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La pratica sciamanica e la connessione con la natura


@Alex Saberi, Ritual for the Light

Con grande piacere accogliamo Marco Tuna in questo blog. Durante il suo master in conservazione ambientale all’università di Wageningen, in Olanda, è riuscito a convincere i professori a fare una tesi sul legame che chi pratica sciamanesimo sviluppa con la natura. Il suo obiettivo era piuttosto ambizioso: voleva fare partecipare varie persone ad un rituale di Ayahuasca – approfittando della, almeno presunta, “apertura” olandese in materia – e intervisterle poi per documentarne gli effetti. In particolare voleva farlo con principianti, che mai avevano praticato.

È presto detto che l’intento era di organizzare un cerchio in Olanda con Tsunki.

Dopo tante peripezie – lo stavo aiutando pure io – non ci siamo riusciti. Problemi organizzativi di ogni genere e responsi oracolari negativi ci hanno fatto desistere. Però Tuna, “against all the odds”, non si è fatto abbattere, e all’ultimo un professore gli ha suggerito un’idea ancora migliore: perché non intervistare chi, del nostro cerchio, da anni pratica sciamanesimo? Così la tesi, che era in stallo da molti mesi, è stata completata e il risultato è molto più interessante di come sarebbe potuto essere intervistando degli estranei. E il nostro Tuna, che ha ottenuto il sudato master, è diventato… Mastro Tuna 😀.

Questo post, e quelli a seguire, riporteranno pezzi della sua tesi. Ma soprattutto testimonianze di molti di noi.

Mayu

Le tradizioni sciamaniche di tutto il mondo si sono sviluppate attraverso una costante collaborazione degli uomini con gli Spiriti della Natura presenti nell’ambiente in cui le varie popolazioni vivevano. In molti anni di pratica sciamanica, i membri della nostra comunità hanno incontrato e creato alleanze con questi esseri e ciò ha provocato diversi cambiamenti nella loro vita. L’esposizione alla consapevolezza di Spiriti e le relazioni instauratesi con loro, cambiano completamente il modo in cui le persone percepiscono la natura.

Così, dato che a fianco della pratica sciamanica ho condotto degli studi scientifici in materia ambientale, ho pensato di sviluppare una ricerca in cui al centro ci fosse la relazione con la natura delle persone occidentali praticanti sciamanesimo. Inoltre, con questo lavoro ho cercato di creare una ponte comunicativo tra la realtà accademica e quella sciamanica. Nella vita di molti occidentali è la scienza a stabilire cosa esiste, cosa non esiste. Inoltre, è sempre la scienza a dare spiegazioni alle cose. Per sciamani la scienza è uno spirito molto potente che permette di fare varie cose; crea una certa mappa della realtà. Però sciamani sperimentano altre mappe, sono più fluidi, quindi la scienza la rispettano, ma non si fanno comandare da essa. Per cui, data l’importanza che la scienza ha per molti, questo lavoro ha lo scopo di comunicare con loro e mostrare cosa succede quando le persone di qui (Europa, Occidente) incontrano la tradizione sciamanica, da un punto di vista accademico.

Il risultato è stato una tesi che ha fatto discutere in molti nella mia università, ma che è infine è stata accolta positivamente. Adesso, voglio condividere con voi le interviste condotte per questo studio, che includono le esperienze di alcuni dei nostri amici che formano il Cerchio del Tamburo dello Sciamano. Non commenterò le interviste e nemmeno vi presenterò l’analisi dei risultati (chi vuole può leggerla per intero qui, però è in inglese), ma vi invito semplicemente a leggere queste esperienze, come fossero una storia. Buona lettura!

P.S. Giusto per dare un po’ di contesto alle interviste, qui trovate parte dell’estratto (breve riassunto) della tesi.

L’umanità e la natura stanno affrontando una crisi senza precedenti, che secondo diversi studi può essere collegata alla disconnessione dalla natura della moderna società occidentale. Autori di diversi settori hanno dedicato sforzi considerevoli nella ricerca di percorsi per la riconnessione con la natura. Le pratiche e le esperienze spirituali hanno mostrato potenzialità nel migliorare la connessione con l’ambiente naturale.

Tuttavia, esiste una notevole lacuna nella comprensione degli effetti delle pratiche sciamaniche, catalizzatori di varie esperienze spirituali, sulla connessione delle persone con la natura. In questa ricerca, ho analizzato l’influenza di un’Iniziazione all’Ayahuasca, uno dei rituali più importanti e fondamentali delle tradizioni sciamaniche amazzoniche, sulla connessione dei partecipanti con la natura. A tale scopo, un gruppo di 17 praticanti è stato selezionato e intervistato per comprendere i cambiamenti da loro percepiti nel legame con la natura, derivanti dalla partecipazione all’Iniziazione all’Ayahuasca. L’analisi delle interviste ha rivelato che dopo il rituale ci sono stati cambiamenti nella relazione con la nature. I partecipanti, attraverso l’Iniziazione, hanno vissuto diverse esperienze, come la percezione di una realtà alternativa, l’”Altra Realtà”, in cui gli incontri “speciali” hanno cambiato la loro visione della natura. I partecipanti hanno ricevuto insegnamenti, conoscenze e potere dal mondo spirituale, che ha cambiato la loro consapevolezza e ha avuto implicazioni pratiche per la loro vita quotidiana. Nell’altra realtà, l’identità dei partecipanti passa attraverso un processo di trasformazione. Inoltre, gli incontri e le relazioni stabilite con vari abitanti della natura hanno creato legami emotivi duraturi e aumentato notevolmente il rispetto e la considerazione per la natura. Ciò ha comportato un aumento dell’empatia per tutte le forme di vita e un comportamento più responsabile e impegnato nei confronti della natura. L’Iniziazione all’Ayahuasca, condotta nell’ambito di un rituale tradizionale, è un viaggio di trasformazione ontologica, che può ricollegare la gente dell’Occidente con la natura. Pertanto, questi risultati supportano la visione che gli approcci di conservazione basati su pratiche culturali e spirituali dovrebbero essere effettivamente considerati dagli ambientalisti occidentali poiché possono aiutare a contrastare l’attuale crisi ambientale.

Marco Tuna

Tesi completa (in inglese): http://edepot.wur.nl/472319

LE BANCHE E I NUOVI SACERDOTI

Dovevo scrivere questo post diversi anni fa, ma poi passai la mano…
Cominciò un giorno in cui mi trovavo in transito all’aeroporto di Zurigo. Intorno a me c’erano tutti e soltanto uomini e donne d’affari, coi loro smartphone, tablet e portatili.
Osservai quello che è sempre sotto gli occhi, ma su cui non mi ero mai soffermato prima: erano tutti vestiti di nero. Tutti, uomini e donne, indossavano grisaglie molto scure, tailleur antracite, completi fumo di Londra – come si diceva un tempo – solo una donna, una sola su duecento persone (!), aveva un maglione blu sopra una gonna… nera. E vari colleghi la guardavano perplessi!
Sembrava un gigantesco funerale o una marea di addetti alle onoranze funebri.
Un mio Pasuk (Spirito aiutante degli sciamani) mi disse: “Li vedi? Tornano dalle loro chiese”.
Allora capii.
Erano dei preti.
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IL DIO BANALE

Ieri il Papa ha detto: “è stolta e miope una società che continua a far lavorare gli anziani, mentre i giovani sono senza lavoro”.
E tutti lo hanno osannato, mentre ogni giornale ha riportato in grande risalto questa sapientissima rivelazione!

I – cattivissimi! – governanti e legislatori italiani sono stolti e miopi perché fanno lavorare i vecchi, per risolvere la disoccupazione giovanile basterebbe far riposare i vecchi e lavorare i giovani!
Come hanno fatto a non pensarci?
Si sa che gli Italiani non ne azzeccano mai una, però come hanno fatto a non pensarci tutti i Paesi Europei che più o meno fanno le stesse scelte? Stolti e miopi!
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JIHAD E DEMOCRAZIA SALCICCIAIA

Di nuovo i giornali si interrogano su cosa spinga i nostri giovani verso il jihad.
Ne ho già scritto, ma è il caso di ridirlo in due parole: una buona ragione per morire.
Quel che nessuno sembra capire è che uomini e donne non hanno bisogno di una ragione per vivere, ma di una ragione per cui donare la propria vita!
O meglio: se un ideale, un progetto, un Sogno non è una buona ragione per cui all’occorrenza morire, allora non è neppure una buona ragione per vivere.
Una ragione per vivere che non sia una ragione per morire è vacua e ti crea il vuoto dentro.
Perché mai? Nel fondo del nostro cuore ognuno di noi sa di non avere un gran valore, si può raccontare ogni sorta di storie, ma dentro sa che la sua vita è solo un battito di ciglia. Quindi se un qualunque Sogno non vale più della mia insignificante vita, allora non vale un bel niente.
Solo se sono pronto a darci la mia vita, vale qualcosa!
È dannatamente semplice.
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PAPA FRANCESCO ECOLOGISTA ?!

Ora nella sua ultima lunghissima encliclica, Papa Francesco redarguisce i fedeli perché hanno sfruttato troppo il Pianeta e rivolge un appello per "una conversione ecologica" onde proteggere la "casa comune".
Ma cos'è… uno scherzo?

Un arguto lettore su un quotidiano online cita un libretto di catechismo del 1950 dove si legge: "Dio creò terra, mare e cielo con animali, pesci e uccelli, tutto perché l'uomo se ne servisse a suo piacimento".
Non ho più i miei libri di catechismo, ma ricordo che negli anni '60 dicevano più o meno la medesima cosa.
E adesso il papa scrive un'enciclica di rimprovero ai cattolici/cristiani che hanno sfruttato a loro piacimento la Terra? Ma se abbiamo obbedito alle vostre indicazioni!

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CONTRO IL 1° MAGGIO

Quando ero in 5elementare il mio maestro era un comunista militante, ai tempi in cui esistevano davvero i comunisti, che sognavano la Rivoluzione d'Ottobre a Frosinone (mi pare lui venisse da lì…). E il 30 aprile il maestro ci disse quando finirono le lezioni: "Buona festa del 1° maggio. Il 1° maggio è la festa di tutti i lavoratori e quindi anche la vostra, ricordatevi!"
Trovai la cosa piuttosto cretina.
A distanza di oltre quarant'anni… stranamente la trovo ancora cretina.
Anzitutto uno studente o uno scolaro non mi sembrano dei lavoratori, secondo trovo cretina proprio la festa.

Quello che detta la società come un valore è un imperativo tribale e ogni imperativo tribale è così forte che nessuno o quasi si accorge se è insensato o, nel caso del 1° maggio, nessuno sente che "Festa del Lavoro" suona ridicolo! È come dire il "Digiuno della Pastasciutta" o "il Gran Galà delle Stragi" – e festeggiare il lavoro con il riposo è insensato quanto festeggiare il sesso facendo astinenza o i bucatini all'amatriciana mangiando tofu.

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L’ITALIA NON HA BISOGNO DI SCIAMANI (destino degli eventi aperti al pubblico)

In un commento allo scorso post, Marco scrive: "Secondo me è un buon cambiamento e non vedo perché le persone dovrebbero andarsene."
In realtà invece penso che, come in altre occasioni, abbia ragione l'uwishìnwink

Anzitutto, il post ha avuto solo 3 commenti, in pratica non interessava nessuno, come immaginavo… Perché comunque la stragrande maggioranza delle persone se nel workshop non gli si insegna a diventare sciamani o almeno curanderos in un weekend (… scarso, poco piu di 1 giorno, arrivando alle 11 e andando via non oltre le 13 perché poi devono prendere il treno :D ), l'evento non interessa un fico secco.

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FINE DEI CERCHI DI TAMBURO E NUOVO INIZIO

Ho condotto Cerchi di Tamburo per 12 anni, solo contando quelli di 2 gg.
I Cerchi chiudono, ma meritano di essere celebrati, quindi facciamo un po' di "storia". Chi non è interessato a sentirla, può andare direttamente al prossimo paragrafo "il cambio di direzione".

Fui io a coniare il termine "cerchio di tamburo" circa nel 1999 per chiamare piccole riunioni della durata di un pomeriggio, in cui le persone – accompagnate dal suono del tamburo – potevano provare qualche viaggio sciamanico, sfruttando appunto la protezione e il potere del "cerchio", il potere che circola tra i partecipanti.
Poi il termine Cerchio fu adottato un po' da tutti nello sciamanesimo in Italia…

In realtà non ero neppure il vero inventore del termine "Cerchio di Tamburo", avevo tradotto così l'inglese drumming circle che era molto usato in America, quando avevo vissuto lì, per chiamare delle piccole riunioni sciamaniche. In particolare gli aveva dato popolarità la Foundation for Shamanic Studies (FSS) di Michael Harner, anche se non so se fosse stato lui a inventare l'espressione.
La FSS in Italia aveva importato i drumming circles dandogli la traduzione ridicola "circoli di tamburo". Allora facevo da sponsor ai seminari della FSS e volendo condurre io dei drumming circles li chiamai piuttosto Cerchi di Tamburo e li pubblicizzai con questo nuovo nome.
Poco tempo dopo ruppi la collaborazione con la FSS, ma loro dovevano aver notato come "cerchio di tamburo" fosse molto meglio di "circolo di tamburo", che faceva pensare a un club di filarmonica, forse una versione maschile, con la grancassa, dei circoli di cucito…laugh LOL!
Non se la sentivano però di adottare il termine cerchio di tamburo, perché ormai era una specie di mio marchio e cosi optarono per "cerchio sciamanico". Termine che, come dicevo, mutuarono poi molti altri…

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1° RITIRO DI ACQUISIZIONE DEGLI TSÉNTSAK (5 – 8 giugno 2015)

 

Nella foto qui accanto, purtroppo non bene a fuoco, potete vedere un dardo Shuar di cerbottana conficcato nel tronco di un albero.
Alla base ha un batuffolo di cotone selvatico, che serve per stabilizzarlo in volo e per otturare il tubo della cerbottana.
Questi sottili dardi di bambù si chiamano 
tséntsak in lingua Shuar e lo stesso nome viene dato ai dardi invisbili degli sciamani, che possono agire sia in questa sia nell'altra Realtà.

Altre info sugli tséntsak potete leggerle qui

Dardo di cerbottana

Il 1° Ritiro di Acquisizione degli Tséntsak è stato fissato per il 5-8 giugno, dal venerdì al lunedì inclusi.
Ci riuniremo in un posto meraviglioso e assai potente in Canton Ticino, dove ci sono Alberi secolari, un magnifico Fiume e varie cascate, un luogo ideale per l'acquisizione degli tséntsak, e dormiremo in un'antica casa di montagna in pietra, riscaldata da stufe a legna.

Poiché il numero minimo di partecipanti è stato raggiunto e superato, possiamo prolungare i termini di iscrizione e quindi chi vuole avvicinarsi ai Poteri autentici degli sciamani amazzonici, può chiedere di iscriversi.
Non può partecipare chiunque, le candidature vanno approvate da me e soprattutto dai miei
Spiriti Amici e infatti già tre persone non sono state ammesse.

Se però vorreste partecipare, scrivete a eventi@sciamanesimo.com
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L’ULTIMA CACERÍA (Ricerca dell’Animale di Potere, 24 – 26 aprile 2015)

Dal venerdì alla domenica, il 24 – 26 aprile, si terrà l'ultima edizione della Cacería, un Rito di Ricerca tradizionale dell'Animale di Potere.
Ho deciso infatti, insieme ai miei Spiriti Ausiliari, che – come abbiamo chiuso coi Cerchi tradizionali – così chiuderemo anche con la Ricerca dell'Animale di Potere. È tempo di rinnovamento e dovremo fare incontri e Riti differenti in forme differenti.

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