Articoli del mese: Ottobre 2020

Sofferenza e insuccessi di origine famigliare

Buenas tardes.

Forse, penserete che voglia parlarvi del COVID-19 e del ritorno della Pantera e, invece, no es así.

Affronteremo questo argomento ma fra qualche giorno, in un altro video.

Oggi, invece, mi preme parlare di un argomento che avevo anticipato già nello scorso Cerchio, quello degli Antenati e anche in un altro video; ossia che, dopo l’Estate, mi sarei voluto occupare di problemi di malattia, sofferenza, o insuccessi ripetuti, o sfortuna… dovuti a motivi famigliari.

Questo può sembrare molto ovvio e uno può pensare a: “una madre opprimente, o molto protettiva che fa sì che il figlio abbia problemi, poi, di rapporto con le donne perché la madre lo ha, di fatto, castrato; o insuccesso sul lavoro per la stessa ragione”. Oppure, “una figura paterna troppo ingombrante; un modello troppo difficile da eguagliare che pure spinge all’insuccesso”. 

No, niente del genere che si possa leggere in modo psicologico.

Perché, le questioni di cui mi voglio occupare,  qualche volta possono anche riguardare lo stretto nucleo famigliare: madre, padre, fratelli ma, di solito, risalgono ai nonni, bisnonni, trisavoli o anche più indietro e, naturalmente, non puoi avere problemi di relazione con una trisavola, no? Non l’hai neanche conosciuta.

Facciamo subito un esempio:

“Una donna che sposa, per amore, un uomo che la picchia ma anche la madre aveva sposato un uomo che la picchiava e, anche la nonna, aveva sposato un uomo che la picchiava”.

Beh, qui la matrice psicologica è evidente, no? è la solita storia che “una ragazza finisce sempre per sposare il proprio padre – cioè qualcuno che somiglia al padre – e, quindi, siccome il modello paterno  è di un uomo autoritario e violento, finisce per sposare un uomo che, magari, sembra diverso dal padre ma in realtà… è autoritario e violento”.

Eh è semplice, la natura psicologica è chiarissima e del tutto soddisfacente, no?

Si, peccato che è sbagliata.

Perché dico che è sbagliata? Beh, anzitutto, gli antichi al tempo, non so, della Controriforma avrebbero detto del tutto diversamente. Avrebbero detto che: “le donne della famiglia hanno/ sono inclini a farsi possedere da Satana o dai suoi demoni e, questa inclinazione, viene da una loro, probabilmente, indulgenza connaturata – quindi ereditaria – alla lussuria ed alla lascivia. D’altra parte si erano sposate anche per amore e l’amore è legato alla passione, quindi lascivia.

E, naturalmente, i mariti sentendo che le mogli sono, in qualche modo, possedute da Satana – e infatti sono anche disobbedienti, segno tipico di possessione diabolica – le battono per scacciare via i demoni dal loro corpo”.

Una lettura altrettanto perfetta. 

Beh qualcuno mi dirà, naturalmente, che: “la lettura moderna è molto più sensata di quella antica”; ah si, per noi! Per gli antichi è molto più sensata la loro.

La nostra, ci sembra sensata perché risponde all’immaginario moderno psicologico.

Mentre l’antica era sensata, per loro, perché rispondeva al loro immaginario, in cui, il Mondo era diviso nel bene e nel male; il bene dominato da Gesù Cristo, il male da Satana ed il sesso apparteneva, soprattutto, al male.

Eh ma qualcuno, naturalmente, mi opporrà che: “noi antichi siamo più saggi, abbiamo più conoscenza… Noi moderni – scusate – siamo più saggi, abbiamo più conoscenza degli antichi e, quindi, la nostra lettura è migliore”. 

Ah, davvero siamo più saggi?

Si, cioè, c’è un’evoluzione progressiva nel tempo? Ehm bello, si, molti ci credono ma non è vero neanche questo.

Basta pensare… Controesempio: il sesso.

Noi moderni siamo molto disinvolti, riguardo al sesso, c’è molta tolleranza sessuale; è stata sdoganata anche l’omosessualità che era sempre stata condannata; è accettata la promiscuità sessuale e, spesso è anzi, incoraggiata. Al tempo della Regina Vittoria, dell’età Vittoriana, o della Controriforma, il sesso , invece, doveva essere imbrigliato; era considerato qualcosa di, tendenzialmente, maligno; era meglio farlo soltanto per procreare; l’omosessualità era, assolutamente, stigmatizzata come peccato gravissimo.

E noi siamo più saggi di loro.

Eh già! Ma…  nell’Impero Romano, la sessualità era molto libera, c’era: un’enorme promiscuità sessuale; un’enorme tolleranza da questo punto di vista; anche l’omosessualità era, assolutamente, tollerata e, quindi, loro erano più saggi di quelli della controriforma che, però, sono meno saggi di noi.

Forse gli antichi erano, addirittura, più saggi di noi perché avevano più disinvoltura riguardo al pudore. elle Terme andavano insieme uomini e donne ed erano totalmente  nudi e facevano il bagno insieme etc.

Quindi…

Non è affatto vero che c’è un’evoluzione continua.

Allora, la visione che hanno quelli della Controriforma, riguardo alle donne – nonna madre figlia –  che vengono picchiate è altrettanto accettabile di quella moderna psicologica.

Mi si dirà, naturalmente, che “forse i moderni non sono più saggi degli antichi ma hanno maggior conoscenza”.

Quindi noi, oggi, “abbiamo la conoscenza scientifica e la psicologia, che è una scienza, ci dice che le cose stanno così e, naturalmente, una scienza è molto più… ha maggior autorità di una credenza religiosa”.

Eh sì.

Potrei anche essere d’accordo peccato, però, che la psicologia non è una scienza.

Cioè, non è una scienza Galileiana che ti può dire che “se prendi un peso di piombo e lo lasci cadere, da una torre, cadrà/aumenterà la sua velocità con un’accelerazione di 9,8 m/s²; e sarà sempre così”.

E chiunque…

Questa affermazione scientifica è inconfutabile. Perché inconfutabile? Perché chiunque può provare ed otterrà sempre questo risultato, si può misurare; quindi chi la confuta, chi prova a negarlo è fuori di testa.

Ma questa è la scienza Galileiana ma la psicologia non è scienza; non fa previsioni su… non è in grado di prevedere come cadrà un pezzo di piombo da una finestra. 

La psicologia non è in grado di prevedere niente del futuro; è in grado di prevedere il passato.

Sì, il passato lo prevede benissimo. Per esempio: “può spiegare quello che è successo riguardo alle tre donne che adorano i mariti che le picchiano”; a posteriori ma ….a spiegare il passato sono capaci tutti.

Voglio dire, anche la teoria dei “diavoli che possiedono  le donne” spiega il passato, spiega quello che è avvenuto. Nessuna delle due è in grado di fare previsioni sul futuro, ovviamente ma il passato lo spiegano entrambe.

Ecco, quindi, la psicologia non è una scienza, perciò non deve essere accettata come una verità scientifica, si tratta di filosofia; non è altro che filosofia che usa un linguaggio scientifico e che, adesso, spacciano per scienza ma non è così… è solo filosofia.

E le filosofie sono teorie che ad uno possono piacere e ad un altro no.

Io sostengo che la lettura psicologica di queste tre donne che sposano mariti che le picchiano… è sbagliata.

“Perché dico che è sbagliata?”, perché queste ricorrenze famigliari e ce ne sono molte e solo alcune si possono spiegare psicologicamente, se ad uno gli piace tanto la psicologia; altre, non è possibile spiegarle psicologicamente ma sono, sempre, ricorrenze famigliari.

Faccio un altro esempio:

“Una donna che sposa per amore un uomo che, però, muore giovane – a 28 anni –  ma anche la madre aveva sposato un uomo – il padre di questa ragazza – che era morto giovane, di malattia – mentre il marito della figlia è morto di incidente – ma anche la zia aveva sposato un uomo che era morto giovane – altro incidente –  e la nonna aveva, pure, sposato un uomo che era morto giovane – in guerra.

Quattro volte in tre generazioni. Questo come fai a spiegarlo psicologicamente?

Che: “ la figlia, avendo come modello paterno un uomo che muore giovane, cerca un altro uomo che morirà giovane?” E come li riconosce? Gli uomini che muoiono giovani, destinati a morire giovani, non hanno caratteristiche psicologiche simili.

Se si tratta di bambini, magari i bambini che devono morire da bambini, o nella prima adolescenza, spesso, sono diversi dai coetanei; hanno profondità insondabili o sono più maturi ma gli adulti che devono morire – destinati a morire – ancorché giovani, comunque adulti, sono uguali a tutti gli altri psicologicamente e, dunque, la lettura psicologica non tiene.

Ci sono altri esempi di questo tipo.

Per esempio: “le dipendenze”.

Una persona che è alcolizzata o ha una dipendenza da droghe, solitamente è una ricorrenza famigliare; c’è qualcuno nella famiglia – almeno uno – che era alcolizzato o aveva dipendenza da droghe – abbastanza vicino – di solito ce n’è più di uno.

Ad esempio: io ebbi in cura, tanti anni fa, una ragazza che aveva un problema di alcolismo, anzi, aveva un problema sia di alcolismo che di bulimia – doppia dipendenza – e trovai che dipendeva dalla nonna e lei mi disse che, sua nonna era, appunto, alcolizzata anche lei; era stata alcolizzata.

Ma lei con la nonna non aveva avuto nessun rapporto, non l’aveva quasi conosciuta; non può essere un’influenza psicologica. La madre, invece, non beveva e non aveva dipendenze; il problema ha saltato una generazione ma si ripresenta nella famiglia.

Vedete…

Anzitutto, vi avverto che questo video potrebbe interrompersi all’improvviso perché ho incontrato molte forze oscure che vogliono impedirmi di girarlo, quindi, capita di tutto.

Nel qual caso cercherò di metterlo online anche se tronco, ok?

Quello che volevo dire è che bisogna capire che – per spiegare queste ricorrenze famigliari – che la famiglia ha, sulle nostre vite,  un peso molto maggiore di quello che noi possiamo immaginare.

Fin dall’Antichità, noi occidentali, abbiamo cercato di liberarci dai vincoli della famiglia perché abbiamo una certa tendenza all’individualismo. E la famiglia aveva, invece, sempre avuto un forte peso nelle nostre vite, nel costringerci a fare cose che non volevamo e, spesso, a renderci così infelici.

Ad esempio…

Un tempo, gli uomini facevano il lavoro dei loro padri, oppure, il lavoro che i loro padri avevano deciso che loro facessero.

Raramente potevano decidere di testa propria e, anche, ci si sposava con chi voleva la propria famiglia; i matrimoni, normalmente, erano combinati dalle famiglie.

Pensate a Dante Alighieri – l’autore de ” La Divina Commedia” che canta il suo amore per Beatrice, in splendidi versi – lui canta il suo amore per Beatrice ma ha sposato Gemma. Di Gemma non sa niente nessuno.

Cioè, voglio dire che, nei suoi versi, non ce n’è traccia, non la nomina mai; non canta il suo amore per lei. Con Gemma, lui, era fidanzato da quando aveva dodici anni, perché lo avevano deciso le famiglie ma lui non canta neanche la sua disperazione per non poter “impalmare” Beatrice, o per dover vivere con Gemma; non c’è niente del genere perché è una cosa – il fatto di dover sposare una donna decisa dalla famiglia – è una cosa assolutamente normale, accettata più o meno da tutti.

Ora, l’idea del matrimonio d’amore – di sposarsi per amore – è un’idea, un ideale che nasce con il Romanticismo, nell’800′ ed ha potuto affermarsi perché c’era stata la “Rivoluzione Industriale”.

La “Rivoluzione Industriale” aveva sgretolato le famiglie patriarcali.

Le famiglie patriarcali in cui c’erano i patriarchi con i loro figli, i figli dei figli, spesso i figli dei figli dei figli. Tantissima gente che viveva nella stessa casa o in case molto vicine e i patriarchi, gli anziani di queste famiglie, decidevano le vite di tutti quanti; che erano tutte intrecciate tra loro ma, con la “Rivoluzione Industriale”, queste famiglie si sono sgretolate perché la gente  ha dovuto andare nelle città; c’è stata l’urbanizzazione per andare a lavorare nelle fabbriche; è cambiato il tipo di economia; l’economia delle campagne non rendeva più come prima etc…tanti problemi.

E si sono sbriciolate queste famiglie perché un giovane andava da solo in città e, quindi, a quel punto, andando da solo in città, non potendo riprodurre in città, di nuovo, un casato patriarcale – perché in città si viveva, si vive  assiepati in piccoli appartamenti, quindi non c’è spazio per creare grandi case con tanta gente – si creava soltanto un piccolo nucleo famigliare ristretto: padre, madre, fratelli. 

E un nucleo così… già quando lo creavi eri già lontano dalla famiglia di origine e potevi sposare un po’ chi volevi tu, a quel punto, perché avevi meno influsso della famiglia di origine che era lontana; in più, tanto non si poteva più vivere collegati insieme come prima e, quindi, dava più libertà da questo punto di vista e anche, naturalmente, i giovani han cominciato a fare dei lavori diversi da quelli del padre; anche perché i lavori dei padri, forse, non esistevano più o non erano più redditizi.

E, quindi, allora vedete… con la “Rivoluzione Industriale” ed il “Romanticismo” ci siamo liberati del Potere della famiglia. Davvero?

Subito dopo la nascita di questo nuovo modello di famiglia molto piccolo è venuto fuori Freud che ha fatto la sua fortuna – e la fortuna dei suoi seguaci dediti alla psicanalisi – per curare problemi di rapporti famigliari.

“Ma come?” Eh si, perché vivendo in queste famiglie piccole, chiuse, non più la grande famiglia patriarcale – in questo ambiente asfittico, soltanto con padre, madre e pochi figli – e avendo un unico riferimento paterno, maschile – che era il padre –  un unico riferimento femminile  – che era la madre – si creavano delle dinamiche che, oggi, chiameremmo “disfunzionali” di rapporto – i problemi edipici etc etc – e, quindi, la famiglia che non poteva più importi la sua volontà socialmente – grazie al Casato in cui tu vivevi – di nuovo, imponeva, ti rovinava la vita in altro modo, ti faceva fare quello che non volevi o ti rendeva infelice… con la pressione psicologica.

Ha cambiato pressione, non era più sociale ma psicologica ma sempre, di nuovo, la pressione della famiglia.

Nel 900′ le cose sono cambiate ancora perché nel dopoguerra, progressivamente, la psicanalisi è andata sempre più giù di moda ed anche perché il tipo di famiglia,  progressivamente, negli ultimi decenni è cambiato: non c’è più questa famiglia ristretta, asfittica, c’è la nuova “famiglia allargata” la quale è dovuta ai divorzi multipli ma, grazie a questi, i figli non vivono più rinchiusi in una sola casa con padre, madre e fratelli ma, spesso, si alternano tra due case. E non hanno più una sola figura di riferimento femminile perché, oltre alla madre, c’è la nuova compagna del padre e così, oltre al padre, c’è il nuovo compagno della madre e l’ambiente è di nuovo di maggior respiro.

E perciò,” le dinamiche Freudiane, edipiche, di complesso di Elettra etc, hanno perso d’importanza, han perso di peso e che quindi, finalmente, ci siamo liberati dal peso della famiglia”.

No!

Perché nello stesso tempo, in cui avveniva questo, gli esseri umani hanno scoperto la genetica, la quale ci dice che, molte delle nostre caratteristiche… sono dovute alla famiglia.

Beh uno dice: “questo già si sapeva!” si, si sapeva ma per le caratteristiche fisiche, si sapeva per i talenti – se uno è portato per la musica o per il disegno – ma la genetica ti viene a dire che anche altre caratteristiche hanno, più o meno, un’origine famigliare. Se uno per esempio è depresso ci sono dei geni che portano, perlomeno, la propensione alla depressione e se uno anche è violento stessa cosa e così via…moltissime altre cose; molte cose psicologiche, anche, hanno un’origine genetica e, quindi, dovute alla famiglia. Di nuovo. 

E quindi…la famiglia: prima poteva agire socialmente, poi, non poteva più socialmente molto e agiva psicologicamente, poi, non poteva più psicologicamente così tanto e si scopre che agisce geneticamente.

Un sacco di cose, un sacco di nostre tendenze naturali o, apparentemente, caratteristiche  nostre… dipendono dalla famiglia.

E, addirittura, ci sono  – e qui è quello che vogliamo affrontare noi – delle ricorrenze famigliari che non si riescono a spiegare, né socialmente, né psicologicamente – come ho detto prima –  ne geneticamente perché : “com’è possibile che delle donne sposino uomini che muoiono giovani?”. Gli uomini che muoiono giovani non sono imparentati, geneticamente, tra di loro, le donne lo sono ma gli uomini no, cioè… Ogni volta, una donna sposa un uomo, esterno alla famiglia, che muore giovane. Questi uomini non sono imparentati tra di loro e, quindi, per forza di cose non può essere spiegato geneticamente ma, di nuovo, c’è un flusso della famiglia… dall’Altra Realtà.

Qualcosa che dipende da famigliari che non sono nemmeno vivi, forse, no? Che sono già morti.

Ecco, come si affronta questo sciamanicamente e come si cerca di risolverlo, anche – perché ci sono molti nodi di sofferenza legati a questo – lo vedremo in un prossimo video.

¡Gracias a todo el mundo!

Buenas tardes.

 

Sofferenza e insuccessi di origine famigliare, II PARTE: l’Onda

[Questo video è la continuazione di Sofferenza e Insuccessi di Origine Famigliare]

Buenas Tardes.

Ritorniamo sulla questione di “Insuccessi ripetuti, sofferenza o anche malattia di origine famigliare” .

Abbiamo visto un caso, abbastanza estremo, di una ragazza rimasta vedova giovane, così come sua madre, sua zia e sua nonna e abbiamo visto che l’interpretazione psicologica, di queste cose, non è assolutamente plausibile.

Ma, siccome questo tipo di schema, di dramma, che si ripete simile o, addirittura, identico lungo le generazioni di una famiglia è, purtroppo, abbastanza frequente… ne dobbiamo concludere che, anche nei casi in cui la spiegazione psicologica sembri plausibile, probabilmente è sbagliata; probabilmente la causa di questo è qualcos’altro.

“Secondo Sciamani qual è?” – “Cos’è che da origine a questi drammi ripetuti?”

Sciamani cercano di indagare la Realtà… andando nell’Altra Realtà.

Cercando, nell’Altra Realtà, con l’aiuto di Spiriti Ausiliari o di Piante Maestro, cos’è successo per provocare quello che avviene in questa Realtà; il dramma che avviene in questa Realtà.

Nel caso della mia paziente: “la ragazza rimasta vedova da giovane”, sono andato in Altra Realtà con Spirito di Giaguaro e, il Giaguaro, mi ha portato da: “una ragazza dall’aspetto infelice, male in arnese e con uno sguardo molto addolorato, però, anche indispettito – con un certo piglio di una persona offesa e risentita – e, questa ragazza, aveva in braccio un bambino molto piccolo, sporco ma molto molto piccolo, praticamente un neonato”.

Non riuscivo a parlare con lei ma – perché non voleva parlare assolutamente – ma altri Spiriti, poi, mi hanno detto quello che doveva essere successo. Ossia che: “la trisavola della paziente o, comunque, un’Antenata precedente alla bisnonna, non aveva permesso il matrimonio del figlio con la ragazza che amava e, questo figlio, si era sottomesso al volere della madre e aveva sposato, poi, un’altra donna ed era diventato l’ascendente diretto della mia paziente.

La ragazza, di cui era innamorato e che non aveva potuto sposare, aveva fatto una brutta fine.

E, siccome, io la vedevo sempre giovane e con un bambino in braccio, pensai che fosse rimasta incinta e quindi – una volta diventare ragazza madre era una vera disgrazia – e quindi, probabilmente, fosse anche morta giovane; dal momento che la vedevo sempre di giovane età.

La mia paziente non sapeva niente di tutto questo e, naturalmente, questa storia poteva venire scartata come “fantasia di vecchio Sciamano”, no? Però, io ho insistito con mia paziente e lei ha indagato e indagando ha saputo, dalla prozia – cioè dalla sorella della nonna, perché la nonna oramai non c’era più – che la prozia diceva che ricordava, (quando ancora era ragazzina), che si diceva che “sua nonna” – ossia la trisavola della mia paziente, appunto – “sua nonna non aveva permesso al figlio maggiore” – che era, appunto, il padre di questa prozia e della nonna della mia paziente…si esatto – “non aveva permesso al figlio maggiore di sposare la donna di cui era innamorato e che, questa donna, non si sapeva che fine avesse fatto, però, si diceva che fosse finita male”.

Ecco, non abbiamo potuto sapere se, davvero, era rimasta incinta e aveva avuto un bambino, illegittimo – cosa gravissima un tempo – però, questi erano i fatti verificati.

Allora… ”Che cos’è la spiegazione sciamanica?”.

La spiegazione sciamanica è che, naturalmente, tutto parte da questa… da questa ragazza che è stata calpestata ed è diventata, dopo morta, uno Spirito offeso.

L’offesa, che lei ha subito, doveva essere compensata perché quello che succede nella famiglia della mia paziente sembra, appunto, una sorta di “compensazione” o, se volete dirlo con un linguaggio più “cattivo” di vendetta, cioè vita per vita.

Cioè non una compensazione identica perché succede una cosa simile.

Come la mia paziente, cioè no la mia paziente – scusate – come lo spirito offeso “la povera ragazza male in arnese, aveva assaggiato l’amore ma le era stato subito tolto, perché la madre del suo innamorato non aveva voluto consentire le nozze…”

Non aveva voluto consentire le nozze per ragioni di classe sociale, una volta le questioni di classe sociale erano molto importanti. La ragazza era di una classe inferiore, forse, anche per questo io la vedevo malconcia; era probabilmente di una classe servile – come si diceva un tempo.

Ecco, come a lei era stato tolto l’amore, lo aveva assaggiato ma le era stato negato molto presto, così alle donne della famiglia che le avevano procurato quest’ offesa, quelle donne, avrebbero lo stesso assaggiato l’amore, cioè si sarebbero sposate per amore ma l’avrebbero subito perso perché i mariti sarebbero morti molto giovani.

Ecco, questa è la “compensazione” o “vendetta” se preferite.

Ma… vedete subito che non si tratta di una vera compensazione.

Perché la compensazione dovrebbe essere “vita per vita”; come a lei le è stato tolto l’uomo che amava, così alle donne – non so – a una donna di quella famiglia, a un’altra donna di quella famiglia viene tolto l’uomo che ama; basta, a questo punto siamo pari, no?

Cioè c’è anche un aspetto sociale ed economico a questa compensazione, badate bene, perché rimanere vedova da giovane, una volta, per una donna, significava finire in miseria e spesso doveva andare a lavorare come serva.

Non era questo il caso, della famiglia della mia paziente, perché la famiglia della mia paziente è una famiglia agiata ma, anche nel caso di famiglie agiate, rimanendo vedova da giovane, la donna finiva per dover vivere della carità dei parenti, che non è un bel vivere, ovviamente.

Ecco, però, non si tratta di una vera – ripeto – “compensazione vita per vita”, perché succede molte volte, continua a ripetersi. Cioè, sembra che lo Spirito offeso non sia mai sazio di sofferenza, no? Di sofferenza altrui.

Perché questo?

Questo è un punto importante, in quanto, succede sempre così.

Se fosse semplicemente una vendetta, noi, ci dovremmo aspettare che succede la stessa cosa con una persona della famiglia che ha procurato l’offesa e basta, termina lì, o se la sofferenza non sembra sufficiente… due volte ma, invece, continua a replicarsi tre, quattro, cinque, dieci volte; a volte può continuare per molte generazioni.

E, inoltre, c’è un altro aspetto particolare che può sfuggire.

Vediamo un esempio diverso.

Un esempio diverso me lo scrive uno di voi… Luca che mi chiede se: “è possibile che l’insuccesso economico ,suo – di Luca stesso – e di suo padre, siano dovuti al disappunto del nonno che non ha gradito che il figlio non abbia voluto fare il suo stesso lavoro”.

Allora, cosa è successo?

Il nonno di Luca, il padre di Luca – scusate – non ha voluto fare il lavoro del nonno, ha fatto un altro lavoro ma non ha avuto successo economicamente. Dopodiché Luca, di nuovo, non ha voluto fare il lavoro del padre ed anche lui non ha avuto successo economicamente.

Lo schema si ripete e rischia di ripetersi ancora.

Ho già risposto, nei commenti, che è molto possibile che la causa sia, appunto, il disappunto del nonno e che, anzi, ci sono moltissimi casi di questo tipo che io stesso ho affrontato, con metodi sciamanici, per risolvere il problema.

Ecco, però osservate, anche qui sembra una compensazione.

Quello che avviene è diverso perché… nel caso della mia paziente, l’origine di questa sofferenza era: “una donna esterna alla famiglia che era stata offesa e calpestata dalla famiglia” e che, quindi, faceva diciamo tra virgolette “la sua vendetta”.

Nel caso, invece, di Luca… l’origine è interna alla famiglia: è il nonno, ascendente diretto, addirittura, di Luca che “non contento, deluso dal figlio – il padre di Luca – lo condanna, in qualche modo – magari inconsapevolmente, no? – ma lo condanna all’insuccesso economico”; che poi si trasmette anche a Luca, di nuovo, non è sufficiente una volta sola, continua a ripetersi e potrebbe ripetersi col figlio di Luca e così via – c’è questo rischio.

“Ma come mai si ripete?”

Mah vedete… anzitutto, osserviamo, non si tratta di una vera compensazione.

Allora, per spiegare questo, per spiegare perché si ripete il fenomeno, spesso si ricorre a un’altra immagine sciamanica.

Spesso si dice che “il Potere Famigliare è come un fiume”.

“Come un fiume” … è un’immagine molto evocativa, no?

Come un fiume che scorre nella selva e gli antenati più antichi stanno più a monte, mentre, gli antenati più recenti, no? stanno più a valle; io sto a valle, i miei figli staranno ancora più a valle. E l’acqua, quindi, ci arriva da monte, no? Perciò il Potere, l’acqua del fiume – son tutti Poteri che vengono dalla famiglia – e il Potere viene: dal trisavolo, bisnonno, nonno… come un fiume che attraversa i territori.

“Come un fiume che attraversa i territori: del mio bisnonno, nonno, padre e infine il territorio mio”.

E’ un’immagine molto efficace perché, effettivamente, il fiume porta il benessere e la ricchezza, no? E… quando tu hai il fiume nel tuo terreno: puoi coltivare e allevare. Quando il fiume è in secca o non c’è: la terra è arida, le bestie muoiono, il raccolto si secca e, quindi, sei in miseria.

Il Fiume… “l’idea del fiume serve a spiegare cosa?” perché la sfortuna si ripete nel corso della famiglia. Ossia: il Potere arriva al nonno di Luca – il fiume che arriva – poi, dal nonno di Luca, deve scendere più a valle al padre di Luca e, poi, deve scendere ancora più a valle, fino a Luca e, da Luca, dovrà scendere ancora più a valle ai suoi figli.

Ma… il nonno si indispettisce per la disobbedienza del figlio e chiude i rubinetti, o meglio – per mantenere la metafora del fiume, no? – mette una diga, no? Una chiusa, una paratia; blocca l’acqua del fiume. Allora, l’acqua del fiume viene bloccata a monte dal nonno e, quindi, non arriva più al padre di Luca – che sta più a valle – e siccome non arriva al padre di Luca …non arriva neanche a Luca, perché deve passare attraverso il padre; eh è stata bloccata a monte al livello del nonno e quindi…

Sembra un’immagine molto chiara e molto efficace.

Anche se mi sono dilungato un pochino e impasticciato nel raccontarla ma penso che si capisca.

Peccato che è sbagliata perché, in realtà…. si è sbagliata.

In Realtà, il problema non è che: “ il nonno s’indispettisce perché il figlio – ossia il padre di Luca – non vuole fare il lavoro, il lavoro del nonno e, quindi, il nonno blocca il fiume. Perciò, il figlio, che non fa il lavoro di suo padre, non ha successo economico; di conseguenza, neanche Luca ha successo economico”. No. Non è così che va.

Luca ripete lo stesso, la stessa azione del padre: “la stessa disobbedienza del padre”.

Cioè, di nuovo, Luca: “non vuole fare il lavoro di suo padre e, di nuovo viene, tra virgolette, “punito”… cioè non ha successo economico”.

Non si ripete semplicemente la punizione: “non è il fiume che è stato bloccato a livello del padre di Luca e, quindi, non arriva a Luca”. Si ripete, di nuovo, tutto lo stesso schema.

Tutto il meccanismo che è azione/reazione; è uno schema che si ripete. Un “Pattern” come dicono in inglese.

Riguardiamo il caso della mia paziente.

Lì è meno evidente ma anche lì è uno schema che si ripete perché allo Spirito offeso – quella povera ragazza che non ha potuto sposare l’uomo che amava – lei si è innamorata, ha gustato l’amore, con l’uomo di cui si era innamorata e, poi, quest’uomo le è stato tolto ed è rimasta da sola e in miseria.

“Cosa succede di conseguenza nella famiglia che ha procurato questa offesa?”

La nonna – della bisnonna non si sapeva – “la nonna della mia paziente, di nuovo, si sposa per amore, cioè conosce anche lei l’amore; ottiene l’uomo che amava – perché lo sposa – ma quest’uomo muore giovane”.

Quindi si ripete lo stesso identico schema…. “gli viene sottratto, presto, l’amore che aveva ottenuto”.

Di nuovo – alla madre della paziente – di nuovo “lei si innamora, ottiene l’uomo amato ma gli viene tolto subito perché muore giovane”.

La zia…la stessa cosa, la mia paziente la stessa cosa: “s’innamora, si sposa ma l’uomo muore giovane”.

A ripetersi è tutto lo schema.

Allora vedete…

Tornando alla metafora del fiume, l’immagine del fiume non è giusta, non si tratta di un fiume o, meglio, il fiume è giusto – c’è davvero il fiume della stirpe – però, non si tratta di un fiume in cui viene bloccata l’acqua a monte / viene messa una chiusa.

Si tratta, invece, di un’onda è questo che succede… un’onda; è un’onda che corre lungo il fiume.

Avete presente come sono le onde?

Le onde sollevano l’acqua, in un certo punto, in un certo modo, no? Assume una certa forma e, poi, in quel punto l’acqua torna calma e nel punto successivo – del tratto successivo di mare o di fiume – di nuovo, si alza l’onda con una forma uguale a quella di prima o simile e poi, di nuovo, lì torna calmo ma l’onda, di nuovo in quella forma particolare o simile ad essa, si è spostata ancora più avanti e, poi, ancora più avanti.

L’onda cammina… come un animale, cammina come una bestia.

Lo stesso, se prendete uno strumento musicale, pizzicate una corda, no?

Se pizzicate una corda, la corda, fa determinate oscillazioni – un’onda appunto – le fa nel punto dove voi pizzicate ma, poi, in quel punto il filo ritorna piatto ma le oscillazioni si spostano nel tratto successivo, uguali o quasi uguali e, poi, si spostano ancora e, poi, ancora e, poi… ancora.

Cioè l’onda cammina come una bestia. Cammina.

Un modello che si ripete sempre uguale o, perlomeno, simile fino a che…

“Per quanto tempo si ripete?” per tanto tempo, fino a che la forza originaria dell’onda decresce, no? si esaurisce, il filo smette di vibrare ma se il filo è molto lungo può andare avanti, l’onda può trasmettersi molto molto a lungo. Dipende con quanta forza è stata pizzicata all’inizio.

Ecco, allora questo è proprio quello che succede: si ripete lo stesso schema e tutte le stesse identiche oscillazioni …è un’onda.

Quello che accade, quindi, non è un fiume le cui acque vengono bloccate ma nel momento in cui il nonno di Luca è indispettito parte, da lui, un’onda; un’onda che travolge.

Questo è.

E l’onda passa da una generazione all’altra. Stessa cosa nel caso della mia paziente.

L’onda spiega perché la cosa continua a ripetersi è un’onda che viaggia, si ferma soltanto quando si è esaurita la spinta iniziale; il che, per esperienza, può essere dopo parecchie generazioni, non meno di cinque o sei di solito ma anche dieci o più. Proprio così.

“Che cosa si può fare, allora? non si può fermare questo, quest’inferno?”.

Ecco, come si fa a fermare un’onda? Il modo più semplice per fermare un’onda è una diga, no?

Uno mette una diga, l’onda s’infrange contro la diga e si ferma; poi, sotto la diga ci sarà una chiusa, un passaggio, una paratia per cui l’acqua può defluire calma, quando si è calmata.

Ecco…una diga per bloccare l’onda. Una muraglia che blocca l’onda.

Come mettere il Mose a Venezia, no? Credo, no forse non è proprio la stessa cosa.

Ma, vedete, la diga ha delle controindicazioni.

“Come si può fare, nel caso specifico, questa diga?”.

Beh naturalmente quello che è “uno scudo di protezione”, uno scudo o un’armatura di protezione; è un metodo spirituale abbastanza noto anche nella New Age, no? “Le bolle di protezione di luce bianca o di luce rosa”…quelle durano poco, devono essere alimentate continuamente e, inoltre, non hanno molto Potere, quindi, non servirebbero a niente in un caso del genere, dove tu devi avere una protezione che dura tutta la vita.

Ma con mezzi dello sciamanismo autentico, sciamanismo nativo per esempio con gli Tséntsak degli Sciamani Amazzonici – come me – si può fare uno scudo molto potente.

Gli Tséntsak sono Poteri che vengono dalle piante della Giungla, piante e da animali, insetti o rettili o altri animali velenosi o, in altro modo, mortali. Quindi, sono Poteri molto molto forti e con questi Poteri si può costruire “uno scudo”, se preferite “un’armatura” che protegge la persona interessata da quest’onda in arrivo; l’onda s’infrange contro l’armatura.

Le controindicazioni di questa tecnica sono due:

Innanzitutto, lo scudo deve essere abbastanza potente da poter resistere all’onda. Bisogna saper valutare bene quanto è forte l’onda; è noto l’esempio di dighe che vengono travolte da ondate troppo potenti; di muraglie che non riescono ad assorbire l’urto.

Ma, soprattutto, la controindicazione principale, vedete è che l’onda, la diga non è che neutralizza l’onda, la fa svanire nel nulla, no… l’onda rimbalza. Rimbalza e si spezza in più onde che vanno lateralmente, indietro etc.

Ecco è quello che succede anche nel nostro caso.

Contro lo scudo, l’onda in arrivo rimbalza. Il che vuol dire che può colpire persone vicine.

“Persone vicine quali?” eh persone vicine come famiglia, quindi – come legame famigliare – quindi, congiunti, persone amate e vale a dire “io posso proteggere la mia paziente ma magari, il figlio – che non sarebbe interessato alla maledizione perché colpisce solo le femmine – il figlio si ammala” o “un fratello muore in un incidente” o succedono più di una di queste cose perché l’onda si frammenta quando rimbalza, in più onde.

“Come?” più piccole onde che non vanno molto lontano ma che dove colpiscono fanno male. Eh!

Allora, questo è il rischio vero dello scudo.

“Che cosa si può fare allora?”.

Ma… – a chi ascolta sarà anche venuto in mente, no? – uno pensa, con mezzi sciamanici pensa: “Trattare con lo Spirito che ha lanciato questa chiamiamola “maledizione” , tra virgolette”.

Trattare con lo Spirito.

Oh, questo non è banale!

Anzitutto, non è affatto facile comunicare davvero con anime di trapassati. Quelli che sono stati al Cerchio ultimo, in cui si andava nella Terra dei Morti per parlare con i propri Antenati, lo hanno visto. Chi era nuovo ha detto: “beh sono rimasta sorpresa perché i morti, dicevano cose o, erano in condizioni molto diverse da quelle che io mi aspettavo”.

Eh si perché, di solito, i contatti che si hanno coi defunti nelle pratiche, così un pò naïve, o New Age, o altro… sono fasulli; non incontri davvero l’anima del defunto, incontri quelli che gli Sciamani Nativi chiamano degli “Spiriti burloni”, cioè degli Spiriti che ti dicono quello che vuoi sentire, semplicemente o, a volte, ti dicono quello che temi.

In Realtà, sono entità che si nutrono dei tuoi desideri, delle tue paure, si nutrono delle tue emozioni, quindi, le assorbono e te le rimandano uguali come uno specchio. Non servono a niente questi contatti qui.

Allora bisogna che sia un vero contatto con lo Spirito del trapassato, cosa che non è per niente facile ma “come si può fare?”. Beh, anzitutto, diciamo come NON si può fare: non lo può fare la persona della famiglia, cioè la vittima della maledizione. Cioè non lo può fare, ad esempio, la mia paziente.

La mia paziente, anche avesse avuto conoscenze sciamaniche e fosse espertissima, non poteva farlo.

“Perché non può farlo?”…io, io se c’ho una maledizione famigliare, non posso fare niente da solo; devo fare intervenire qualcun’altro.

“Perché?”

Io non posso trattare con lo Spirito offeso, che ha causato tutto, perché io… “puzzo”!

Così disse a me lo Sciamano che mi ha insegnato questa curanderia: “tu non puoi farlo sulla tua famiglia perché tu puzzi!”.

Nel senso che io “ho addosso l’odore della famiglia che ha offeso quello Spirito, o del ramo della famiglia che ha offeso quello Spirito e, quindi, questo odore disgusta lo Spirito; non vuole neanche sentirmi, non tratterà mai con me, oppure, se tratta con me mi prende in giro, m’inganna. Non posso essere io a trattare. 

Ma prima della questione della trattativa con lo Spirito, ci dobbiamo fare una domanda: “Serve a qualcosa?”.

Voglio dire, lo Spirito da cui ha avuto origine tutto, lo Spirito offeso è in grado di richiamare indietro l’onda? O di fermarla? Oppure non è in grado di farlo?

E’ come dire: “io ho lanciato un missile balistico con testate nucleari ma ho i mezzi per fermarlo? rimandarlo indietro o deviarlo e farlo finire in un punto sperduto dell’Oceano? oppure non posso farci niente, perché ormai l’ho mandato ed è fuori dal mio controllo?”

Questo è il punto essenziale perché se lo Spirito non è in grado di fermare l’onda, non serve a molto trattare con lui, giusto?

Vedremo queste cose nel prossimo video.

¡Gracias a todo el mundo!

Buenas Noche.