I tamburi di Nuás

Tanto tanto tempo fa, viveva nella Selva un ragazzo di nome Icham. Come tutti i suoi coetanei quando ebbe dodici anni sarebbe andato per la prima volta a caccia con i guerrieri del villaggio.
Al momento della partenza, la giovane Nuás, che lo amava, gli corse incontro e gli mise al collo una collana di piume di pappagallo. Lui la baciò sulla bocca.
Durante la caccia Icham e suo fratello maggiore Washi si separarono dal gruppo. Un grosso Giaguaro li vide soli e balzò su un albero lungo il cammino per aggredirli. Icham però se ne accorse e con un colpo di lancia lo uccise.
Quando si chinò a scuoiare il Giaguaro, Washi lo colpì alla nuca col machete uccidendolo. Washi era infatti innamorato di Nuás, che però lo aveva respinto.
Poi Washi gettò il corpo del fratello in un burrone, scuoiò il Giaguaro e si riunì ai cacciatori vantandosi di aver ucciso la belva.
Nessuno riusciva più a trovare il giovane Icham. Lo cercarono fino a notte e dormirono nella Selva sperando tornasse, ma l’indomani all’alba dovettero rientrare al villaggio.

Il capo della comunità chiese conto a Washi il quale raccontò: “Stavamo per essere aggrediti da un giaguaro, Icham si è spaventato ed è corso via, mentre io combattevo con la belva. Appena ucciso il giaguaro, ho subito cercato mio fratello senza trovarlo. Era preso dal terrore, forse l’ha catturato Jurijiri oppure degli iwianch’ della selva. O forse… – sorrise – forse è caduto in un burrone”.
Il capo allora ordinò che si suonassero i tamburi, che si suonassero giorno e notte in modo che se Icham si era perduto, potesse seguire il suono fino a casa.
I tamburi suonarono senza smettere mai per 3 giorni e 3 notti, Icham però non tornava e neppure nella Selva trovarono il suo corpo. Il capo allora decise di far cessare i tamburi, ma la sua figlia più giovane, che era proprio Nuás, supplicò il padre di non far smettere i tamburi e di non interrompere le ricerche. Il padre però non sentì ragioni.
Nuás allora, disperata, fuggì nella Selva cercando l’innamorato perduto. Urlò il nome di Icham per giorni nel folto degli alberi, in mezzo alle paludi, lungo i fiumi e nelle forre finché cadde in mano al popolo nemico degli Iwia che, legatala a un albero, la
scuoiarono viva e della sua pelle vellutata fecero tamburi.
Così, dice la gente da allora, ogni volta che nella Selva si sente suonare un tamburo Iwia è la voce di Nuás che continua a chiamare il suo amore perduto, che non cessa di cercare il suo Icham.

Molti anni passarono e i vecchi raccontavano già da tempo questa storia. Intanto uno dei tamburi fatti con la pelle della sventurata ragazza era diventato proprietà di un giovane guerriero Iwia, di nome Tunants, che se ne prendeva grande cura e lo ingrassava regolarmente con manteca de anaconda.
Amava il suono di quel tamburo, sapeva che era la voce profonda e sensuale di una bella donna e trovava diventasse più limpida
quando ne ungeva la pelle. Non si separava dal tamburo neppure quando andava a caccia.
Un giorno, durante una battuta, si separò dagli altri cacciatori e poco dopo, in riva al fiume, si trovò di fronte a un enorme Giaguaro che era lì a catturare pesci.
Subito Tunants scagliò la sua lancia, ma il Giaguaro la evitò. Stava allora per gettarsi sul cacciatore disarmato quando sentì una voce che diceva “Fermo!”
Il Giaguaro allora balzò e atterrò il guerriero.
“Fermo!”
Il Giaguaro stava per uccidere Tunants, ma sentendo ancora la voce si arrestò guardandosi intorno.
“Fermo!” ripeté la voce che veniva dal tamburo.
Allora il Giaguaro fissò il Tamburo e questo diventò una bellissima ragazza che disse: “Non far del male a questo guerriero, Icham. Lui
mi ha sempre trattato con amore”. Lei infatti aveva subito riconosciuto nel Giaguaro il giovane Icham.
Il Giaguaro accosentì alla preghiera.
Guardò di nuovo Nuás e questa diventò un cucciolo di Giaguaro.
Poi guardò ancora il cucciolo e questo si mutò una Giaguara femmina adulta.
Il Giaguaro la guardò per la terza volta e la femmina gli si accostò.
Allora i due Giaguari se ne andarono insieme, s’inoltrarono nel profondo della Selva e nessuno da quel giorno li vide più.
Questa storia fu narrata da Tunants che ebbe salva la vita e raccontò le cose come le aveva viste.
¡Nukete!
Esto solo es.

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