausea, poi è arrivata la tachicardia e le palpitazioni, più extrasistoli varie. Mi sono rilassato, e anche se il malessere è durato un bel po' e ho temuto che non fosse solo ansia, alla fine è passato tutto. Poi ho fatto un'offerta alla paura e l'ho ringraziata: questi momenti mi riportano a vivere il momento presente. Ero da stamattina che componevo, fermandomi solo per mangiare, addirittura mentre seguivo una lezione online nel pomeriggio continuavo contemporaneamente a fare esercizi. Dopo ore e ore seduto, il mio corpo si è ribellato. Ho praticamente smesso del tutto di fare attività fisica (perché ovviamente non ho mai tempo!) e ripreso a bere caffè, nonostante abbia notato che sono ricomparse le extrasistoli... Allora ho capito che questo atteggiamento mi stava facendo sottovalutare la Paura, invece di accarezzarla, perché essere angosciati dalla propria salute è sbagliato tanto quanto ignorare i segnali del proprio corpo.

Volare, sì, ma gli uccelli canori non mi pare che volino così in alto. Si posano sugli alberi... O comunque sia, per volare alto ci vuole anche molta prudenza.

Curiosamente, ieri ho sognato di avere in mano delle monete antiche di I Ching, stavo per fare una domanda. Poi ho visto la mia professoressa di cinese che stava facendo lezione. Sapeva della mia decisione ed era contrariata. Mi diceva che sono bravo, e che sarei riuscito a dare gli esami anche senza frequentare le lezioni. La domanda per la rinuncia non l'ho ancora consegnata...

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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » lun 18 mag 2020, 20:20

6:00 resistance (blocco dello scrittore) points us to our true calling... it can be felt when we fear starting a creative project. This fear means that it is something that we need to do. Something that we have a deep love for. If you didn't love a project that's terryfing you, you wouldn't feel anything at all.


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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » ven 10 lug 2020, 20:59

La situazione stagnante in cui mi trovavo è passata: ho finito il brano che dovevo scrivere e il mio professore ne è rimasto entusiasta, ho riacquisito un po' di fiducia... Sto anche avendo una relazione con una ragazza dopo tanto tempo. Poco prima che succedessero queste cose, ho sognato Gesù Cristo, senza un contesto particolare, ricordo solo di averlo visto. Poi mi sono ricordato dal Dizionario dei Sogni che nei periodi difficili, è presagio di sollievo. Così è stato. Anche se naturalmente sono sempre a metà strada.

Riporto qui un sogno che ho fatto stanotte perché forse c'entra un po' con la paura, perché nei periodi in cui mi va tutto bene ho sempre un po' paura del rovescio della medaglia, ho sempre la sensazione che ai momenti positivi si susseguano quelli negativi, so che dopo l'estate verrà un inverno difficile...

Ho sognato di trovarmi in una sorta di luogo vicino all'ingresso degli inferi, mentre ero con degli amici a fare una passeggiata e chiacchierare. A un certo punto ci rendiamo conto che il paesaggio è molto tetro, camminando attraverso una specie di ruscello stagnante, sento che sotto i piedi ho calpestato delle ossa o comunque resti di morti, ci sediamo su una panchina e ci guardiamo intorno, commento che siamo in un luogo strano.

Riguardo questa relazione, prima che uscissi con questa ragazza ho chiesto a I Ching che potenziale c'era fra di noi ed ho avuto l'esagramma 51, L'eccitante (lo scuotimento, il tuono), parecchio legato alla paura:

Lo scuotimento reca riuscita.
Lo scuotimento viene: uh, uh !
Parole ridenti: ah, ah !
Lo scuotimento spaventa per cento miglia,
Ed egli non lascia cadere spatola sacrificale e calice.
Lo scuotimento che sale dall'interno della terra per la comparsa di Dio fa che l'uomo si spaventi, ma questa paura davanti a Dio è una cosa buona, poichè essa fa sì che possano seguire allegria e gioia.

Con la prima e quarta linea mobili che danno come mutamento l'esagramma 2 (il ricettivo, la terra). E' una relazione nata improvvisamente, molto fisica. E' anche una cosa molto probabilmente passeggera, perché lei vive in un'altra città anche se rimane qua dai genitori per l'estate. Da qui anche un po' la paura di legarmi troppo. Paura che naturalmente sto accarezzando e non respingendo...

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Re: Sutsi - la paura come fenice

Messaggio Inviato da: Howlinwolf » mer 22 lug 2020, 0:49

Howlinwolf ha scritto:
ven 10 lug 2020, 20:59
E' anche una cosa molto probabilmente passeggera, perché lei vive in un'altra città anche se rimane qua dai genitori per l'estate. Da qui anche un po' la paura di legarmi troppo.
Alla fine la paura che nascondevo è venuta a galla come pianto liberatorio mentre parlavamo della relazione, mi sono aperto molto e ho avuto conferma di quanto lei ci tenga. Tornando a casa a piedi è successa una cosa un po' Wakan: sono usciti due grossi cani da guardia, mai incontrati in 3 anni che faccio la stessa strada, mi hanno rincorso abbaiando e io mi sono fermato. Si sono messi vicino a me e hanno iniziato a ringhiare, e in quel momento ho subito pensato che fosse la Paura che era venuta a trovarmi, e istintivamente ho sentito un grande affetto nel cuore e ho iniziato a dire: "su, state buoni!" Come se fossero i miei cani. Dopodiché ho iniziato a camminare lentamente, loro non mi hanno seguito e hanno smesso di ringhiare.

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