Il Mondo non ha bisogno di Sciamani

Il Blog dello Sciamano è inattivo da moltissimo tempo, alcuni di voi che leggete forse lo sanno.
Il vecchio Blog non è più utilizzabile perché tecnicamente obsoleto e torniamo con questo format di fortuna. Dovremmo adattarlo allo stile del sito (o, almeno, dargli un qualche stile… :), ma non abbiamo più al momento collaboratori che possano provvedere.
In verità occorrerebbe rinnovare del tutto il sito, ormai datato, trasformarlo in un portale interattivo più moderno ed efficiente, un sogno che abbiamo accarezzato per qualche tempo e ormai abbandonato perché non abbiamo danaro per realizzarlo.

Il Tamburo dello Sciamano è nato quasi 17 anni or sono dalla Visione e dagli sforzi miei, di Tsunki, che all’epoca ero apprendista sciamano Shuar e lavoravo come programmatore in un’azienda dell’Alto Adige.
Era una novità assoluta, almeno in Italia, un sito di sciamanesimo che non si limitasse a fare copia&incolla di libretti new age e che proponesse corsi e workshops.
Gli sciamani nella storia si sono sempre adattati alla cultura e alla tecnologia del tempo e hanno tramutato strumenti di tutti i giorni in oggetti di potere con cui evocare e trattenere la forza degli Spiriti – laddove, come in Mongolia, fu scoperta la fusione dei metalli, specchi di bronzo e spade diventarono presto oggetti di Potere degli sciamani.
Anche internet allora, compresi, poteva diventare una… rete di Potere.
Abbiamo usato gli strumenti della nuova tecnologia del web via via che si diffondeva: il sito, newsletter e mailing list, i corsi online (asincroni, solo scritti, perché non c’era ancora la banda per teleconferenze), i pagamenti online (con cui poteva venir mantenuto il sito, l’attività e in seguito…. lo sciamano stesso), le aree riservate per i corsisti,  il forum, che credo fosse il primo forum di sciamanesimo in Italia e forse è tuttora l’unico, il blog e poi i corsi online in tele- e video-conferenza.
Abbiamo invece ostinatamente rifiutato i banner e altre forme di pubblicità sul sito.

C’era però un limite tremendo iscritto nei geni del Tamburo dello Sciamano: è sempre stata tutta opera di un uomo solo, di Tsunki.
Non proprio solo, in verità… dal 2005 circa abbiamo potuto contare sulla collaborazione tecnica del nostro impagabile web-developer, Claudio il Gongoro Pizzini, il quale ha realizzato in pratica le nostre Visioni, il suo primo grosso impegno fu il nostro Forum.
Ma internet e il mondo cambiano continuamente e per sostenere la sfida servirebbero collaboratori giovani, efficienti ed entusiasti, che sappiano diffondere la pratica, i riti e l’aiuto che può dare lo sciamanesimo attraverso i canali nuovi dei social, dei mobile devices, delle app.
Il Tamburo dello Sciamano infatti l’ultima sfida che ha raccolto fu il Blog, dopodiché ci siamo fermati, non ci siamo lanciati in Facebook e Twitter né nel mondo delle app, il nostro sito non è neppure ottimizzato per gli smartphone, un limite enorme e che diverrà profondo come una voragine, mentre internet si orienta sempre più verso il traffico mobile.
Anche il Blog si è lentamente arenato, i Blog sono strumenti fatti per avere contributi continui, quasi quotidiani e, come ho detto, il limite terribile è che… qui ci sono solo io e non ho collaboratori validi e appartenenti al mondo delle nuove tecnologie che possano diffondere davvero il Tamburo dello Sciamano.

La sfida di Facebook non ho neppure provato a raccoglierla, sia io sia il Gongoro, il web-developer, siamo ormai dei dinosauri del web e di social non capiamo niente. Pagine FB poi richiedono contributi quotidiani per funzionare, un tipo di sfide sostenibili solo per un gruppo di persone molto attive, non per un veccho sciamano da solo!
D’altronde, anche solo per rinnovare il sito, farne un portale e creare delle app, non abbiamo il know-how tecnico né tanto meno abbiamo fondi per finanziare l’opera.

Il Tamburo dello Sciamano è quindi un sito che appartiene alle prime generazioni del web, è ormai profondamente invecchiato, non può stare al passo, anzi stenta a camminare e si avvia a un probabile e meritato riposo.
Insieme al suo creatore.
Forse è buona medicina così: il Mondo oggi non ha bisogno di Sciamani.
O almeno non ne hanno gli Italiani: gli Italiani hanno bisogno di trovare da mangiare e di pagare le bollette. Agli sciamani quindi chiedono il Potere per trovare un lavoro o un po’ di soldi.
Sciamani possono aiutarli a ottenere questo Potere e infatti molti lo trovano… ma il problema è che non sanno – o non vogliono – utilizzarlo! Il Potere sciamanico è Potere di shapeshifting, di cambiamento di forma, metamorfosi. È il Potere dell’Anaconda, la quale ti insegna che a un certo punto per continuare a crescere o per riprendere a crescere, devi cambiare pelle.
Che quando le cose profondamente non vanno, devi rivoluzionare tutto, gettare via le tue piccole sicurezze e ricominciare da un’altra parte.
Ma Italiani, nella maggioranza, non sono disposti a fare questo, vogliono del potere per puntellare e riparare la loro vita, senza doverla cambiare sul serio, senza allontanarsi dalla propria terra, senza rinunciare a inseguire il lavoro fisso e senza perdere i maccheroni al sugo della mamma. Soprattutto senza correre rischi.
A persone così, ho visto negli anni, Potere sciamanico serve a poco o niente. Potere sciamanico richiede di assumersi rischi, rinunciare al cavo di sicurezza e buttarsi. Allora il Potere ti trasformerà la vita in un modo che spesso non puoi prevedere…
Come feci io quando rinunciai al mio sicuro lavoro di programmatore per dedicarmi interamente a sviluppare il Tamburo dello Sciamano, senza al momento molte prospettive di sbarcare il lunario…

Recentemente ho parlato via mail con un vecchio allievo che vive in un’area d’Italia assai depressa con un lavoro “fisso”, ma ormai incerto e che sta svanendo… Gli ho detto che lui si sforza molto usando anche il potere sciamanico, ma nella direzione sbagliata, perché molti sforzi per coltivare il deserto – dove lui si trova – magari fanno crescere qualche piantina rachitica, ma niente di più… e alla lunga muori di stenti dopo una vita ingrata.
Mi ha risposto che lui sta cercando di cambiare… ossia sta cercando di avviare un’altra attività, restando nella stessa casa, con le stesse abitudini, nello stesso deserto depresso (!), e tenendosi il lavoro fisso fin quando non sarà sicuro che quello nuovo si avvii…

Al che non gli ho detto più niente.
Sciamani ti insegnano tutto il contrario, ma quest’uomo, come molti altri, in tanti anni a seguirmi non ha capito nulla: quando sei in un’area depressa, devi andartene perché lo Spirito dei Luoghi continuerà a opprimerti qualunque cosa tu faccia. Poi quando avrai successo altrove potrai forse tornare.
Sciamani ti insegnano a non avere cavo di sicurezza se vuoi fare un grosso cambiamento, altrimenti, se non corri il rischio, non si realizzerà!
Sciamani ti insegnano perfino a cambiare abitudini, anche banali (tipo il modo di vestire o di mangiare o l’orario dei pasti) quando vuoi catalizzare un cambiamento nella tua vita.
Quest’uomo avrà sentito queste cose cento volte… ma non le applica alla vita reale! Magari cambia come indossa la cintura, ma non si sogna di lasciare la sua casa e gli spaghetti di mammà.
Non che tutti debbano partire e lasciare la loro terra, spesso vengo frainteso, dipende dalla situazione e dal cambiamento che cerchi. Ma certo, se hai bisogno di un grosso cambiamento o di iniziare una cosa nuova, quanto più cambi di quello che c’è intorno a te, tanto meglio. Spesso è bene andare altrove. Quando la tua vita langue in un’area depressa, è tassativo.
Cambiare quello che hai intorno ti fa allontanare dai vecchi Spiriti della tua vita e te ne fa incontrare dei nuovi, che ti offriranno nuovi doni. I vecchi Spiriti, abituati a te, proprio come le persone che ti conoscono, ti offrono sempre le stesse cose e si aspettano sempre lo stesso da te, è difficile assumere un comportamento nuovo quando tutti intorno si aspettano e incoraggiano quello vecchio.

Italiani, come ho detto, non vogliono mai grossi cambiamenti, e vogliono sempre salvare capra e cavoli. Per questo mi sono reso conto che sciamanesimo non è loro di grande aiuto.
Piccolo aiuto ne traggono, sostegno nella vita di tutti i giorni sì, anche aiuta ad avere una visione spirituale del mondo. Ma in un momento di grave crisi e anzi di tracollo, come questo, non è di grande aiuto per gli Italiani.
Per la maggioranza di questo popolo va meglio una qualche religione isitituzionale, come la chiesa cattolica, che ti racconta che è volontà di Dio che tutti abbiano un lavoro fisso e siano trattati con dignità, che se soffri o hai fame non dipende da te e forse non puoi farci niente, dipende da Satana e dagli uomini cattivi e Dio anzi, se sei sfigato, ti ama di più e tutta la chiesa si batterà perché tu abbia da mangiare e una vita semplice, sicura, sempre uguale – come i contadini di un tempo – tutti in un grande gregge. Ma se proprio non funzionerà e continuerai a soffrire, sarai tanto vicino a Gesù…
Credo che per gli Italiani, in una crisi come questa, vada molto meglio, non richiede tra l’altro il coraggio di correre rischi e soprattutto esalta tutte le piccole sicurezze contadine.
Sembrerò ironico (è nel DNA degli sciamani), ma credo davvero che forse questo approccio spirituale, in una situazione di povertà galoppante, possa dare un po’ di forza o rendere più sereno chi sia per costituzione inadatto alle sfide o incapace di rinunciare al suo piccolo mondo.
Il Mondo qui non ha o non ha più bisogno di Sciamani.

Faremo quindi ancora il Cerchio di metà dicembre (lo trovate qui), confidando che – per l’argomento – possa essere di aiuto a chi ancora può permettersi e farà lo sforzo di venire.
Credo faremo altri due Cerchi nel corso del 2015, prima di chiudere il sito o di deciderne un’altra destinazione.

ánimo y fuerza

Tsunki

 

 

91 commenti

  • Ciao Tsunki,

    come articolo di apertura di un nuovo blog mi fa un effetto strano. Invece che ottimismo e buoni propositi mi sembra più che altro la fine di qualcosa. Non ho capito se si tratta di una fine definitiva oppure della chiusura di un capitolo. La chiusura del sito corrisponde al ritiro di Tsunki? Noi allievi non siamo all’altezza dello sforzo richiesto?
    Secondo me, per quanto riguarda il sito del Tamburo dello Sciamano, sarà anche vecchio ma ricco di contenuti e funzionale a quelli che sono gli obiettivi. Perché è necessario ampliarsi su Facebook Twitter e Smartphone?
    Sono molto rammaricata nel sentire parlare di ultimi cerchi a meno che io non abbia capito quello di cui si sta parlando.

    • >>Secondo me, per quanto riguarda il sito del Tamburo dello Sciamano, sarà anche vecchio ma ricco di contenuti e funzionale a quelli che sono gli obiettivi. Perché è necessario ampliarsi su Facebook Twitter e Smartphone?

      Ciao Lara.
      Gli obiettivi sono comunicare, comunicare con quante piu persone potenzialmente interessate sia possibile.
      La comunicazione su internet cambia velocemente, il sito appartiene alla vecchia generazione di internet che sta morendo, la nuova internet funziona tramite portali e la nuovissima tramite app. Non ampliarsi significa raggiungere sempre meno persone e… morire.
      Parliamo chiaro, il sito – in qualunque forma – non è fatto per dare nozioni teoriche di sciamanesimo, altrimenti scrivevo un libro. Lo sciamanesimo è un’arte viva che esiste se c’è gente che la pratica, che frequenta cerchi o altre riunioni e che pratica insieme riti.
      Il Tamburo dello Sciamano alimenta i Cerchi, ma i Cerchi che io conduco (solo io, l’altro problema…) sono sempre di meno, quest’anno sono stati due. E non ce ne sono di più non perché sono pigro… ma perché se ne facessi di più non avrebbero abbastanza persone. Perché c’è sempre meno danaro e perché non ci sono abbastanza persone nuove, che quindi non riusciamo a raggiungere. E si ritorna al perché avremmo dovuto ampliarci su FB, Twitter e smartphone.

      • >> Gli obiettivi sono comunicare, comunicare con quante piu persone potenzialmente interessate sia possibile.

        Quindi avrebbe senso, per esempio, fare un post in cui linko il forum del tamburo dello sciamano sulla mia pagina Facebook personale e chiedere agli amici di condividere? é una cosa che mi fa un po’ ribrezzo a pensarci, ma se è questo che serve si fa…

      • Una domanda un po’ provocatoria. I social network aiutano a comunicare con più persone possibili ma perché cercare di comunicare con più persone possibili? Per un motivo economico? Perché il gruppo abbia la possibilità di interagire continuamente con persone differenti non diventando una statica setta oppure perché è il momento di diffondere conoscenze legate al cammino delle 24 stelle? Tutte e tre o nessuna delle tre? Grazie

        • Perché non usare i social network e in generale le tecnologie di nuova generazione non significa comunicare solo con poche persone, significa comunicare – sempre più, man mano che passa il tempo – quasi solo con vecchi o persone obsolete e chiudersi ai giovani. E ciò che si chiude ai giovani e al nuovo è destinato alla morte. Ed essendo anche gli sciamani esseri viventi :), cerchiamo la vita, non la morte.
          Ma anche se si comunicasse solo con poca gente, significherebbe arrivare presto a morte, tutte le comunità hanno bisogno di ricambio, alcune persone infatti di tanto in tanto se ne vanno, è fisiologico e, lo ripeto, è buona, anzi ottima medicina così. Ma il ricambio quanto piu si seleziona meglio è: se entri in contatto con 100 persone puoi cercare di avere nel gruppo le 10 piu adatte, se ne arrivano solo 10… devi cercare di trattenerle tutte, anche se non vanno bene oppure rassegnarti alla morte inesorabile del gruppo. Perché le sole 10 che trovi, ripeto, non sono le piu adatte: se ci si chiude al nuovo, saranno soltanto… le più retrograde o le più anziane.

  • Salve Francesco, sono diverse ore che ho letto questo post, ed ho provato sconforto nell’apprendere la notizia delle eventuali chiusure ai sistemi informatici che attualmente sono una delle vie con cui riesco a seguirvi.
    Trovo giusto cio’ che scrive, non tanto giusto privare quelle poche (?) persone che però seguono lo sciamanesimo. Io non ho tanta dimestichezza con la tecnologia, ma sarei ben lieta di contribuire curandovi una pagina Facebook (questo so farlo)… davvero gli italiani non hanno bisogno di sciamani? Non credo… Non può essere così. Ci sono tante persone che vogliono cambiare la propria vita, ma non sanno neanche da dove cominciare, alcuni non conoscono lo sciamanesimo… Perché privarne la conoscenza? La strada?
    Grazie, xela77

  • Ho ricevuto vari commenti al post, ma tutti in privato.
    Ora però questo è un Blog, dovreste commentare sul Blog.
    Le mail private e il blog senza commenti non fanno che sottolineare come io sia da solo a occuparmi del sito…

    A chi l’ho fatto osservare, ha detto “potrei anche scriverlo (un commento)”. Potrebbe… ma non lo fa 🙂

    Gracias

  • CIao a tutti, come voi sono addolorato dalle parole che leggo e ritengo opportuno pensare a cosa avrei potuto fare…
    La scena che mi viene in mente è quella di uno sciamano che procura il cibo a tutta la sua comunità che lo attende affamata nel villaggio, una situazione capovolta che si è venuta a creare nel nostro cerchio, non una comunità che sostenta lo sciamano, ma tanti singoli alla ricerca della loro personale panacea.
    Penso che il problema che abbiamo come gruppo, me compreso, sia ben chiaro, è la mancanza di comunicazione tra di noi, se ci trovassimo in una stanza vuota staremmo tutti seduti ad aspettare Francesco, al massimo parleremmo con qualcuno seduto vicino di argomenti futili, delle previsioni meteo per occupare il tempo fino ad accorgerci che Francesco non arriva, allora torneremmo tutti a casa.
    So che sono assente dal cerchio da molto tempo e che il mio intervento può sembrare scorretto, nel caso fosse così, e lo spero tanto, vi prego smentitemi.
    Animo y Fuerza
    Jeff

    • Donatella Mamai Porcu

      Hola Tsunki,
      sentivo da un po’ dentro al cuore la necessita’ di un profondo cambiamento ma credevo che fosse solo qualcosa di personale invece dai sogni che abbiamo analizzato e da questo tuo post mi rendo conto che e’ qualcosa di piu’ ampio.
      Non credo che non ci sia bisogno di Sciamani…purtroppo forse siamo molto lenti a reagire…ma avere una luce davanti che ti guida e che ti da Speranza e’ importante.
      Da un po’ ho fatto questa considerazione: sembra essere arrivato il momento di mettere in pratica veramente quello che ho imparato dallo Sciamanesimo…continuare a seguire solo i corsi e fare i compitini non basta piu’…non mi basta piu’…
      Gracias di esserci!

      Mamai

      • Donatella Mamai Porcu

        Hola Jeff,
        son d’accordo con te, con l’immagine che dai di noi che aspettiamo Tsunki che ci procura da mangiare. E’ arrivato il momento di iniziare a camminare…non abbiamo mai avuto la necessita’ di imparare ad agire da soli…parlo soprattutto per me…forse per mancanza di fiducia nei miei confronti non di certo negli Spiriti o nello Sciamano!
        Forse questo momento di crisi ci dara’ lo scossone che ci fara’ muovere.

        Animo e Forza a tutti!
        Mamai

  • Bel ragionamento. Son d’accordo, è un guaio comune per chi lavora a certi livelli. Aggiungo: 1) che René Guènon affermava, nel suo “Scritti sull’iniziazione”, che nel proporre un lavoro iniziatico non è pensabile aspettarsi delle folle; 2) che il lavoro sciamanico non può scomparire, casomai arde al riparo, in attesa di tempi migliori. Sciamano può aspettare tempi migliori? Dovrebbe poterlo fare. Che tempi migliori si alternino a tempi peggiori cosa normale è. Come la luna, che appare e non appare, ma c’è sempre.
    Francesco sicuramente fatica ad aspettare tempi migliori, come Giulia! Molta fatica, molta incertezza, molto spaesamento rispetto ai valori, molto bisogno che ogni tanto una stella brilli a ricordare che la strada è quella ed è eterna.
    Ammiro il lavoro che fai, penso che Sciamano meritasse che Francesco chiedesse: qualcuno sa come fare una pagina FB?
    Le app servono per il biglietto del cinema, così mi dicono, non servono a nulla per un lavoro come il tuo. Se hai ulteriori info, fammele avere che le giro, ma l’informatico di casa dice che no.
    Twitter e Whatsup e Plaxo sono inutili. Facebook è più che sufficiente.
    Se poi Italiani no money, fai pagina FB in francese, inglese e olandese. Fanno tutti rima con sorprese.
    Sciamani con il loro popolo fino alla fine. Anche se forse quelli moderni hanno bisogno di una vacanza, di tanto in tanto.

    • Ciao Giulia, grazie del contributo.

      >>Ammiro il lavoro che fai, penso che Sciamano meritasse che Francesco chiedesse: qualcuno sa come fare una pagina FB?
      Le app servono per il biglietto del cinema, così mi dicono, non servono a nulla per un lavoro come il tuo. Se hai ulteriori info, fammele avere che le giro, ma l’informatico di casa dice che no.
      Twitter e Whatsup e Plaxo sono inutili. Facebook è più che sufficiente.

      Il problema non è fare una pagina FB, il punto è che una pagina FB per funzionare necessita di contributi quotidani o viene dimenticata e un uomo da solo non può farlo.
      È un cambiamento nella comunicazione. E scusami se non prendo per buono a scatola chiusa l’informatico di casa, internet sta cambiando e il futuro andrà tutto verso le app, che già oggi non servono solo per il biglietto del cinema, occorre sapersene servire. Comunque la comunicazione è sempre piu spostata sui dispositivi mobili, che necessitano quanto meno di siti ottimizzati, interamente e agilmente fruibili su uno smartphone.
      In vacanza sono stato da poco, gracias!

      • Sulla pagina di FB puoi postare a rotazione i link dei contributi già messi nel sito, con due parole di commento.
        Sulle app, sento l’altra informatica che si occupa delle cose mie.
        La gente che cerca una cosa sciamana non credo si faccia troppe fisse sulla presentazione estetica. Certo, qualche foto dei gruppi, qualche contributo scritto non guasterebbero.
        Comunque, dietro tutto questo dubbio mediatico (tanto tuo quanto mio, intendiamoci), ci deve essere qualche stupido trucco che ancora non afferro.
        Se lo scopo del post era ANCHE discutere di questo, allora sto in touch.

        • Seguo silenziosamente i vostri lavori, che ho scoperto meno di due anni or sono. Al momento non posso fare di più, in questo ambito. Faccio moltissimo su di me e nel mio lavoro, e perciò so quanto sia difficile grattare il fondo del barile di se stessi.
          “Curiosità”, anche molto sincera, e “spinta a fare” non sono sinonimi. Il sentiero di crescita, in società così complessa, inizialmente non è unico, e a volte ci vogliono parole altre per trasformare all’esterno quello che già è stato trasformato all’interno.
          A presto.

  • Ciao Donatella, spero anch’io che ci sia un grande cambiammento e che si possa andare avanti tutti insieme come gruppo e non più come singoli che frequentano lo stesso posto

  • Da tempo si sente l’aria di un grosso cambiamento “doloroso” in arrivo. Alcuni rami secchi si sono già spezzati e , come ho detto a Tsunki, sento i denti del coccodrillo attorno, ovunque e stanno stringendo sempre di più.

    Come detto da Jeff, comunicazione nel Cerchio è davvero poca, occasionale o limitati a singoli gruppetti e questo impedisce il fluire del Potere. Anche fiducia tra di noi è molto bassa. Dare la colpa non credo sia costruttivo, è riflesso dell’azione (?) di tutti quanti. O meglio, dell’inerzia. A volte sembra di andare ai Cerchi per abitudine e non per portare avanti una strada , per cambiare le proprie vite, aiutare altri a farlo, e far fiorire quanto creato da Tsunki.

    Credo che molte volte diamo per scontato che ci sia sempre la, con la sua forza, a tener sempre in piedi la baracca. Però, per portare avanti quello che ha creato ci vorrebbe circolazione, attrarre gente nuova , che voglia prendere una strada diversa.

    Sicuramente ci vuole più tenacia da parte di tutti e dobbiamo tirarla fuori in questa tempesta.

    Tuna

  • Quando ho scoperto Il Tamburo dello Sciamano, 3 anni fa, avevo 16 anni. Faccio parte della nuova generazione. E’ stato molto strano imbattermi nel sito. Uso internet da quando so leggere, ma ho sentito subito che c’era qualcosa di autentico. Si avverte molto il distacco dal resto del web, ma ciò ha solamente contribuito ad affascinarmi. L’attrazione si era unita all’ansia che un giorno non ci sarebbe stata più l’associazione. Ma mai perché lo Sciamano avesse delle difficoltà. Pensavo che solo poche persone riescano ad avvicinarsi, ma allo stesso tempo che Tsunki e i pochi che lo seguono fossero autosufficienti, e che anzi troppe persone sarebbero state di disturbo. Ora, non so se sono io che mi ero fatto un’idea distorta, o se effettivamente l’impressione che si ha sia quella di un gruppo chiuso. Chiaramente io parlo di impressioni legate esclusivamente al sito, vedendovi di persona ho avuto impressioni completamente diverse.

    • >>Pensavo che solo poche persone riescano ad avvicinarsi, ma allo stesso tempo che Tsunki e i pochi che lo seguono fossero autosufficienti, e che anzi troppe persone sarebbero state di disturbo.

      Di sicuro, come ha detto Giulia, non ci si aspetta che folle oceaniche intraprendano cammini sciamanici avanzati, come l’acquisizione degli tséntsak. Ma la cosa è del tutto diversa per i Cerchi aperti, che certo non sono “lavori iniziatici”.
      Comunque per i cammini avanzati poche persone scelte, ma in numero ben sufficiente per un buono lavoro e una buona circolazione di Potere, fino a due-tre anni fa ci sono quasi sempre state. Da tempo però non è piu cosi e più persone non sarebbero di disturbo, anzi…

  • Ciao a tutti, scrivo anche io due righe, anche se sono tra i più nuovi.
    Sento qualcosa di strano e bizzarro nel fatto che Tsunki abbia scritto nel suo post visioni e sviluppi riguardo a “il tamburo dello sciamano”, e invece la maggior parte delle persone automaticamente risponde come se fosse preso in causa personalmente, oppure come gruppo (cerchio, che è la stessa cosa)…
    Ricordo ancora una vecchia lettera che scrisse Tsunki, sugli “sciamani della domenica” (visibile ancora sul forum), ecco quella era davvero una lettera rivolta ad ognuno di noi, al nostro percorso personale di crescita e al nostro approccio con lo Sciamanesimo. Questa volta, amici, mi sembra davvero qualcosa di differente.
    Non una critica o uno spronare, ma semmai una Visione –
    Io stesso ricordo che la prima volta che venni ad un cerchio rimasi meravigliato e affascinato. Sentii col cuore e con la pancia che questo è un sentiero reale, e che è bellissimo. L’unica cosa che mi sembrava al tempo, è che avesse solo sbagliato territorio. Qualcosa che in america del sud e altri posti magari sarebbe diventato il più bello dei fiori, mi sembrava che si trovasse in un deserto qui in Italia.
    Questa è la sensazione/visione che mi sono ricordato leggendo questo post.
    Non voglio dire che è assolutamente vera e assolutamente giusta, e tantomento è un accenno a rinunciare, tuttavia conoscere il territorio è sempre buona cosa… anche per sapere come comportarsi e cosa aspettarsi.
    Per concludere Tsunki, sento che in questa Grande Impresa sei riuscito a creare molte cose buone… se non a stravolgere la vita delle persone, almeno sufficienti a far capire che c’è molto di più di quello che crediamo.

    Offro la mia disponibilità se c’è bisogno di aiuto. Non sono un webmaster ma so smanettare bene col pc. Mi sembra sensato ottenere un bel preventivo da un professionista per l’ottimizzazione del sito sia sui social network che sui motori di ricerca, e poi magari discuterne tra gli interessati.
    Proporrei anche quindi di creare un gruppo di volontari, determinati, nella sezione “Empowering the Drum”, in cui si progettano e discutono le necessità e gli obiettivi per il sito. Persone disponibili anche a mettere insieme i soldi necessari per la realizzazione.

  • Ciao a tutti.
    Rileggevo ieri sera proprio gli appunti che avevo preso 4 anni fa in un Cerchio sui desideri e che mi hanno danzato in testa per tutta la giornata di oggi (ma guarda un po’ le coincidenze…): per fare avverare un desiderio bisogna rinunciare a qualcosa, per ottenere davvero qualcosa di grande è necessario essere con le spalle al muro, meglio se è questione di vita o di morte; se non vogliamo lasciare nulla, non cambierà nulla; io, per 4 anni, alla fine non ho fatto nulla, non ho messo in pratica quanto appreso.
    I Cerchi sono un momento meraviglioso in cui circola il Potere, ma poi torniamo ognuno a casa nostra fino all’incontro successivo; il limite, per me, è sempre stato questo. In realtà il limite più grande è dato da quello che ho già, un buon territorio che mi è costato fatica conquistare e soprattutto una grande pigrizia e per questo mi diventa difficile cambiare.
    Però sono perennemente insoddisfatto perchè so che il territorio che ho ora è costruito con il cervello e non con il cuore (e ho perennemente i reni ed il fegato in battaglia..)
    Non sono riuscito a prendere il Potere per cambiare totalmente la mia vita; ma circa 8 anni di sciamanesimo, più o meno discontinuo, mi ha comunque parecchio cambiato, nel modo di pensare e di vedere le cose.
    Capisco Tsunki; comprendo i limiti che abbiamo.
    Ma, mi sbaglierò, ma non credo che le App di uno smartphone servirebbero a diffondere di più lo sciamanesimo stesso e fare proselitismo convinto; mi sembra che il Potere sia poco, vengono usate in maniera troppo diffusa e con poca convinzione ed emozione; vedo i miei figli adolescenti, malati di mondo virtuale, dove si fa tutto ormai senza emozione; non mi stupirei che la New Age arrivasse a fare un viaggio nei mondi sotterranei con un nuovo gioco elettronico per cellulare in cui scegliere come avatar l’ Animale di Potere che ci piace di più.
    Per me il forum antico può funzionare benissimo; resta il problema che purtroppo ultimamente lo usiamo pochino pure noi.
    Scusate se scrivo un po’ di pancia; mi piacerebbe tanto che trovassimo tutti insieme in questo momento all’interno del Cerchio il Potere di cambiare le cose e il futuro che ci ha prospettato Tsunki; qualcuno ha qualche idea? Facciamo brain storming?

    • >>Ma, mi sbaglierò, ma non credo che le App di uno smartphone servirebbero a diffondere di più lo sciamanesimo stesso e fare proselitismo convinto; mi sembra che il Potere sia poco, vengono usate in maniera troppo diffusa e con poca convinzione ed emozione; vedo i miei figli adolescenti, malati di mondo virtuale, dove si fa tutto ormai senza emozione; non mi stupirei che la New Age arrivasse a fare un viaggio nei mondi sotterranei con un nuovo gioco elettronico per cellulare in cui scegliere come avatar l’ Animale di Potere che ci piace di più.
      Per me il forum antico può funzionare benissimo; resta il problema che purtroppo ultimamente lo usiamo pochino pure noi.

      Se tu avessi ragione, il forum sarebbe frequentato e dinamico e invece è vivace quanto un cimitero.
      Notevole che però non sei il primo a dire in sostanza che il sito obsoleto va bene cosi com’è, anzi sei – credo
      – almeno il terzo.
      E questo è uno dei problemi del Cerchio imho.
      Forse anche a causa di un linguaggio di comunicazione obsoleto (anche, non solo), il Tamburo dello Sciamano attrae soprattutto – non solo – persone che odiano la tecnologia o comunque non la capiscono e anche della poca che abbiamo noi sul nostro sito fanno uno scarso e cattivo uso.
      Quanto a quel che dici su app etc., tutte le nuove forme di comunicazione sono sempre state più superficiali di quelle precedenti: questa accusa è stata mossa alla tv rispetto al cinema, prima al cinema rispetto al teatro, ai fumetti rispetto alla letteratura, ai libri stampati rispetto alla cultura piu esclusiva copiata a mano, alla lingua italiana rispetto al latino, e probabilmente fu detto della parola rispetto al linguaggio simbolico. Perché in effetti è vero e ogni volta questi nuovi mezzi sono usati all’inizio superficialmente. Ma poi, ogni volta, sono stati anche usati per raccontare cose profonde e imporanti.
      Alla nuova comunicazione occorre adattarsi e sfruttarne le potenzialità… Io lo feci a suo tempo portando lo sciamanesimo sul web nella prima generazione di internet, ma purtroppo per qualche strano motivo tutti o quasi quelli che si sono radunati intorno a me sono un po’ retrogradi…
      A volte ho pensato che molti di coloro che mi hanno seguito fraintendano cosa sia lo sciamanesimo o almeno non abbiano capito affatto come io lo intenda…

  • Io come informatico sono zero, per la sottoscrizione ci sono; mi sembrava anche che non manchino gli informatici o comunque chi ne capisca di informatica tra le persone che frequentano il Cerchio.

  • Anche io mi sentivo che c’era qualcosa che non andava, ed eccola qua… Vengo ai cerchi da poco tempo, ho conosciuto il sito da soli pochi mesi, ma mi ci ha condotto un sogno forte, che è stata una delle esperienze più potenti della mia vita. Ci sono arrivato dopo 10 anni di ricerche e tentativi andati a male, non ho mollato in questi 10 anni e non ho intenzione di mollare adesso che mi sembra di aver trovato la strada giusta.

    Mi sembra di capire che il problema principale è che ci sono poche persone e che quelle che ci sono non fanno abbastanza. Dalle esperienze della mia vita, anche in altri campi, mi pare di poter dire che il problema è sempre che ci sono poche persone e che quelle che ci sono non fanno abbastanza. Non posso parlare per gli altri, né analizzare una situazione che non conosco nei dettagli, ma quello che posso sicuramente fare è offrire me stesso e il mio lavoro. Quindi…

    1. Nicola, contami tra i volontari della sezione “empowering the drum”.
    2. Non sono un asso nell’informatica e nel web design, ma quello che non so lo posso imparare.
    3. Propongo a chi verrà al prossimo cerchio di fermarci anche domenica pomeriggio, per analizzare meglio la situazione, fare un po’ di brainstorming, discutere obiettivi e possibili strategie d’azione, raccogliere adesioni.

    Non vorremo davvero lasciare questo paese, il paese del Rinascimento e dell’Umanesimo, di Dante e di Leonardo da Vinci in mano alla chiesa Cattolica?! Se mi dite di sì, e veramente lo sciamanesimo scompare o va in letargo, non mi resta che mettermi a fare il bombarolo… 😉 vorrei evitarlo… 😉

    • Grazie Marco per la tua disponibilità!

      >>3. Propongo a chi verrà al prossimo cerchio di fermarci anche domenica pomeriggio, per analizzare meglio la situazione, fare un po’ di brainstorming, discutere obiettivi e possibili strategie d’azione, raccogliere adesioni.

      :)) La gente che si ferma la domenica pomeriggio voglio proprio vederla!
      Un tempo, devi sapere, si faceva un pranzo la domenica, perché la conclusione conviviale sarebbe ottima medicina e un vero rito sciamanico di chiusura… ma poi fu abolito perché non restava più quasi nessuno, all’inizio sì, ma in seguito…. alcuni avevano da prendere il treno o venivano da lontano, qualcuno in realtà veniva da lontano anche prima, ma si vede che i chilometri si erano allungati… la maggioranza comunque aveva soltanto e ha ancora oggi fretta di tornare alle sue occupazioni 🙂
      Di recente volevo parlare con un apprendista dopo il cerchio e cosi gli ho detto di fermarsi, lui perô non era da solo in macchina, aveva due persone a carico, le quali non volevano assolutamente fermarsi a mangiare né ritardare il ritorno. Ho insistito, ma l’apprendista mi ha detto che loro insistevano che non volevano fermarsi, alla fine l’ho praticamente obbligato, così gli altri due si sono rassegnati e si sono fermati anche loro al ristorante. Dovevi vedere le loro facce da funerale… ROTFL!
      Naturalmente oggi si aggiunge il problema, grosso, che i cerchi si fanno in Svizzera e i pranzi sono troppo cari per degli italiani… ma la fuga della domenica è cominciata molto prima, quando la crisi doveva ancora iniziare, l’euro era fortissimo sul franco e molti non avevano ancora problemi di danaro. In più a quel tempo il pranzo della domenica era organizzato a menu fisso nel luogo dove ci riunivamo, quindi non costava molto. La fuga domenicale è cominciata quando un po’ tutti nel Cerchio hanno cominciato a stare ciascuno molto per i fatti suoi, come dice Tuna.

      • Mmm… Capisco. Comunque rilancio lo stesso la proposta per la domenica pomeriggio. Se qualcuno ha problemi di soldi si può prendere una pietanza e dividerla in due… Oppure ci si porta un panino da casa per la domenica e si fa un pic nic nel bosco!

  • Il territorio è importante. Ma se non stai bene in un territorio ti devi spostare. Questo ho dovuto fare. Mi sono sempre sentita ai margini, potevo osservare, anche apprendere ma mai fare. E non ditemi che non vi ho mai parlato. Ho grande sofferenza nel cuore , ma me la devo tenere.
    A cosa serve ora parlarne se non siamo mai stati in grado( o voluto) comunicare tra di noi? Cosa si può costruire su queste ceneri?
    Dietro la mia rabbia c’era una richiesta di aiuto che nessuno ha capito. A cosa serve incontrarsi se poi non siamo in grado di prenderci cura uno con l’altro? Non si può costruire da soli, costruisci poco e quel poco alla fine muore.
    Ti ringrazio Francesco per avermi fatto conoscere la via sciamanica.

    • Prego.
      non posso sapere davvero quali fossero i rapporti tra te e gli altri del Cerchio, tanto meno credo che gli altri abbiano bisogno di un avvocato difensore, ma certo posso dire che, anche se il tuo malessere era palpabile, se ti chiedevo cosa non andava, almeno a me rispondevi “niente” o frasi di circostanza o, quando messa alle strette, dicevi cose incomprensibili… o che almeno io non capivo, eppure fra le critiche – moltissime – che ho ricevuto e ricevo non c’è mai stata quella di essere ottuso o stupido…
      Mi pare non volessi o riuscissi a parlare e non si può obbligare qualcuno a farlo. Un amico intimo può obbligare, ma non è questo il mio compito. Se con gli altri ti comportavi nello stesso modo – tu certo lo dovresti sapere – allora è normale che ti sentissi isolata. Magari riflettici.
      Quando, piu volte, ti ho chiesto cosa avresti voluto fare nel Cerchio, non hai risposto niente. Quando allora ti ho affidato io un incarico, non l’hai rifiutato, ma non l’ha mai svolto, neppure una volta, finché alla fine ti detto che quindi lo davo ad altri e allora hai ammesso che non volevi o non ti sentivi adatta farlo. Dall’inizio. Ma neppure lo sforzo di dirmelo all’inizio hai fatto, ho dovuto… vederlo da solo. Perché non è che hai provato, ma poi hai visto che non faceva per te, non l’hai mai fatto neppure mezza volta.
      Se per caso con gli altri facevi gli stessi “sforzi” di comunicare, ci sta che tu fossi isolata…
      L’unica cosa che hai detto che ti interessava (a corrente alternata, ora sì/ora no,) era la curanderia. E infatti sei segnata nella pagina dei curanderos, piu di questo non potevo fare… Non so se gli altri del Cerchio rifutassero curanderias da te, è una cosa questa su cui non posso intromettermi, Cerchio certo ha suoi equilibri e non devo né voglio fare il papà invadente.
      In tempi recenti, quando… non si capiva cosa tu volessi fare, ti ho chiesto e mi hai risposto… cose inintelligibili. Immagino quindi, ancora una volta, che non volessi rispondere.
      Hai lasciato i corsi online, ai quali in realtà partecipavi, non è affatto vero che tu fossi isolata, li hai lasciati senza salutare nessuno e facendomelo dire da Churuwia (che tiene la contabilità e quindi almeno a lui hai dovuto dirlo per forza).
      Certo, chi sta male di solito si comporta anche male. Ci sta.
      Ma è anche vero che forse invece di focalizzarci sempre e soltanto su come si comportano gli altri (brutti e cattivi) con noi, dovremmo di tanto in tanto guardare a come ci comportiamo noi con gli altri. Aiuta a essere più felici.

      Spiriti ti accompagnino, davvero!

    • Egidia! Il tuo malessere è scritto in questo stesso commento nero su bianco a chiare lettere, prima lo sospettavo solo che fosse un grido soffocato, ora l’hai confermato però! Come dice Tsunki era palpabile, ma era altrettanto palpabile la tua incapacità ad ammetterlo/vederlo. Solo io ho chiaro quale sia? Non credo proprio. Ma sei in buona compagnia credo.
      Anche io sono “fuggito” senza nessuna parola ma non sono migrato su Marte. Non ho più partecipato agli incontri di ritorno dall’Australia a febbraio, gli spiriti che ho incontrato là mi hanno mandato altrove, per mio conto, mostrandomi con largo anticipo che questo poteva succedere e mostrandomi altro di più proficuo da fare, qualcosa che contingentemente è meglio sia per me che per il cerchio.
      Che mancasse stabilità si capiva da tempo, mancava un vero spirito comunitario che veniva fuori timidamente molto di rado, forse perché a differenza dei nativi viviamo isolati in un mondo di cemento dediti a cose che portano nella direzione opposta? Due passi avanti al cerchio, 50 indietro a casa … non funziona. Semplicemente non funziona.
      Sia quel che sia il senso di disgregazione era li in agguato da tempo, in alcune occasioni ho avuto la netta impressione che ci fosse qualcosa che cercava di mandare via alcuni partecipanti. E non sono stato il solo ad avercela. Qualcosa che sembra stia vincendo però!
      Avevo avuto menzione da qualcuno del tuo disappunto ma non sapevo i dettagli. Personalmente sono sereno e spero che lo siate tutti, come spero anche tu Egidia.
      Sono grato di avervi conosciuto e di avere scoperto la via sciamanica assieme a voi come sono grato a Tsunki per avermela insegnata e auspico che nasca qualcosa di nuovo e più compatto e se ci sarà occasione di formare una squadra riassortita.

      Quindi cara mamma animo y fuerza! Finché siamo vivi tutto è possibile, e se proprio avevi comperato un biglietto di sola andata, vorrà dire che una volta che avrai compreso la vera origine del tuo malessere comprerai un altro biglietto di sola andata per il viaggio a ritroso.

      • >>Sia quel che sia il senso di disgregazione era li in agguato da tempo, in alcune occasioni ho avuto la netta impressione che ci fosse qualcosa che cercava di mandare via alcuni partecipanti. E non sono stato il solo ad avercela. Qualcosa che sembra stia vincendo però!

        Ed è buona medicina così. Che vadano via alcuni partecipanti e siano sostituiti da altri.

      • “ora l’hai confermato però! Come dice Tsunki era palpabile, ma era altrettanto palpabile la tua incapacità ad ammetterlo/vederlo”
        Ciao Chair, l’unica cosa che mi chiedo è come mai mi sono dovuta sportare dal gruppo per vedere e capire da dove proviene la mia sofferenza?

        “Avevo avuto menzione da qualcuno del tuo disappunto ma non sapevo i dettagli”
        perchè non sei venuto a chiedermelo direttamente e farmi capire che potevi aiutarmi o potevi darmi un sostegno, come poteva farlo chiunque del cerchio?

        Ti ringrazio per le parole che condividi con me ora.

  • Buongiorno a tutti!

    Che bello vedere che ci siete. Anche io frequento i cerchi da poco, ma quello che sto ricevendo è tanto. Ci sono momenti che così per nulla mi vengono alla mente le parole di Tsunki e tutto mi sembra così chiaro. Personalmente con tutte le persone che conosco riporto quello che ascolto ai cerchi e noto le loro reazioni che sono un po’ divise a metà. Come le mie ancora. Da una parte mi guardano come se avessi cominciato a seguire una setta, un po’ preoccupati ed un po’ giudicanti. Dall’altra però rimangono colpiti per la semplicità e la potenza di questi significati, come tornare a guardare le cose con gli occhi di un bambino. Non so come erano le cose al cerchio prima del mio arrivo. Certo 17 anni sono tanti. Quello che posso dire è che c e bisogno di sciamanesimo. Io ne ho bisogno e come me tante altre persone. Per quanto mi riguarda è solo un esigenza di tempo e di adattamento. E se c’è bisogno di più impegno e presenza anche da parte mia, bè io ci sono! La mia esperienza in quanto a siti e social network è discreta. @ Marco a parte per il cibo svizzero sono d accordo con te per il brainstorming di domenica a pranzo 🙂

  • Per quanto riguarda il sito io ho creato quello del mio hotel con bukly, sono dei siti che mettono a disposizione dei format che puoi personalizzare e sono ottimizzati anche per i mobile. Costano poco. I migliori sono bukly e wix. Inoltre li puoi cambiare e migliorare tutti i giorni a differenza di un sito creato da un web master. Invece Parlando di facebook, esiste già un profilo facebook del Tamburo? come si chiama?

  • Molto tempo fa sognai che il Cerchio si riuniva in una sorta di realtà virtuale, ma non sono mai riuscito a capire il senso del sogno, per certi versi era un sogno un po’ infantile, sembrava di vedere un gioco di ruolo online.

    Anch’io ho sempre trovato il forum poco vivace, ho sempre avuto paura di parlare fuori luogo. C’è un aria che invita a riflettere e a soppesare molto quanto si scrive, che credo faccia bene, ma viene a mancare un po’ di convivialità. Ma sono molto grato, perché sono stato aiutato molto, sopratutto nell’area dei Sogni, le interpretazioni che mi sono state date mi hanno sempre accompagnato e ho sempre avuto molti riscontri.

    Per quanto riguarda i Social, è vero che vengono usati superficialmente, ma è normale, sono diffusissimi. Se esco in giro per strada ad ascoltare le chiacchere delle persone trovo quasi solo pettegolezzi. Il sito è tutto fuorché superficiale, ma evidentemente risulta ostico a molti. Io mi associo all’idea di Nicola, per quanto in questo momento non possa aiutare materialmente (tant’è che non posso neanche venire questo dicembre), ma sono fiducioso per il futuro.

    Tsunki, ad ogni modo, articoli come quelli che hai scritto non ne ho mai trovato da nessuna parte sul web. Ti ho letto e riletto, e anche se lo sciamanesimo non è teorico, i concetti che esprimi sono affascinanti anche per chi non lo pratica, sono anche di interesse culturale. Sono anche appassionato di filosofia, e quando dici spesso che gli sciamani non sono filosofi perché si contraddicono, credo che dietro ci sia un po’ di modestia.

  • Hola a todos.
    Le parole di Tsunki e di tutti Voi mi hanno fatto intuire che però nulla è perduto anche se sarà necessario un radicale cambiamento, sia personale che comunicativo.
    Manco molto dai Cerchi e me ne dolgo tanto. Anni fà ero sempre presente e lo sciamanesimo mi aveva illuminato la vita ma, per una ragione o l’altra, gli ho dato un calcio e ho fatto autogol. Ho sofferto parecchio (e pure ora) e sono caduto in brutte crisi emotive e molti di voi lo sanno. Tsunki mi ha aiutato ma non ho avuto molta solidarietà e appoggio dagli Altri, anche se comunque non potevo pretenderla, ovviamente. Mi sono reso anche ridicolo e inaffidabile così tanti mi hanno “scansato”…mea culpa!
    E’ il momento di cambiare e di dare una svolta definitiva ma non sono d’accordo che “il mondo non ha bisogno degli Sciamani”, come afferma Tsunki. Il suo compito era (ed è) quello di conciliare lo sciamanesimo nativo con la quasi morta spiritualità occidentale e in parte credo che ci sia riuscito anche se Lui si aspetta molto molto di più.
    Mi sento di aver tradito le aspettative di Francesco de Giorgio, alias Tsunki, che mi aveva dato pure fiducia facendomi addirittura condurre due incontri tsentsak con il prode Jeff. Avevo molto da imparare e sul più bello è cominciata la discesa negli inferi, il mio graduale allontanamento ecc ecc.
    Voglio dire che pure io ci sono per rinvigorire il sito web e per trovare altri canali comunicativi più efficaci e “popolari” in modo da diffondere lo sciamanesimo a più persone possibile.
    Sarò al Cerchio del 13 e 14 (alleluja!) e potrò rimanere la domenica per discutere con chi lo vorrà.
    Francesco de Giorgio >>>Sciamani possono aiutarli a ottenere questo Potere e infatti molti lo trovano… ma il problema è che non sanno – o non vogliono – utilizzarlo! Il Potere sciamanico è Potere di shapeshifting, di cambiamento di forma, metamorfosi. È il Potere dell’Anaconda, la quale ti insegna che a un certo punto per continuare a crescere o per riprendere a crescere, devi cambiare pelle.
    Che quando le cose profondamente non vanno, devi rivoluzionare tutto, gettare via le tue piccole sicurezze e ricominciare da un’altra parte.<<<
    Sono profondamente d'accordo. E così è come anche quando affermi: "Usa il potere, altrimenti il Potere usa te"… Già proprio così…Uwishin.
    Un abbraccio a tutti. Un saluto affettuoso a Egidia, per me Eridania.
    Maldito alias MELM

    • >>Maldito alias MELM

      Che, ricordiamolo, sta per Maldito Entre Los Malditos (Maledetto tra i maledetti) 🙂 ROTFL!
      Era una volta un gioco di parole perché MELM si occupava dello smaltimento di… fanghi.
      Gracias, Melm, y bienvenido! Te esperamos!

      • Signora Nessuno, abitante di Paperopoli, ritorna. Sai cosa mi ricorda, questo bello scritto di Maldido. Il muro di fuoco prima del passaggio di Dante nel Paradiso Terrestre e prima dell’incontro con Beatrice. E’ il fuoco che trasforma ed è anche il momento in cui Ermes può farti ri-precipitare all’inizio del percorso. Sciamanesimo ottimo, forse però uomo occidentale deve prima conoscere la pentola in cui ha bollito fino a quel momento?
        Mai visto che strada psicologica sia completa senza aggiunta di strada spirituale. Mai visto, allegre risate, strada spirituale arrivare a una qualsiasi concretezza senza strada psicologica e di conoscenza. Sciamanesimo va anche oltre entrambe, e le riunisce, ma non è troppo un frullatore per wasichu?
        Ma voi saprete sicuramente meglio di me, perché ci siete stati e avete provato.

        • Ma sei di Paperopoli, o manchi da tanto o avremmo dovuto incontrarci 🙂
          Ho dei dubbi che una strada psicologica sia necessaria a un cammino spirituale, psicologia l’hanno inventata meno di due secoli fa e non mi pare che non esistesse sviluppo spirituale prima… Semmai è precipitato, fin quasi a scomparire, dopo.

          Sulle app, in realtà in America stanno già facendo app sciamaniche, Sandra Ingerman – non una cretina qualunque – ne ha fatte almeno 3, per ipad e iphone.
          Mie visioni, da vecchio sciamano, di solito sono giuste…
          Quando uscì l’ipad ero molto critico e lo reputavo un aggeggio inutile – per le contraddizioni che rendono piacevole e interessante la vita, tempo dopo ne regalai uno (era l’ipad 2) a mia moglie. Quando provai a usarlo un po’- ed ero sempre prevenuto – dissi al Gongoro, il nostro web-developer: “questo è il futuro! Funziona male ancora e ha molti limiti, ma questo è il futuro”.
          Sul futuro avevo visto bene, i dispositivi mobili hanno avuto crescente diffusione e il traffico si sta spostando sempre più lì.
          Mia visione dice che tra qualche tempo computer esisteranno solo per scopi professionali specializzati, il 95% degli utenti userà solo smartphone e tablet o un ibrido dei due. App.

          • Immagino che sì, ci siamo incontrati. E anche manco da Paperopoli da un po’.
            L’autoconoscenza ora si chiama psicologia, Una volta si chiamava alchimia, in questo continente. Era spirito e psicologia uniti, sviluppo spirituale cosciente, sviluppo psicologico non cosciente, comunque funzionava. Dipende molto da cosa si intende per psicologia.
            L’autoconoscenza, in altro continente e altri secoli, si chiamava attendere il sole, attendere le stelle e sentire il cuore battere.
            Tutto cambia, spiritualità no? Aperture per accedere a cammino interiore e Potere no? Strano. 😀
            Adesso la gente dorme molto più di un tempo. Dorme dietro gli occhi aperti, ma penso che tu lo sappia. Io posso ancora camminare per strada a pochi centimetri dalla gente senza che essi si accorgano di me, essi dormono molto!!!!
            Mi sto muovendo per capire di app e company. Non conosco Sandra Ingerman, ma conosco Elizabeth Jenkins, mi apposto e osservo. Casomai avessi news che non abbiate già individuato, mi faccio sentire di nuovo.

          • Viste le app di Sandra Ingerman. Stanno nelle pagine dove vende cd e libri, cioè dove si paga per ottenere qualcosa- il pensierino del giorno? musica?
            Vuoi tener su il blog con questo tipo di app?
            Forse chiami app altre cose che non sono app?

  • Ciao a tutti !
    forse è la prima volta che scrivo sul blog (ammetto di non amare questo genere di comunicazione), ma sembra che ci sia una sorta di chiamata alle armi 🙂 e non è mia abitudine tirarmi indietro!!
    Sono profondamente legata a Tsunki da tantissimi anni. Ho gli appunti del primo Cerchio a cui ho partecipato (forse era il primo in assoluto?!?!) nel gennaio 2003 ed è stato un percorso lungo ed intenso, molto spesso anche individuale. Gli sono profondamente grata perchè mi ha aiutato a trovare la mia strada in un mondo che non prevedeva nel modo più totale questa gestione e sviluppo del proprio Potere (la composizione di musica contemporanea!). Sono abbastanza sicura anche del fatto che abbia contribuito a farmi “identificare” il Santo che poi è diventato mio marito 🙂
    … insomma… gli devo moltissimo, e lui lo sa! Penso che senta tutto l’affetto e il rispetto che mi lega a lui!
    A questo punto vorrei lanciare una proposta…. fatta di azioni, non di parole, come sono solita fare… (colgo il suo suggerimento: “la parola disperde il Potere”) …. il 25 gennaio 2015 saranno esattamente 12 anni che conosco Tsunki ( i numeri non sono mai casuali), vorrei fare un rituale per lui e per il Tamburo dello Sciamano per portare nuove energie e supportare il potere di svolta a questo percorso che è stato per me così importante.
    Nel mio percorso sciamanico (che ho la fortuna di utilizzare quasi tutti i giorni!) uso per questi scopi un rito che considero molto potente che si chiama Spirale Sonora. Utilizzo le onde sonore di strumenti di Terra e di Fuoco, utilizzo il Potere personale di ognuno dei partecipanti e la forza degli Spiriti del Suono. Si attiva prima il Centro della Spirale e poi la si apre con l’energia di tutti.
    E’ un rituale che ci porta dentro dentro dentro fino in fondo a noi stessi per raccogliere tutte le forze per uscire in Primavera con il nuovo progetto, in linea con la Natura.
    Detto questo, io sto a Bologna, posto molto comodo e raggiungibile da tutti. Prenoterò una sala per domenica 25 a mie spese, voi dovete solo partecipare con il vostro Potere personale. Attenzione: non è un rituale che facciamo per noi, questo deve essere molto chiaro a tutti. E’ un rituale che io condurrò per colui che ci ha insegnato tanto affinchè si attivino Nuove Strade. Chi è in cerca di qualcosa per sè stesso può stare a casa. Potremmo iniziare verso le 10 di mattina, purtroppo non è possibile sapere a che ora può finire il rituale perchè dipende dal numero di persone partecipanti (minimo 2 ore max ??).
    Se Tsunki ha qualcosa in contrario o ha qualche suggerimento da dare è molto ben accetto!
    Potrei collegarmi con Tsunki all’inizio con Skype per fargli vedere/sentire il Cerchio e dopo lui potrebbe affidare il suo contatto al suo tamburo (che conosce benissimo i miei strumenti!).
    Il Centro dove lavoro solitamente a Bologna è pieno per quella data, ma sono certa che riuscirò a trovare un altro posto.
    Nel caso questa idea vi piacesse e piacesse anche a Tsunki, attiveremo un modo per coordinare l’incontro. I partecipanti saranno vagliati da Tsunki perchè è necessario che ci siano solo Poteri “Buoni” e io non vi conosco .
    Un Grazie di cuore a Tsunki e un caro saluto a tutti voi.

    • Ciao Paola, non so se i mei poteri sono abbastanza buoni, ma la tu idea mi piace e il 25 gennaio potrei proprio esserci…

  • Buenas tarde Paola.
    Bentornata anche se virtualmente. Ci siamo conosciuti molti anni fa (e solo una volta…peccato) a Ramiano in occasione di un Cerchio. Ricordo bene che tu stimolavi Tsunki perchè organizzasse un ritiro per gli Tsentsak dei Suoni…essendo una musicista mi sembrava naturale.
    La tua proposta è molto interessante e francamente non conosco questo rituale che tu hai descritto brevemente ma mi sembra molto potente ed efficace.
    Sei molto gentile e generosa a proporcelo. E finalmente faremo qualcosa noi per Tsunki!
    Del resto è significativo che tu proponga un rituale “a spirale” in modo che sia il più coinvolgente possibile e che serva per consolidare e stimolare lo spirito di Condivisione e di Comunità. Ce n’è bisogno…
    Bè, vediamo come andrà… Grazie e a presto. Abrazo.
    Animo y Fuerza

    P.S.: Gracias Tsunki per aver decifrato il mio acronimo per chi non lo sapeva. Hasta pronto ! … Suerte “Barbaunta” 🙂

    Maldito

  • Beh, un po’ di brain storming mi sembra lo stiamo facendo anche ora.

    E credo che sia anche salutare (ehm, nel senso di salute, non salutare con la manina).

    Comunque se io, che litigo sempre con gli spiriti dei computer,sono riuscito a creare un gruppo su Facebook, possono farlo tutti; è vero anche che esistono anche altri gruppi di sciamanesimo. L’importante è riempirlo di contributi; nel forum siamo stati un po’ distratti ultimamente. Si possono creare un gruppo per i sogni cui dare l’amicizia libera, uno di discussioni generali anch’esso libero e poi con l’amicizia “selezionata” quello degli tsentsakeros, dei pasuk e dei pasuk dei colori.
    Praticamente un’evoluzione del forum.

    Però mi sa che dovremo pensare sì ad evolvere un po’ tutto e possiamo parlarne insieme, ma anche qui credo che senza la guida di Tsunki non si vada da nessuna parte.

    E’ vero che siamo tutti un po’ vintage, ma lo sciamanesimo è molta pratica e credo dovremmo anche moltiplicare le occasioni per trovarci insieme per far circolare il Potere; io la “casetta sciamanica” ce l’ho ancora, sistemo il bagnetto che mi hanno fatto demolire ed è operativa; è isolata e in mezzo alla natura vicino alla congiunzione di 2 torrenti; vicino c’è anche una cascata di 4/5 metri e una sorgente perenne. E’ a disposizione di chi vuole, basta che ci organizziamo.

    Per Paola: mi sa , quasi quasi, che il 25/1 vengo proprio a Bologna; se non ricordo male è un po’ che manchi dai Cerchi, ma dovrei ancora avere da qualche parte il tuo cellulare (se sei la Paola che mi ricordo…).

    Mi piace salutarvi con “Animo y Fuerza”; per me vuol dire molto, sempre.

    Yuma

    • >>Comunque se io, che litigo sempre con gli spiriti dei computer,sono riuscito a creare un gruppo su Facebook, possono farlo tutti; è vero anche che esistono anche altri gruppi di sciamanesimo. L’importante è riempirlo di contributi; nel forum siamo stati un po’ distratti ultimamente. Si possono creare un gruppo per i sogni cui dare l’amicizia libera, uno di discussioni generali anch’esso libero e poi con l’amicizia “selezionata” quello degli tsentsakeros, dei pasuk e dei pasuk dei colori.
      Praticamente un’evoluzione del forum.

      Yuma, mi permetto di contraddirti. Pensare di evolvere il forum su facebook secondo me, e parlo per esperienza, non è bene. FB non ha un sistema di archiviazione e consultazione adatto a discussioni complesse, appena il numero di contributi aumentano ci si perde e andare a recuperare vecchi contributi per consultarli è difficile e complicato. Per le discussioni, gli interventi complessi e gli articoli serve una piattaforma solida e di facile consultazione come il forum. Quello che puó invece fare FB è una sorta di pubblicità, attirare e tenere aggiornate molte persone: creando post accatrivanti che attirino l’attenzione, con link al forum o al sito in cui se uno vuole puó trovare l articolo, la discussione, ecc. FB va bene per attirare gente, per tenerla al corrente dell attività che viene svolta, per comunicazioni brevi e di servizio… Ma non di più. In fondo per questo è nato, non per la filosofia. E in questo ha grande potere! Almeno per quello che ho visto io quando applicato al teatro professionale.

      • Quoto Marco.
        FB non sostituisce un Forum, come non lo sostituisce un Blog, sono strumenti diversi. Ma FB serve a diffondere e mantenere in touch, è fatto molto per cercare la gente (con gli avvisi) invece di essere la gente a cercare te, è un cambio nella comunicazione, la quale andrà sempre più in questa direzione inversa (cominciò con gli RSS…).
        Aggiungerei video tra i contributi da diffonderere.
        Gracias de nuevo a todo el mundo!

      • Un gruppo facebook c’è “The drum of the shaman”. Bisogna farlo crescere…

        Tuna

        • Non lo trovo mica il gruppo…

          • Su FB, se scrivi Drum ti compare….
            Non mi intendo affatto di FB, ma forse andrebbe curato meglio: è un gruppo di cui non si capisce cosa facciano (la descrizione è solo… l’incipit del nostro sito), se si riuniscano e dove, e fai anche fatica a capire che siano collegati al sito del Tamburo dello Sciamano…
            Questo indipendetemente dal fatto che una pagina FB per funzionare deve mettere contributi nuovi ogni giorno.
            Ci sono due pagine FB legate a noi, quella di Mayu/Tuntiak e quella di Tuna. Non credo sia un male e, se ben sfruttate, penso possano servire entrambe, anche se servirebbe il parere di esperti di social.

  • Ciao Paola, il 25 ci sono anch’io, spero saremo numerosi, mi fa piacere vedere tante risposte a questo annuncio, spero di vederne molte altre e che ognuno dica la sua
    Anio y fuerza
    Jeff

  • Hola!
    Lo confesso, appartengo, per certi versi, alla categoria dei cosiddetti retrogadi. Non ho un telefono touch di ultima generazione e rifiuto anche solo l’idea di dover utilizzare whatsapp, ma ne riconosco l’attualità!
    In compenso me la cavo con i social e ho un po’ di amici operatori del settore che da sempre dispensano consigli e suggerimenti su come usarli al meglio.
    Seguo la pagina fb creata da Tuna e ho preso a condividere alcuni dei post che pubblica, ma per creare una rete bisogna essere in tanti e soprattutto scrivere di più e a tutte le ore.
    Ogni fascia oraria ha la sua visibiltà, raggiunge un tot di persone e un target diverso.
    Quando facevo la fotografa dedicavo molto tempo al social marketing. Fatto a livelli professionali costa un po’, ma se siamo in tanti possiamo ottenere un risultato apprezzabile.
    Compatibilmente con il mio lavoro, che mi porta a stare fuori casa dalle 10 alle 13 ore al giorno, posso dare la mia disponibilità per la fascia oraria serale…eviterei quella notturna perché a poco serve. Nel weekend, invece, ho più tempo a disposizione.
    Potremmo già creare un “gruppo chiuso” tra di noi, per scambiarci idee e dividerci i compiti.
    Questa è solo un’idea.
    No, non credo che il mondo non abbia bisogno di sciamani. Lo sciamanesimo è sempre esistito e anche se non sono una curandera e sicuramente non ho applicato alla mia vita quotidiana tutti gli insegnamenti di Tsunki, lo sciamanesimo mi ha cambiato profondamente…ma la strada è lunga.
    Purtroppo, ciò che dici, Tsunki, è vero: la domenica alcuni di noi “scappano”, perché i chilometri sono tanti ed il giorno dopo la vita riprende con i suoi ritmi. Questa è la difficoltà più grande che ho sempre trovato: tornare alla quotidianità senza disperdere il Potere del Cerchio!

    animo y fuerza!
    Valeria

    • Che bello vedere tutti che comunicano, mi chiedo perché non è sempre così? Conosciamo i nostri volti , i nomi, ma non sappiamo nient’altro di noi che formiamo i cerchi, siamo perfetti sconosciuti
      quando invece dovrebbe essere il contrario. Per me potere significa prenderlo nei cerchi e poi condividerlo con tutti gli altri sino al prossimo incontro. Da quando Angela del Nord è qui da me al Sud finalmente sto sperimentando questo. Stare insieme ci permette di conoscerci meglio e di mettere in atto quello che Tsunki ci insegna, ci confrontiamo, CONDIVIDIAMO ed abbiamo progetti aperti a tutti.
      Grazie Tsunki se un grande DJ e continuerò a danzare con te.

    • ciao a tutti non voglio aggiungere altro ai commenti, mi sembra che molto sia stato sviscerato, bravi!
      complimenti Francesco sei proprio un bravo disk jokey e anch’io voglio ballare ancora nella tua discoteca insieme a voi tutti !

  • C’è già una pagina FB: https://www.facebook.com/imiarma
    E anche un sito: grandesogno.com

    C’è un discreto traffico, che però non mi sono impegnato a espandere come potrei. Anche perché, fin’ora, Tsunki non era mai stato così interessato ai social media, anzi… Per me è una novità, soprattutto se penso alle conversazioni che ebbi con lui anni fa, nel 2010, quando gli avevo fatto notare che il sito del tamburo dello sciamano era obsoleto e lui mi rispose che non valeva la pena migliorarlo perché non era quello che rendeva, ma i cerchi… Tuttavia il mondo cambia in fretta, come pure le nostre opinioni. E lo sciamanesimo è adattamento, continua trasformazione.

    Concordo con Tsunki: per andare bene nei social media c’è bisogno di un impegno quotidiano. E soprattutto avere le “skills” che non si imparano dall’oggi al domani. Webmarketing, SEO (Search Engine Optimization), etc. Lavoro nel settore e posso dire che gestire un blog di successo è una fatica erculea. Se poi lo si fa gratis, è ancora più difficile.

    • >>Per me è una novità, soprattutto se penso alle conversazioni che ebbi con lui anni fa, nel 2010, quando gli avevo fatto notare che il sito del tamburo dello sciamano era obsoleto e lui mi rispose che non valeva la pena migliorarlo perché non era quello che rendeva, ma i cerchi

      All’epoca non si parlava né di social né di app, si trattava “solo” di fare un sito migliore, in quel caso l’ideale sarebbe stato un portale, ma era un’opzione costosa e impegnativa per vari motivi (tra l’altro per funzionare bene richiede un server dedicato) e non era affatto probabile che portasse un vero ritorno in termini di nuove persone e anche di danaro per coprire le spese, spese non solo una tantum ma che corrono ogni mese. Prob. anche ritornando indietro direi le stesse cose… Ma ora il sito è molto piu obsoleto di quanto fosse quasi 5 anni fa (!) e soprattutto c’è in corso un cambiamento radicale nella comunicazione. E questo non può essere sfuggito.

    • >>Lavoro nel settore e posso dire che gestire un blog di successo è una fatica erculea. Se poi lo si fa gratis, è ancora più difficile.

      Non è affatto detto che debba essere gratis.
      Ma certo occorrono competenze.

  • Anche secondo me le due pagine di Facebook sono da curare… Nel gruppo di Tuna la descrizione incipit del sito funziona, ma senza ulteriori informazioni sembra che la pagina sia rivolta solo ed esclusivamente a chi lo sciamanesimo lo pratica già. Inoltre credo che bisognerebbe rilanciare i vecchi articoli, o scrivere brevi note su argomenti da rivolgere a chi non sa nulla. Anche se non c’è un vero e proprio punto di partenza, visto che non si parla di un costrutto teorico, ci sono determinate curiosità che vengono prima di altre. Ad esempio il nuovo articolo di Tsunki si trova in cima, e di sicuro non è di facile lettura per chi da una prima occhiata.

  • Sarà perchè mi sto muovendo su FB da cellulare, ma io il gruppo di Tuna proprio non lo trovo… Qualcuno potrebbe postare il link? Gratias!

  • Faccio i complimenti a Tuna per l’impegno nel curare la pagina Facebook. Di solito facebook viaggia molto grazie ad immagini ad effetto e frasi o commenti oppure citazioni non troppo lunghe che di solito possono essere meglio condivise. Twitter addirittura non ti permette di andare oltre un centinaio di caratteri mi sembra. Quindi tutto il potere sta nell’evocazione trasmessa da poche parole e da una bella immagine. Per me il profilo è in linea. Non sono convinta che avere due profili aiuti la comunicazione, secondo me è meglio concentrarsi su uno e fare in modo che sia il più attivo possibile. Ci potrebbero essere più collaboratori per la stessa pagina. Inoltre per cominciare non sconsiglierei di provare a fare una promozione del profilo. Con il tasto promuovi puoi fare in modo che il profilo risulti più visibile a un certo target di persone interessate più di altre all argomento. Il costo è di circa 80 euro e si possono aumentare i like di circa 1000 persone. Sarebbe meglio però specificare prima della promozione che il gruppo organizza cerchi rivolti a tutti e mettere sempre in prima pagina, continuandolo a pubblicare, il prossimo evento.
    Al prossimo cerchio si può cominciare a fare una piccola colletta per promuovere questo tipo di attività promozionali.

    • Comunque, secondo me, se si iniziano a fare post regolari sulla pagina FB e ognuno di noi regolarmente li condivide sul suo profilo e magari chiede agli amici piu stretti di condividere anhe loro… A costo zero e in tempi rapidi si dovrebbe ragguungere molta gente anche senza pagare la promozione. Almeno per ora…

  • Condividendo la pagina di Tuna, uno dei miei amici ha messo mi piace spontaneamente, senza che gliene abbia mai parlato direttamente. Appena lo incrocio di persona gliene parlo meglio 😀

  • Marco ha scritto:Yuma, mi permetto di contraddirti.
    Tsunki ha scritto:Quoto Marco.

    Scusate, non era una affermazione, ho detto che non ne capisco di computer e stavo facendo solo brain storming.

    Visto che non sono del settore, me ne starò buono buono….

    • Hey Yuma, mi scuso se ti ho offeso, ma non intendevo certo censurarti… credo che tutti possano esprimere liberamente la loro opinione così come tutti possano dissentire. Non startene buono buono, anzi…

  • Ciao a tutti,

    mi unisco alla pattuglia non cosí sparuta, a quanto pare, dei “neo-luddisti” o “retrogradi” che chiamar li si voglia, e lo faccio anche con l'”aggravante” di avere un passato da (pseudo)-informatico. Ne approfitto per fare delle considerazioni generali sull’argomento che spero possano essere di un qualche interesse. Mi è capitato di lavorare per breve tempo come programmatore – ma la formazione, naturalmente, tanto sul web, sia lato client che server, quanto nel settore delle applicazioni stand-alone, è stata molto piú lunga dell’effettiva esperienza lavorativa – e da quell’esperienza complessiva ho poi tratto una certa insofferenza per tutto ciò che allontana dalla vita reale e tende a surrogare anche ciò che prima della “capillarizzazione” dell’informatica nella vita quotidiana non sarebbe stato neppure concepibile poter surrogare, come per esempio le lezioni all’università, per non parlare degli stessi corsi sciamanici… mi rendo perfettamente conto che qui lo scopo non sarebbe di surrogare alcunché ma solo di servirsi di uno strumento per poter raggiungere il maggior numero possibile di persone. Nessun dubbio sul fatto che gli smartphone prenderanno sempre piú piede estendendo ulteriormente la gamma del proprio utilizzo, ma parecchi su quale sarà l’impatto di questa ennesima “mutazione genetica” della società. Se è vero che qualsiasi cosa può essere usata come strumento – che di per sé dovrebbe essere neutro – in senso buono o meno, credo però che alcuni strumenti abbiano invece, per la loro stessa natura, un particolare potere di incidere sulla realtà stessa in maniera che di neutro ha ben poco. L’informatica mi pare essere forse il caso piú evidente; l’esempio che mi viene in mente è quello dell’e-book: leggere un libro o un e-book non è la stessa cosa, anche se il testo è identico. È quasi come leggere due cose diverse, e, a quanto posso comprendere, leggere “virtualmente” è qualcosa che rimane e che trasmette anche molto meno rispetto alla lettura tradizionale. Ma forse è solo l’impressione di un “passatista”, non so. Qualche perplessità inoltre sul fatto che chi ormai cresce con lo smartphone in mano possa provare interesse per entrare in contatto con gli Spiriti della Natura, quando probabilmente troverebbe piú gratificante farlo con il kernel del S.O. del proprio smartphone 😀 ce l’ho. Forse i Cerchi non saranno “lavori iniziatici” – e a proposito della citazione di Guénon fatta da Giulia, il metafisico francese parlava anche di una progressiva accelerazione dei tempi parallelamente a una “volatilizzazione” della realtà, e il corso degli eventi, sempre piú rapidi e ravvicinati, e sempre piú “inafferrabili”, sembra dargli ragione: quindi dal forum alle app su smartphone e dallo smartphone al microchip cerebrale..? C’è chi ci sta lavorando, in effetti, se questo sia un “progresso” o no, lo valuti ciascuno… – però ormai mi pare ci si avvicinino, visto che per esempio al prossimo si vedrà come conseguire Spiriti Aiutanti dalle Pietre, non proprio una cosa che l’occidentale medio – attaccato al suo smartphone di cui rischia di diventare lui una protesi, piuttosto che il contrario… 😀 – possa prendere in considerazione con tanta facilità… comunque sia, non ho davvero piú disposizione per poter riprendere le mie arrugginitissime nozioni informatiche – ormai del resto equivalenti alla tecnologia del Paleolitico e perciò del tutto inservibili, dal momento che anch’io di Social Network e App non so nulla (non ho neanche un profilo Facebook) – perché i miei interessi personali nel frattempo sono completamente cambiati, però se potesssi contribuire alla sottoscrizione, nei limiti delle mie possibilità, ne sarei felice.

    Per il resto, se mi è permessa qualche considerazione su ciò che ha detto Tsunki riguardo all’atteggiamento dei partecipanti ai Cerchi, mi rendo conto che le cose stanno proprio cosí: in effetti mi sono piú volte detto che i Cerchi mi apparivano come una sorta di “oasi” nel deserto della quotidianità e del suo inesorabile risucchio; una specie di “attimi fuggenti” strappati alla piattezza della vita ordinaria cui inevitabilmente si ritorna dopo una breve parentesi “ritemprante”. È certo sbagliato, com’è già stato notato da alcuni, e largamente insufficiente ad accumulare e soprattutto far circolare Potere ma non a tutti, in questa civiltà cosí antitetica allo sciamanesimo, riesce di bilanciarsi in perfetto equilibrio tra “i due Mondi”, come fanno i veri Sciamani. A costo di peccare di autoreferenzialità, devo anche dire che mi sono riconosciuto come uno dei due che si sono fermati “loro malgrado” al ristorante con l’apprendista, Tsunki e Francesca, uno dei due con la “faccia da funerale” di cui ha raccontato Tsunki… 😀 Però posso anche dire, che, almeno la mia, era dovuta piú che altro alla prospettiva del lungo viaggio di ritorno in macchina, poiché per la prima volta, per una serie di combinazioni, non ero riuscito a tornare in treno, mezzo che prediligo decisamente per i lunghi viaggi – viceversa odio i lunghi viaggi in macchina; che poi abbia permesso a un’evenienza esterna in fondo trascurabile di perturbare il mio umore, questo è innegabile ed era senz’altro da evitare – e posso anche dire che non è durata a lungo, visto che poi ho potuto apprezzare sia il gustoso pranzo, sia i racconti e l’umorismo dell’Uwishin, sempre godibili. Questo solo per dire che, fermo restando che l’atteggiamento generale è senz’altro quello descritto da Tsunki, magari non tutto può essere preso come paradigmatico di esso. Nello specifico, se non ci fosse stata questa concomitanza di fattori, forse la mia faccia sarebbe stata piú presentabile…;) (e anche quella dell’altra persona, che mi pare avesse motivi analoghi perdipiú indipendenti dalla sua volontà).

    Un saluto a tutti, e scusate la prolissità.

    • Grazie Andrea per il ricco contributo (non monetario, ricco di contenuti 🙂

      >>L’informatica mi pare essere forse il caso piú evidente; l’esempio che mi viene in mente è quello dell’e-book: leggere un libro o un e-book non è la stessa cosa, anche se il testo è identico. È quasi come leggere due cose diverse, e, a quanto posso comprendere, leggere “virtualmente” è qualcosa che rimane e che trasmette anche molto meno rispetto alla lettura tradizionale.

      Spezzo un paio di lance a favore degli e-book. Anzitutto dire che è quasi leggere due cose diverse mi pare francamente alquanto esagerato.
      Certo leggere un libro di carta è molto piu bello.
      Ed è certamente comodissimo per un contadino o post-contadino, quindi persona stanziale che non si sposta mai o quasi mai e nel caso solo per brevissimo tempo. Per il “cacciatori” invece, ossia coloro che si spostano e viaggiano spesso, come me (sciamani solo cacciatori possono essere) i libri oltre che belli sono un bel po’ scomodi: pesano tantissimo e ingombrano. In viaggio, specie in aereo, sono una iattura. Io ne porto, riempendone il bagaglio a mano, e resisto alla tentazione di portarne altri nelle valige nella stiva perché andrei subito oltre il peso! I libri appunto pesano moltissimo.
      Quindi gli e-book sono stati una benedizione, che certo comporta delle rinunce.
      Ma fa anche felici molti Spiriti delle Acque e Nonna Terra. I libri, infatti, cosa che tu non consideri affatto mi sembra, danneggiano la natura, la danneggiano spaventosamente. Non è tanto il fatto che la carta venga dagli alberi, abbattendoli: quegli alberi tanto sono coltivati apposta, e se non si producesse piu carta – cosa augurabile! – quei lotti non diventerebbero certo boschi secolari, ma sarebbero destinati alla meglio ad agricoltura intensiva.
      Ma la carta inquina tremendamente le acque nel processo di produzione. E altrettanto inqinano le acque gli inchiostri di stampa.
      Una ragazza un po’ superficiale una volta mi replicò: “ma l’inchiostro e la carta vengono usati da migliaia d’anni, come possono essere tanto dannosi?”
      Già, ma migliaia d’anni fa i libri erano copiati a mano e li possedevano quattro gatti, poi è venuta la stampa e sono stati stampati in quantità, ma ancora la gente che leggeva era pochissima. Oggi sono miliardi!
      C’è dell’inquinamento necessario alla nostra vita e quindi, finché non troviamo il modo di evitarlo, non si può evitare. Spiriti lo sanno.
      Ma dovremmo tassativamente, se vogliamo rispettare Spiriti della Natura e vogliamo aiuto da loro, evitare l’inquinamento che possiamo evitare non appena la tecnologia (ecco qua un buon contributo sciamanico della tecnologia) come nel caso dell’informazione su supporti digitali e degli e-book ci permette di evitarlo.
      Come sanno molti assidui frequentatori del Cerchio, io non stampo mai nulla: quando devo mostrare qualcosa in un Cerchio mostro lo schermo di un ipad: una risma di fogli stampati sarebbe piu sciamanica? Non credo proprio.
      E quando scrivo appunti, quelli che per vari motivi non posso scrivere su mezzi digitali, li scrivo su pochi quaderni e solo a matita per non usare inchiostri. Offenderebbe Spiriti degli Tsunki, ossia Spiriti delle Acque da cui ho avuto e trasmesso a molti tanti benefici!
      Certo, la bellezza ha un grande Potere che non va abbandonato. La bellezza di un libro di carta andrebbe salvaguardata, ma libri nuovi, imho, andrebbero stampati solo per cose molto speciali, con belle rilegature, in copie limitatissime e quindi… a carissimo prezzo.

      • Grazie a te, Tsunki, per la risposta.

        >>Spezzo un paio di lance a favore degli e-book. Anzitutto dire che è quasi leggere due cose diverse mi pare francamente alquanto esagerato.

        Certamente estremizzando, ho scritto cosí perché per l’effetto che fa a me – ma, per quel che conta, l’ho riscontrato anche in altre persone – leggere su un supporto informatico è qualcosa di piú “volatile”, di piú difficile da trattenere, e può essere piú facilmente sovrapposto a qualcos’altro che si è letto sempre su un supporto tecnologico, mentre la “concretezza” della carta stampata mi aiuta a trattenere di piú l’informazione. Però non pretendo che ciò che vale per me e pochi altri che conosco possa essere elevato a regola; sarebbe magari interessante cercar di capire se gli e-book sono piú o meno efficienti
        quali strumenti di apprendimento rispetto al tradizionale cartaceo. Forse tra qualche anno se ne potrà avere un’idea piú precisa, se l’e-book si diffonderà come sembra come strumento didattico nelle scuole (ammesso che già non sia cosí, non sono aggiornato sulle dinamiche scolastiche).

        Poi, è vero, nel mio commento non ho espressamente considerato il danno che la produzione di carta arreca alla Natura, ma ne sono comunque consapevole (e sono abbastanza assiduo ai Cerchi da sapere come li gestisci da questo punto di vista.. :D). Anni fa ci fu un certo movimento in favore del riciclo della carta ma poi pare che abbia fatto fiasco, almeno su larga scala. Probabilmente toccava troppi interessi, o forse era solo utopistico, non saprei. In ogni caso, credo che nulla in questa civiltà moderna sia a “costo zero” per la Natura. La stessa produzione di apparecchi elettronici quanto costa in termini di
        inquinamento? Tanto, a quanto è dato saperne. Emblematico è il caso del cosiddetto “coltan”, contrazione di columbite-tantalite, il componente fondamentale degli apparecchi hi-tech di ultima generazione, smartphone ed e-book in testa. Viene estratto prevalentemente nelle miniere dell’Africa centrale – ma alcuni anni fa ne è stato scoperto un grosso giacimento nell’Amazzonia venezuelana di cui magari saprai qualcosa da fonte diretta – e – oltre a causare migliaia di vittime provocate da guerre per il suo sfruttamento, che in fondo danneggerebbero solo l’uomo, se non fosse che ormai la
        distruttività delle guerre è tale che ci va di mezzo anche la Natura circostante – provoca anche ingenti danni ambientali con deforestazione selvaggia, scavi indiscriminati, inquinamento per gli scarti della lavorazione del minerale (che contenendo anche un parte di uranio è anche radioattivo), ecc. In questo interessante studio riportato sul N.Y. Times (http://www.nytimes.com/interactive/2010/04/04/opinion/04opchart.html?_r=0) si calcola che per la produzione di un e-reader si producano emissioni inquinanti pari a quelle richiesta dalla produzioe di 40-50 libri cartacei. Inoltre lo stesso smaltimento dei rifiuti tecnologici è molto problematico, proprio per i componenti che contengono, e il fatto che l’obsolescenza tecnologica sia sempre piú accelerata, con sempre maggior necessità di uno smaltimento rapido, certo non aiuta la situazione.

        Che si tratti di carta, coltan o qualunque altra risorsa sfruttata in massa, il problema non sarà che siamo semplicemente troppi, e che in troppi pretendiamo di avere tutto? Se gli apparecchi elettronici evitano l’inquinamento dovuto alla produzione della carta, d’altra parte ne causano in proprio, e non meno devastante, direi. E se per i libri il problema è che
        oggi li hanno tutti, direi che lo stesso vale – e sempre piú varrà in futuro – per smartphone & C. Del resto, non per caso hai parlato spesso – e non sei neanche il solo… – di “fine della civiltà”, intendendo di “questa” civiltà. Se un’altra ne
        seguirà – e non dubito che cosí sarà – dovrà riorganizzarsi su basi assai diverse, e indubbiamente meno “massificate”.

        Comunque, riprendendo il tema principale dell’argomento, ieri non ho detto che secondo me il Mondo ha invece tanto bisogno di Sciamani, Poeti, Artisti, Lucidi Visionari, Sognatori Concreti, Esploratori di Altre Realtà, e tutti quelli che possono contribuire a riportare “questa” realtà in armonia con l’Altra… ci tenevo! 😀

        Gracias per l’interessante opportunità di dialogo! 🙂

        • In questo interessante studio riportato sul N.Y. Times (http://www.nytimes.com/interactive/2010/04/04/opinion/04opchart.html?_r=0) si calcola che per la produzione di un e-reader si producano emissioni inquinanti pari a quelle richiesta dalla produzioe di 40-50 libri cartacei.

          Certo uno studio sugli e-books del New York Times, vecchio giornale storico che vagheggia – comprensibilmente – che la gente si rimetta a leggere i quotidiani e difende la lobby delle librerie americane, è senz’altro molto affidabile e per nulla di parte… ROTFL!

          Se anche lo studio fosse onesto (ma molti punti sono confutabili…) esso disonestamente e per la gioia di passatisti come te, Andrea, paragona gli e-readers a libri di carta riciclata (sic!), non ai libri di carta vergine, ossia.. quasi tutti i libri in commercio! ri-ROTFL!
          E oltre tutto non precisa che tipo di carta riciclata, ce n’è di quella a basso impatto ambientale e piuttosto grigiasta e c’è carta riciclata sbiancata (non proprio a impatto zero) e c’è carta riciclata arricchita di fibra vergine (commento non serve…).
          A parte che la carta riciclata si usa pochissimo per la stampa di libri, se anche si usasse ci sarebbero alcuni “piccoli” problemi: anzitutto, mentre la carta riciclata è ottima per documenti destinati a durare poco – per i quali però sarebbe preferibile non stamparli e basta – per un libro, essa invecchia precocemente, sia perché ingiallisce sia perché diventa molto fragile.
          Inoltre non è affatto una soluzione: stampi un miliardo di libri di carta riciclata… e il secondo miliardo come lo fai? ricicli di nuovo la carta già riciclata? Immagino la qualità e la fragilità…
          In un modo abitato da miliardi di persone sempre piu numerose e sempre piu alfabetizzate, la vecchia carta da riclcare si esaurirà rapidamente se impiegata su vasta scala. In altre parole non è un soluzione a lungo termine e prob. neppure a medio termine.
          Inoltre, cosa su cui l’onestissimo studio… fischietta, l’inchiostro è altamente inquinante, TUTTI gli inchiostri lo sono. Supponendo lo siano di meno (oso dubitarne…) quelli derivati dalla soia, significherebbe tagliare altre foreste per fare ulteriori enormi coltivazioni intensive di soia. Fantastico per la tutela della natura e degli animali selvatici! Ottimo certo per il NYT e per chi si illude di poter tornare o vivere ancora in un passato morente e si accontenta di leggere stupidate che vezzeggino le sue fantasie.
          Ma se anche un e-reader avesse l’impatto di 50 libri – e non è vero – un e-reader di libri te ne stocca migliaia, se hai voglia di leggere: nel mio kindle, quasi nuovo, ho già piu di 50 libri!
          Inoltre ed è la cosa piu importante, la tecnologica informatica è comunque il futuro e quindi i dispositivi elettronici ci saranno comunque ed è probabile che, anche se oggi è piu comodo e migliore avere un e-reader dedicato, tipo il kindle, in un prossimo futuro l’e-reader sarà certo incluso all’interno del tablet multi-uso o del suo successore e quindi il suo specifico impatto ambientale sarà… quasi zero.

          >>Certamente estremizzando, ho scritto cosí perché per l’effetto che fa a me – ma, per quel che conta, l’ho riscontrato anche in altre persone – leggere su un supporto informatico è qualcosa di piú “volatile”, di piú difficile da trattenere, e può essere piú facilmente sovrapposto a qualcos’altro che si è letto sempre su un supporto tecnologico, mentre la “concretezza” della carta stampata mi aiuta a trattenere di piú l’informazione.

          Questa, senza offesa, ma è proprio una sciocchezza ed è di certo solo una questione di abitudine.
          Se fosse vero i racconti per tradizione orale, ossia volatilissimi, avrebbero dovuto sovrapporsi gli uni sugli altri e sparire, essere evanescenti… Ma quando mai!
          I nativi, come el abuelo mio maestro, erano analfabeti, quindi racconti e conoscenze si trasmettevano nel modo piu volatile del mondo: parlando davanti al fuoco. Una persona alfabetizzata lo trova volatile perché è disabituato a usare la memoria e quindi preferisce un testo scritto, ma nativi e antichi ricordano tutte queste info a memoria e con scarsissimi problemi di “sovrapposizione”: i vecchi cantori dell’Antica Grecia, cantavano a memora – non c’era scrittura – per intero l’Iliade e l’Odissea (!) senza alcun problema e un vecchio sciamano vegetalista ricorda a memoria i Poteri di 70,000 piante, alcuni arrivano perfino a 150,000, incluse le combinazioni di piante! Se uno pensa che la volatilità del mezzo tolga potere… direi che in realtà la sabiduria di un analfabeta, quindi col supporto piu volatile di tutti, è quella di piu alto Potere. Quindi semmai avrebbero piu Potere le trasmissioni piu volatili!
          Un moderno alfabetizzato e quindi con una memoria schifosa, ha bisogno di avere il libro scritto. Ma tra libro, quaderno di appunti e e-book non c’è alcuna differenza di Potere, le cose si trasmettono nello stesso modo, la preferenza è dovuta solo all’abitudine e ai gusti personali.

          In ogni caso, credo che nulla in questa civiltà moderna sia a “costo zero” per la Natura. La stessa produzione di apparecchi elettronici quanto costa in termini di inquinamento

          Anche questo è un modo sbagliato di vedere le cose, impregnato di utopie passatiste (il passato era bello, il presente-futuro sono cattivi…).
          TUTTE le civiltà hanno un impatto ambientale, comprese le civiltà… delle specie animali.
          Gli antichi fenici inquinarono terribilmente grosse aree marine con l’estrazione di minerali: se fossero stati piu numerosi avrebbero distrutto l’Ambiente molto piu di quanto stiamo facendo noi.
          Gli antichi Indiani del Nord America – l’ideale ecologico della New Age ingenua! – hanno cacciato talmente un determinato animale che la specie – la quale riempiva il Nordamerica – si estinse! Questo avvenne circa 2000 anni fa credo.
          La maggioranza della CO2 in giro prob. non è quella prodotta dall’uomo, ma… dalle formiche (sic!). E potrei continuare…
          Il problema è che noi attualmente siamo tanti, non che la nostra civiltà sia piu inquinante, molte di quelle precendenti erano piu inquinanti della nostra.
          La sola soluzione che vedo è la colonizzazione di altri pianeti, riducendo drasticamente gli esseri umani sulla Terra.
          Questo non toglie che dobbiamo nel frattempo eliminare delle forme di inquinamento che hanno raggiunto un livello di guarda e che però siamo in grado di eliminare: tra queste, con buona pace di retrogradi e passatisti, la carta, la carta stampata, gli inchiostri e i libri di carta.

          • >Certo uno studio sugli e-books del New York Times, vecchio giornale storico che vagheggia – comprensibilmente – che la gente si rimetta a leggere i quotidiani e difende la lobby delle librerie americane, è senz’altro molto affidabile e per nulla di parte… ROTFL!

            Sí, tutti gli studi, in qualsiasi campo, si prestano alle obiezioni che hai fatto tu, e che del resto capita di fare anche a me, a volte, cioè, sono tacciabili di partigianeria, perché è veramente difficile se non impossibile che ce ne siano di totalmente imparziali, visto che da qualcuno devono pur esser finanziati e/o promossi. Ciò non significa che non possa esserci qualcosa di vero in ognuno che meriti di essere considerato. E poi, stranamente, è proprio al N.Y. Times che progettano di sostituire completamente il cartaceo con la versione on-line.

            >Se anche lo studio fosse onesto (ma molti punti sono confutabili…) esso disonestamente e per la gioia di passatisti come te, Andrea, paragona gli e-readers a libri di carta riciclata (sic!), non ai libri di carta vergine, ossia.. quasi tutti i libri in commercio! ri-ROTFL!

            Avevo visto che si riferiva alla carta riciclata, cosa che mi aveva perfino fatto dubitare del fatto che non fosse poi cosí rara come credevo. Se vi fosse la volontà di aumentarne l’utilizzo – ma è proprio quella che manca – le conclusioni dello studio potrebbero rimanere valide, indipendentemente dalle intenzioni di chi le ha stilate. Però ti ricordo che nel precedente intervento ho scritto che secondo me è la “massificazione” in sé, il problema, e non questo o quell’aspetto particolare di essa, sui quali invece mi pare tu continui a porre l’attenzione. Come ho già scritto, che si tratti di carta, coltan o qualunque altra cosa, i problemi vengono generati dall’abuso che la civiltà umana ne fa. Per esempio, condivido ciò che hai detto sui libri: dovrebbero essere oggetti molto piú rari di quanto invece non siano ora.

            >>Questa, senza offesa, ma è proprio una sciocchezza ed è di certo solo una questione di abitudine.
            Se fosse vero i racconti per tradizione orale, ossia volatilissimi, avrebbero dovuto sovrapporsi gli uni sugli altri e sparire, essere evanescenti… Ma quando mai!

            Invece ti dirò che per me un racconto orale – se ha catturato la mia attenzione – rimane molto di piú di qualcosa che leggo su un supporto informatico. E il fatto che persino della scrittura si sia fatto a meno per millenni forse qualcosa vuol dire. I tuoi aneddoti sciamanici ascoltati durante i Cerchi, per esempio, mi sono rimasti anche se alcuni di essi non li ho neppure trascritti. Non credo che si possa paragonare la tradizione orale, le emozioni che suscita – ed è suscitando emozioni che si stimola la memoria… – con gli e-book, neppure – come certamente succederà per la gioia dei tecno-sciamani del futuro 😀 – se verranno dotati in massa di sintetizzatori vocali dalla voce suadente per non dover piú neanche fare la fatica di leggere…

            >>Anche questo è un modo sbagliato di vedere le cose, impregnato di utopie passatiste (il passato era bello, il presente-futuro sono cattivi…).
            TUTTE le civiltà hanno un impatto ambientale, comprese le civiltà… delle specie animali.

            Non ho mai pensato, né del resto ho mai affermato, che l’esclusiva della capacità inquinante spetti a questa attuale civiltà. Semplicemente è innegabile che, dati i mezzi tecnologici di cui è riuscita a dotarsi, il suo impatto sia maggiore e globalmente esteso (mentre per le civiltà storicamente note – e sottolineo storicamente note… – non è mai accaduto che potessero incidere contemporaneamente su tutto l’ambiente terrestre, sotterraneo, marino – e fluviale e lacustre – aereo, e perfino dello spazio esterno, come accade per questa). Bisognerebbe ammettere che magari i danni che questa riesce a fare sono un “pochino” piú gravi di quelli che potevano fare i Fenici, o che possono fare i castori con le loro dighe, non fosse che per la limitatezza geografica propria ad entrambi.

            >>Gli antichi Indiani del Nord America – l’ideale ecologico della New Age ingenua! – hanno cacciato talmente un determinato animale che la specie – la quale riempiva il Nordamerica – si estinse! Questo avvenne circa 2000 anni fa credo.

            Certo, cosí come sono ritenuti il prototipo del “buon selvaggio”, quando la maggior parte di loro erano feroci guerrieri. E allora? La New Age non è affatto tra i miei punti di riferimento.

            >>La maggioranza della CO2 in giro prob. non è quella prodotta dall’uomo, ma… dalle formiche (sic!).

            Se è per questo, ti dirò che neppure credo al fantomatico “riscaldamento globale” nei termini in cui viene propagandato dai mezzi di (dis)informazione di massa, quindi non reputo la CO2 questa terribile minaccia. Gl’inquinamenti atmosferici sono semmai di altro genere, e sono solo umani e contemporanei.

            >>Il problema è che noi attualmente siamo tanti, non che la nostra civiltà sia piu inquinante, molte di quelle precendenti erano piu inquinanti della nostra.

            Condivido – e del resto l’ho già scritto nel precedente intervento – la prima parte dell’affermazione, mentre la seconda non mi pare che possa esser provata.

            >>La sola soluzione che vedo è la colonizzazione di altri pianeti, riducendo drasticamente gli esseri umani sulla Terra.

            Sembra proprio la trama di “Interstellar”… 😀 Forse è piú probabile, nel “breve” termine, che qualche evento limiterà le possibilità di questa civiltà piuttosto che la stessa riesca a trovare altre soluzioni tramite un “progresso” che viene presunto illimitato. La fisima del “progressismo” incondizionato è propria di questa civiltà…

            >>Questo non toglie che dobbiamo nel frattempo eliminare delle forme di inquinamento che hanno raggiunto un livello di guarda e che però siamo in grado di eliminare: tra queste, con buona pace di retrogradi e passatisti, la carta, la carta stampata, gli inchiostri e i libri di carta.

            Sono favorevole a un forte ridimensionamento della carta – per esempio, abolendo tutti i quotidiani e riviste; quella è roba che può tranquillamente andarsene sul web… – ma se tanto mi dà tanto, l’arco di vita della “rivoluzione digitale” sarà assai piú breve di quello che ha avuto la stampa.

            Ma la questione del coltan non meritava neanche un accenno..? 😀

            • >>Invece ti dirò che per me un racconto orale – se ha catturato la mia attenzione – rimane molto di piú di qualcosa che leggo su un supporto informatico. E il fatto che persino della scrittura si sia fatto a meno per millenni forse qualcosa vuol dire.

              Suggerirei di smettere anche di scrivere e, già che ci siamo, di tornare al baratto! ROTFL!
              Io invece non ho alcun problema a leggere e a farmi restare impresso benissimo qualcosa che leggo su uno schermo: il motivo non saprei, forse per i miei poteri sciamanici? 🙂 Più probabile che sia soltanto perché ci sono abituato e, soprattutto, perché non ho prevenzioni verso la roba digitale.
              Ma non vorrei proseguire questa discussione a due, mi fa un po’ l’effetto di discutere con un Amish… lo farei anche, prendendola a ridere, anche sapendo che è inutile, ma non credo interessi più a molti lettori, i quali hanno ormai capito le rispettive posizioni.
              In verità passatisti retrogradi come te ci sono sempre stati in tutta la storia umana e a distanza di secoli leggiamo le loro sapienti opinioni come curiosità su cui farsi una risata. Ai primi ottocento, c’erano insigni medici – con grande seguito! – che sostenevano che il treno fosse pericolosissimo, perché le folli velocità a cui si viaggiava (sic!) avrebbero provocato danni irreparabili al cuore che non è fatto per andare cosi veloce… così come il cuore (o la mente, non so) per te non è fatto per leggere il digitale. Certo, quei medici non si preoccupavano dell’inquinamento, non era una paura del tempo, mentre lo era la salute.
              In realtà tutti i passatisti sono solo persone che hanno molta paura – e quindi il futuro, che non vediamo e di cui si scorgono solo ombre, fa loro terrore. E, siccome sono paurosi, come tutti i paurosi non “vivono” molto e quindi gli piace poco anche il presente, dato che stanno ritirati e se ne escludono un po’: se infatti vado a una festa e ho paura di ballare perché farei brutta figura o perché se invito una ragazza temo mi respinga e neppure faccio gran conversazione perché sono timido, la festa mi apparirà noiosa e vacua mentre faccio da tappezzeria – e magari mi spingerô anche a dire che il ballo è una cosa stupida per persone sciocche e che le feste sono delle insulsaggini.
              Dunque per passatisti retrogradi il futuro è pericoloso, il presente non è granché e ha imboccato una brutta strada, mentre il passato era bello.
              Difficile o impossibile convincere persone così: la paura non può essere convinta.
              Ma sciamani sono cacciatori e guerrieri e la paura per noi è per forza uno dei peggiori nemici: evitiamo in ogni modo di vezzeggiare le nostre paure e cerchiamo di insegnare altrettanto.

    • il metafisico francese parlava anche di una progressiva accelerazione dei tempi parallelamente a una “volatilizzazione” della realtà, e il corso degli eventi, sempre piú rapidi e ravvicinati, e sempre piú “inafferrabili”

      Terence McKenna ha ricavato un algoritmo, da questa accelerazione, che anche lui aveva valutato.
      Tuttavia non so, che velocità e tecnologia siano lati di una realtà che porta nello stesso luogo … non lo so ….
      è troppo presto per dirlo…. forse.

      • Sí, so di McKenna. Forse è troppo presto per dirlo ma la sempre maggior velocità dello sviluppo tecnologico è evidente, quindi può essere un indizio.

        Ciao

  • Una domanda che ho fatto a Tsunki di persona, di cui spero potrà magari scrivere un blogpost specifico (Anche Andrea D ha sfiorato lo stesso punto, anche se poi si è perso :D).

    @Tsunki: in passato spiriti mi dissero – riguardo computer, cellulari e quant’altro: “Deja esos jugetes. Los jugetes son para los niños” (trad: lascia perdere questi giocattoli. I giocattoli sono per i bambini). Te ne parlai, e confermasti che spiriti amazzonici (e non solo) non amano la tecnologia – “que saca Poder”.
    Perché questo cambio di rotta? Come si fa a combinare sciamanesimo (che per natura è ancestrale) con i “giocattoli” moderni?

    • Guarda che la frase degli Spiriti è pericolosamente ambigua: i bambini hanno ottime capacità sciamaniche, contattano Spiriti molto facilmente, hanno piu fiducia (e quindi lasciano passare il potere) e non rompono le scatole su tante menate cervellotiche degli adulti. Quindi potrebbe ben significare: “questi sono giochetti per bambini, tu non sei all’altezza, lasciali a chi può!”. ROTFL!
      Di solito diamo per scontato che Spiriti ci trattino come persone superiori destinate a grandi vette verso cui ci esorterebbero, ma è assai piu facile molte volte che ci prendano in giro…
      La tecnologia toglie Potere in effetti, ma tutta quanta lo fa. Lo fa l’automobile, la casa riscaldata e la luce elettrica e anche l’orologio da polso. nessuno però si lamenta che dovremmo far i cerchi al buio e con camere all’addiaccio! 🙂
      In realtà nei cerchi e nei riti è bene ridurre la tecnologia all’essenziale. E quindi certo non cercheremo l’Animale di Potere con un app.
      Mentre nella vita di tutti i giorni, e anche per diffondere lo sciamanesimo, è buona medicina non abusare della tecnologia e quindi evitare quella non necessaria. Cosa significa? Direi che quando tutti o quasi, o tutte le nuove generazioni, usano una data tecnologia, allora diventa necessaria altrimenti sei tagliato fuori dal mondo. E prima o poi dovrai accettarlo. Meglio prima, quando vedi il trend.
      Avresti piu potere e piu salute viaggiando a cavallo piuttosto che in auto o in treno… ma non puoi. Non ci sono le strade adatte, né gli stallaggi né gli abbeveratoi, mentre ci sono le pompe di benzina: non puoi evitare la macchina.
      Non credo di aver cambiato rotta, è il tempo che è cambiato. A meno che ci sia una bizzarra linea di confine: il sito internet vecchio stile sì, le app no?

  • Si potrebbe anche vivere senza tecnologia, ma non qui in Italia o almeno non nel nostro contesto.
    Più che tecnologia perchè, quando, dove e quanto, credo sia meglio parlare di Come usarla.
    Se Tsunki non avesse creato il sito-web o non avesse potuto usare la posta elettronica o non avesse avuto il cellulare, mi domando come avrebbe potuto promuovere e diffondere la sua attività di Sciamano e Curandero.
    Concordo con Tsunki che si deve stare al passo con i tempi e con ciò che questi ci impongono per evitare di restarne fuori completamente.
    Quello che non capisco (sono duro) è quando Tsunki dice che il sito-web è obsoleto e che andrà a riposo. Perchè? Non si può cambiare? Farlo diventare un sito di ultima generazione?
    Capisco che mancano il tempo e le risorse economiche ma ormai tutto “viaggia” sul web e inoltre un web-site è molto più affidabile e ricco di informazioni che una pagina Facebook (non me ne vogliano Tuna e Mayu che apprezzo tanto, beninteso…) o un gruppo What’s Up.
    Bè vedremo…
    Comunque.. ben vengono le app, atnto me le faccio scaricare da mio figlio che ha 10 anni e “smanetta” molto meglio me. :-))
    Suerte a todos.
    El Maldito

  • Tranquillo Marco, non sono offeso. E’ solo la constatazione…che di computer ne capisco veramente poco.

    Però faccio come il Maldito, ho due figli e mi faccio aiutare; è facile diventare obsoleti in fretta, di questi tempi.

    Concordo sempre con il Maldito che se Tsunki non avesse creato un sito a suo tempo, sicuramente io sarei uno di quelli che dello sciamanesimo avrebbe solo letto sui libri, come penso molti di noi.

    E’ solo il tempo di far circolare le informazioni in maniera diversa e più efficace; l’importante è che i Cerchi siano sempre “poderosi” come sempre; e su questo non ho dubbio.

    Rimane il fatto che oltre ai Cerchi sarebbe importante trovarsi anche tra di noi regolarmente per fare circolare il Potere ed esercitarsi; probabilmente questo è quello che ci è mancato finora tranne poche occasioni.

  • Hola a todos,
    dato che sono programmatore e che ultimamente sto studiando le nuove tecnologie web e le problematiche relative allo sviluppo di app multidispositivo, mi rendo disponibile per offrire la mia consulenza dal punto di vista tecnico. Ci vediamo al prossimo Cerchio

  • @Tsunki:

    Bene, tu sei il padrone del blog, quindi hai tutto il diritto di inibirmi persino il tasto “Rispondi”, nessun problema. Hai buon gioco nel darmi dell'”amish” o del “fifone”, e di mettermi in ridicolo ma – a proposito di paure – se avessi avuto paura del ridicolo non avrei mai iniziato questa discussione con te qui, manifestando le mie opinioni. In realtà ciò che mi spinge ad essere molto critico verso questa tecnologia sono considerazioni di ordine diverso da quelle che credi tu. Ti ricordo che sono stato un informatico, appassionato della materia, e che ero tutt’altro che un “luddista” o un “retrogrado”. Poi mi sono semplicemente ricreduto. Ciò che davvero mi sembra ingenuo è questo fideismo tecnologista di cui ti fai – piú che legittimamente, è ovvio – entusiasta alfiere. Ma prendo atto che la discussione è chiusa, e del resto che le posizioni siano fin troppo chiare è innegabile.

    • Uuhh, che permaloso! 🙂
      A parte che molti che hanno fatto scelte come quelle degli Amish erano proprio dei tecnologici – o perfino tecnomaniaci – “redenti”, quindi non dimentico affatto che tu sia un ex-informatico…
      A parte ciò, nessuno ti inibisce il tasto “rispondi” (come si può vedere…) semplicemente in un blog come in un forum vanno evitate le discussioni a due quando queste si prolunghino. Perché è dimostrato che la stragrande maggioranza dei lettori se ne disinteressano, specie quando ormai – come in questo caso – le posizioni sono chiare. Se due utenti vogliono proseguire una discussione a due, lo fanno privatamente, non su un blog né su un forum.
      Comunque replicherò ancora una volta: non ho nessun inguenuo fideismo (mi hanno tacciato di qualunque cosa, ma è la prima volta che qualcuno mi taccia di ingenuità :), semplicemente credo due cose: uno, che internet, smartphone, tablet etc. sono mezzi di conoscenza e di comunicazione, e come ogni mezzo – di comunicazione o altro – hanno vantaggi e svantaggi. Che oggi se ne faccia un uso eccessivo o superficiale è normale, come con tutte le novità, basti guardare al fanatismo per le automobili e la velocità all’inizio del secolo scorso (vedi ad es. il manifesto futurista!), poi le cose si approfondiscono e l’uso si riequilibra.
      La seconda cosa è che il progresso continuerà comunque, e quindi invece di ribellarsi e rimpiangere il passato sarebbe buona medicina trarne gli aspetti positivi e cercare di farne buon uso. Sono persuaso infatti che non ci siano strumenti buoni e strumenti cattivi, tutti sono buoni e tutti hanno valenze cattive, dipende solo dall’uso che ne facciamo.
      Poi il progresso, come certo vagheggiato da te e altri, può anche tornare indietro… Ma nella storia questo è avvenuto solo per un tracollo di civiltà, come alla fine dell’Impero Romano, la cui tecnologia andò in gran parte perduta e fu ricuperata in parte nel Rinascimento, alcune cose addirituttra le abbiamo “reimparate” – ma con metodi diversi – soltanto di recente. Quindi certo, quando questa civiltà tracolla (ma NON tracollerà certo né per internet né per gli smartphone!) la tecnologia informatica potrebbe andare persa. Ma mie visioni dicono che questo non accadrà e mi fido molto delle mie visioni.
      E con questo vorrei chiudere la discussione.

      • No, veramente vedendo che era sparito il link “rispondi” mi sembrava che la permalosità fosse la tua. Se non è cosí mi fa piacere. Ovvio che avrei altro da dire ma la chiudo qui, semmai proseguiamo al Cerchio..! 😀

        Ciao

        • Il link “rispondi” è sempre stato lì su tutti i post, avrai avuto qualche problema col caricamento della pagina, cosa che ti inviterei – per un’altra occasione – a verificare prima di dire stupidaggini… 😉
          Non esiste su WordPress alcuna funzione per togliere quel link da un commento e non si capirebbe a cosa servirebbe dato che potresti scrivere comunque, come appunto hai fatto.

  • Nessun problema col caricamento della pagina, continua a non comparirmi in quel tuo commento, ma noto che non compare neanche nel mio che lo precede. Quindi evidentemente mi sfugge qualcosa della “logica” di WordPress – forse non consente piú di 2 repliche indentate? – e di questo faccio ammenda. A me comunque è capitato, su altri siti, oltre che di esser censurato, anche che mi si inibisse la possibilità di rispondere (senza ombra di dubbio). Quindi questo probabilmente lascia trasparire quale pessimo soggetto io sia… 😀 Date le precedenti esperienze ho tratto conclusioni affrettate. Ammenda-bis… (ma solo per queste questioni formali, non sulla sostanza, eh..! 😀 )

    Ciao

  • O forse 4 repliche indentate… mah!

  • @ Giulia:

    non capisco cosa ci sia di strano (o di deplorevole?) che l’app sia a pagamento, è normale per le app – o altro – rivolte a un piccolo target di pubblico.
    No, non ho intenzione di fare app simili, non intendo fare niente che abbia già fatto qualcun altro. E inoltre la visione dello sciamanesimo della Ingerman – una psicoterapeuta – è molto lontana dalla mia…
    Ho intenzione di fare un paio di app, che credo interessanti per molti, ma per ora non dirò di che si tratta (sorpresa…!)
    E… no, dato che sono un ex programmatore, non credo di chiamare app qualcosa che non è un’app 😉

  • @ Giulia:

    >>Una volta si chiamava alchimia, in questo continente. Era spirito e psicologia uniti, sviluppo spirituale cosciente, sviluppo psicologico non cosciente, comunque funzionava. Dipende molto da cosa si intende per psicologia.

    Che l’alchimia fosse la versione antica della psicologia è un’idea di Jung, non necessariamente vera e tutta da dimostrare… o almeno da condividere.
    Per Jung i processi alchemici erano proiezioni di presunti contenuti inconsci. Ma sciamani non credono proprio all’inconscio!
    Gli scienziati, avendo deciso che niente di immateriale poteva esistere, per spiegare l’immateriale hanno concluso che erano processi mentali, ovviamente inconsapevoli, visto che ci sembrano altro da noi.
    Siccome però ci sono “cose immateriali” sperimentate nello stesso modo da più persone diverse e quindi sembravano oggettive piuttosto che personali/mentali, Jung per salvare l’idea che fossero processi psichici ha ideato l’inconscio collettivo, una specie di “mente” o psiche di tutta l’umanità.
    Ma sciamani non ci credono affatto e francamente a me sembra solo una complicazione arzigogolata per non ammettere quello che non si vuole ammettere (e quindi una spiegazione che, incidentalmente, viola il rasoio di Occam, tanto caro agli scienziati… finché fa loro comodo): ossia che gli esseri immateriali sono reali.
    Per uno sciamano, il cosiddetto inconscio collettivo è soltanto l’Altra Realtà, i Mondi degli Spiriti, che non sono il nostro inconscio perché esistono indipendentemente da noi e, sono convinto, continueranno a esistere quando la nostra specie si sarà estinta.
    Se non c’è un inconscio collettivo, i processi alchemici non sono proiezioni e l’alchimia non è un antenato della psicologia, è soltanto… tutt’altra cosa.

    >>Tutto cambia, spiritualità no? Aperture per accedere a cammino interiore e Potere no? Strano. 😀

    I metodi certo cambiano, per questo sciamani hanno fatto oggetti di potere dalla fusione dei metalli e io, assai piu modestamente dei miei predecessori, uso internet.
    Le “leggi” e il senso non cambiano, come non cambia la legge di gravità. E la spiritualità, imho, non va mischiata con la psicologia, perché quando lo si fa, la si relativizza, togliendole quasi tutto il Potere.

  • Nonostante abbia abbandonato il Forum come utente da tempo x seguire il mio Percorso Sacro ho sempre mantenuto ritte le antenne e letto post ed interventi, trovo sia sempre molto interessante ed arricchente. Mi spiace un pò che chiuderà ma evidentemente ha fatto il suo Tempo e comunque è servito a molti. A me, nonostante tutto, di sicuro.
    Spero di non far torto nel commentare qui.
    Concordo pienamente .
    Il Testo racchiude, secondo me, una grande Verità.
    Gli Italiani sono molto radicati nell’uso degli amati paraocchi e ben incanalati nei loro stereotipi. Tutto quello che porta in una direzione sconosciuta ed incerta, seppur ci sia desiderio di cambiamento, diventa impresa rischiosa e per questo assume presto le sembianze di una Realtà meno appetibile, che diventa quasi istantaneamente, tra scusanti varie… persino irraggiungibile.

    Il cambiamento quello di una certa rilevanza richiede Grandi Sacrifici; ogni singolo passaggio, anche quello apparentemente meno rilevante, come appunto anche solo cambiare il proprio aspetto è un vero e proprio smembramento di ciò che si è.
    Cambia il modo di vedersi, di Vedere.
    Ho fatto un cosa così di recente, seguendo il Cuore, sfidando pregiudizi e paure, ho fatto un piccolo cambiamento che prob.te tanto piccolo non era e seppur il Cuore ne era entusiasta sono stata malissimo fisicamente con tanto di ego rabbiosi che mi dicevano insistentemente di non continuare, …è stata dura non cedere ma ho superato il momento.
    Mi ci ritrovo molto in questo post.
    Mi ha colpito anche la parte dove si dice che un luogo ed i suoi Spiriti alla fine han sempre le stesse cose da offrirti. Lo dicevo spesso anche io negli ultimi tempi che ad un certo punto non c’è più trippa per gatti e si continua agognando.

    Pochi giorni fa, mentre ero dal Dentista, ho assistito ad un Dialogo deprimente ed illuminante al contempo:

    A: Sentivo alla Radio, sul partire e ricominciare altrove. Ma lo possono fare i Giovani, noi di una certa età, oltre i 45/50 oramai dove andiamo più o no?
    B: si ma anche io a volte, penso che vorrei andare, cambiare ma poi mi dico “spostarmi e ripartire? con il mio mestiere… da capo” nooo e chi me lo fa fare? E poi dove vai, cioè come fai a sapere che ti sposti e trovi il posto giusto. Ci vuole Fortuna.
    A: si ma infatti, tutta Fortuna. I miei figli sono andati ma perchè io adesso sono in forma e sto bene ma metti che un domani ho bisogno eh….le cose cambiano, adesso sono andati ma poi…

    Ho assistito senza poter proferire verbo ma anche se avessi potuto dire qualcosa non avrei ottenuto nulla. Ho sentito proprio la presenza pesante e triste di uno Spirito arrendevole privo di guizzo vitale e visualizzavo due Esseri cupi, nudi con la pelle scura, seduti ingobbiti, smunti, con il viso pieno di rughe, occhi spenti senza iridi e cadenti che si guardavano vittime… ed io al di fuori silente, con un sorriso amaro, scuotevo il capo. Mi son sentita completamente fuori da questa concezione. Non saprei nemmeno come spiegarlo.
    Certo magari il cambiamento richiede tempo ma non avere prospettive e punto d’inizio è tanto deprimente quanto sconcertante.

  • Rispondo per quello che riguarda la parte tecnica:a mio avviso il problema del sito attuale e’ che avrebbe bisogno di una revisione dei menu’ a tendina in testa ad alcune pagine ed in fondo alle stesse.Sulla Home e tante altre funziona regolare,ma su tante pagine,ad es. quelle relative agli animali di potere,ci sono,sia in testa che in fondo,dei menu’ diversi(senza tendina) con link allo shop online,che manda ad una pagina su homestead inesistente ed alla mappa del sito,che a volte non e’ attiva,altre volte manda ad una pagina vuota.In teoria dovrebbe bastare fare un po’ di copia incolla dalle pagine “buone” a quelle da revisionare,in pratica,ho provato personalmente,non e’ molto facile.Inoltre,alcuni collegamenti alle pagine sulle tecniche di guarigione non funzionano proprio.Poi c’e ‘ un problema anche con il blog,ma quello lo espongo sopra.Quanto ho scritto in questo commento e’ a scopo costruttivo e non di critica.

  • loredana Halcòn

    non so forse non ho capito bene ma se il sito non c’è più mi dispiace……è vero paura del cambiamento ……paura di non farcela ……quel salto nel vuoto nel buio ……è uguale…….ma penso che gli italiani non siano tutti uguali c’è qualcuno che ha bisogno degli sciamani……..io sono una di quelle persone che ha cominciato un percorso con tsunki e poi per grosse difficoltà si è fermata ,vi amo mi scuso chiedo perdono e sopratutto vi ringrazio. animo je fuerza

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