Archivio Categorie: Miti e Racconti

Il fratellastro

Questo mito è stato raccontato al cerchio delle Maledizioni Famigliari.

 

Adesso vi racconto una storia.

Sciamani tradizionalmente preferirebbero non spiegarle le cose e raccontare storie, poi alle persone questo non sta tanto bene, quindi dobbiamo anche spiegare le cose. In Amazzonia invece gli Sciamani se ne fregavano e non ci spiegavano un bel niente quindi o capivi da solo o ti arrangiavi.

Questa storia succede tanto tanto tanto tempo fa, è una storia Shuar, quando gli Shuar non conoscevano ancora dei modi per trattare con gli spiriti dei morti e proteggersi da spiriti dei morti che fossero pericolosi.

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Yaa Núa – La donna stella

Ciao a tutti, sono Mayu.

Riporto qui un mito che Tsunki ha raccontato al cerchio de La sfida dell’amore. È un mito molto bello, che parla di amore e di coraggio.

Sciamani di solito non si mettono a dare spiegazioni teoriche. Tanto meno sull’amore. Ammesso comunque di riuscirci, levi il bello delle cose. Come se prendi una farfalla, la osservi al microscopio, la sezioni per vedere com’è fatta, come fa a volare, come sono fatte le ali… Sì, che bello, adesso non vola più, però! È una cosa morta, piuttosto schifosa. Quindi non è mai una buona idea.

Però sciamani raccontano storie. Io intanto ve ne racconto una. Qualcuno di voi la conosce già.
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GLI AMORI DI SUDIN

Un cacciatore, mentre inseguiva vanamente un Cervo, notò una donna giovane che aveva costruito un ayamtai1 sulla riva del fiume e stava pescando col barbasco. C’erano infatti arbusti di barbasco lì intorno. La donna era molto bella.
“Cosa fa una donna sola lontano dai villaggi?” si chiese.
Lei, dopo aver raccolto i pesci, si acquattò fra gli alberi e si alzò la gonna per urinare.
Il cacciatore, nascosto da un cespuglio, la guardò e fu preso dalla passione.
Ma Sudin – così appunto si chiamava la donna – non appena si accorse di lui, si irritò. Fissò con i suoi occhi verdi una liana avvolta intorno a un albero del pane, subito questa si mutò in un serpente – chiamato kúkar panki– che si strinse al collo dell’uomo soffocandolo.
“Qual è il tuo nome?” gli chiese Sudin.
Il boa allentò di poco la presa per lascarlo rispondere. “Ashánka,” mormorò. Poi il boa lo uccise.
Sudin era stata la moglie di un grande sciamano vissuto nelle Terre del Meridione, ormai lo sciamano era morto, ma lei ne conservava la borsa di medicina, nonché i Poteri dentro il proprio corpo.
La chunta9 dello sciamano era entrata molte volte nella sua bocca quando lui la baciava e nelle sue viscere ogni volta che veniva dentro di lei.

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