AIRBUS320 E DEPRESSIONE

Il co-pilota dell'Airbus320 di GermanWings avrebbe compiuto un omicidio-suicidio decidendo di suicidarsi insieme a tutti passeggeri.
Attenzione che è un fenomeno nuovo ma potrebbe estendersi, è già prob. successo 2 volte in un anno, il caso che avrebbe forse la stessa spiegazione era l'aereo Thailandese scomparso nell'Oceano nel marzo 2014.
Prima mi pare fosse accaduto 5 o 6 volte negli ultimi vent'anni e prima ancora… forse mai (attendo smentite…), quindi sembra un'evoluzione o un caso particolare dell'omicidio-suicidio, che pure è fenomeno nuovo.

 

Parlavo poco fa con una ragazza che mi diceva: "le donne depresse che si suicidano uccidendo i figli ci sono sempre state".
Non credo…
Nei miti e nella letteratura non ne trovo. Un modo ottimo per sapere cosa accadeva un tempo è leggere i romanzi di allora, le favole e prima ancora i poemi e i miti. Ora… puo darsi che non venga in mente, l'età avanza anche per gli Sciamani, magari qualcuno mi smentisce…
Per quanto ricordi, ci sono sempre state le donne che uccidono i figli per odio verso l'uomo che le tradisce o abbandona: il mito feroce di Medea. È accaduto anche di recente con una donna che ha bruciato vive le figlie e ha fatto sentire all'ex marito le loro grida attraverso il cellulare. Anche uccidere i figli pur di non farseli portare via credo sia sempre successo, come si uccide l'innamorato per la stessa ragione!

Ma uccidere la tua famiglia o altre persone sotto la tua responsabilità (come i passeggeri di un Airbus!) per depressione o per rabbia verso la vita o verso persone o entità esterne che nulla hanno a che fare con le vittime, credo sia un fenomeno nuovo. Uccidere passeggeri dell'aereo non ferisce la persona che odî o la causa della tua infelicità, ferisce famiglie di sconosciuti.

Il fatto è che la depressione è un fenomeno recente.
Non trovi persone depresse nella letteratura antica o nella mitologia. Persone una volta erano infelici per una causa specifica, perché avevano perso la famiglia o i beni o erano stati sconfitti etc. Erano infelici o rabbiosi, ma non depressi… Potevano essere avviliti, ma aveva una causa reale e se la causa spariva dopo un po' si risollevavano.
La depressione non ha una causa precisa, a volte c'è una causa scatenante, ma sembra piuttosto un'occasione, quasi un pretesto… O c'è una causa vera, antica ma che ormai è stata dimenticata e comunque non ha piu Potere sulla tua vita.

La depressione è recente perché insorge in persone, come gli occidentali moderni, che hanno vita molto protetta, priva di veri pericoli e di vere sfide. Allora alcuni si inventano motivi ridicoli per stare male, perché abbiamo bisogno di stare anche male, ogni tanto!
La sofferenza è necessaria, purifica e dà senso all'esistenza.
Ma stando male per cose futili, questo produce in noi una perdita di senso, si percepisce che la tua sofferenza non ha senso e si tramuta in depressione.

Sciamanicamente si racconta cosi: la melanconia, la tristezza è l'Anima che scende negli Inferi. Scende negli Inferi che sono dolorosi e cupi per trovare il fuoco profondo – come quello dei vulcani – che le ridia Potere ed energia da riportare su, in questo Mondo, nella nostra vita!
La persona disperata per una disgrazia fa questo nella cosiddetta "elaborazione del lutto". L'artista lo fa nella "depressione artistica", cerca negli Inferi contenuti da riportare qui e tramutare in arte.
L'anima di molte persone invece va negli Inferi soltanto perché stufa di annoiarsi qui, come diceva mia nonna "ci si stufa anche a mangiare faraona tutti giorni: si ha voglia anche di fagioli ogni tanto!". O scende per un pretesto da poco, perché la comodità della vita l'ha resa cosi debole che basta pochissimo per spingerla giù.
Ma una volta arrivata negli Inferi non sa cosa cercare, non ha un vero obiettivo perché non c'era un motivo serio per scendere e non sa fare arte, non ha neanche un buon motivo per risalire e quindi rimane a vagare giù. Per sciamani depressione è questo.

16 commenti

  • Molto interessante questo insegnamento. Quindi una cosa utile è rendere consapevole la discesa agli inferi e tramutare quel Potere in creatività e intraprendenza per la nostra vita.

  • Ed ecco finalmente una spiegazione convincente sullo stato di depressione!

    Ma cosa ne pensi dei farmaci antidepressivi che vengono somministrati come fossero caramelle a questi ammalati e che credo aggravino ancor di più la loro già precaria situazione. Mi sembra quasi che proprio loro diano il colpo di grazia a queste persone spianando la strada verso un burrone che una volta raggiunto è impossibile da risalire.

  • Francesco de Giorgio

    Nonostante medici e psicologi sproloquino di antidepressivi che agiscono sulla serotonina, altri sulla noradrenalina etc. etc., nella realtà vera tutti i depressi in cura con psicofarmaci che ho conosciuto erano semplicemente… inebetiti. Di solito dormivano anche molto, quindi in sostanza queste medicine non sono molto diverse dai vecchi tranquillanti di una volta LOL!

    Certo, se sei inebetito o dormi, non sei depresso, o meglio non te ne accorgi. Difficile disperarti quando hai sonno o non capisci niente!
    Farmaci servono soprattutto a normalizzarti rispetto all'ambiente, hanno una funzione sociale, una colpa originaria di cui la psichiatria non si è mai liberata, ha solo cambiato i mezzi, invece dell'elettroschock ti intontisce con sostanze chimiche!
    La cosa che conta è che uno si comporti in modo accettabile dalla società, per questo oggi anche i bambini troppo vivaci devono essere placati (ossia intontiti) coi farmaci. Sennò disturbano.

    Il risultato sul depresso qual è? Che disturba meno chi gli sta intorno, ma certo il rimbambimento gli toglie anche le forze per risalire dagli Inferi.
    Sono cure che sembrano funzionare su pazienti non cronici, perché – come ben sanno psicologi e psichiatri! – tanto guarirebbero da soli, ma cosi credono sia stata la cura farmacologica! LOL!
    Sui pazienti cronici, si sa… molti restano sotto psicofarmaci, magari a cicli, per sempre e spesso vengono anche costretti dalla legge a prenderli.
    Questo dovrebbe impedire che facciano danno, ma non previene i suicidi, comunque, è pieno di suicidi col Prozac in tasca.
    L'errore è che anche se il malato non ha forza di fare nulla, la forza puo averla uno Spirito infernale che lo possiede e che lo spinge a uccidersi o, a volte, se molto forte, a trascinare vittime con sé.

  • Quindi questa “normalizzazione” ottenuta per mezzo di antidepressivi o tranquillanti è quanto meno nociva! La Depressione poi come nuova malattia del mondo occidentale non è che uno degli effetti collaterali del vivere protetti e al sicuro dalle sfide e difficoltà che la vita normalmente ci proporrebbe ma dalle quali in quanto figli di questa società siamo estraniati.

  • Un mio carissimo amico che era in cura con medicinali antidepressivi ha deciso di impiccarsi e andare via, di conseguenza cosa hanno fatto i medicinali????? Lo hanno semplicemente portato al suicidio….

  • Francesco de Giorgio

    Beh, forse si sarebbe ucciso lo stesso, non possiamo saperlo. Certo non lo hanno aiutato…
    Immagino che molti medici credano sinceramente che gli psicofarmaci aiutino il malato, ma in realtà servono solo a normalizzarlo di fronte alla società.

    Comunque non mi pare ci siano elementi seri per dire che i farmaci prevengano un certo numero di suicidi, non sembra essere cosi, anche se è molto difficile dimostrare l’una o l’altra cosa…

  • Salve,

    il pensiero di Tsunki coincide piu’ o meno con quello della psichiatria radicale o critica, detta anche antipsichiatria… Volevo chiedergli pero’ se per quanto riguarda la psicoterapia il discorso che lui faceva sull’inutilita’ ha un valore assoluto, perche’ magari indirettamente forse puo’ favorire la guarigione mettendo a suo agio il malato, ovviamente magari non procrastinandola troppo cosa che magari favorisce l’interesse della categoria. Certo magari il trattamento sciamanico risolve il problema alla radice, ma secondo lui non ha neanche un minimo di utilita’? Nemmeno io ho una grande simpatia per questi metodi e forse ci sono delle grosse falle teoriche in queste scienze, ma il fatto di avere qualcuno che ti ascolta o che capisce la tua situazione, non puo’ avere comunque un effetto terapeutico, anche se relativo? Infine volevo sempre chiedergli se lo sciamanesimo potrebbe essere utile in tutti i casi, anche quelli piu’ estremi, per es. se non ricordo male Cayce sosteneva di non poter fare nulla in certi casi di schizofrenia in cui il cervello del paziente era stato danneggiato irreparabilmente dalla malattia. Purtroppo non potendo accedere alla parte del sito relativo allo sciamensimo avanzato non posso neanche avere una visione completa dell’argomento… Ultimamente ho visto su internet diffondersi sempre di piu’ questo interessante articolo relativo alla visione dello sciamanesimo rispetto alla malattia mentale, di Malidome Patrice Some…
    http://psyta.net/cosa-vede-uno-sciamano-in-un-ospedale-psichiatrico/

    Saluti

    • Francesco de Giorgio

      Ciao Frank,

      anzittutto grazie per il bell’intervento!

      Volevo chiedergli pero’ se per quanto riguarda la psicoterapia il discorso che lui faceva sull’inutilita’ ha un valore assoluto, perche’ magari indirettamente forse puo’ favorire la guarigione mettendo a suo agio il malato,..

      Sai, nel mondo moderno c’è il problema – sollevato da pediatri etc. – dei bambini i quali imparano sempre più tardi a usare il vasino. Come mai? Perché, dicono gli esperti, i pannolini sono sempre piu comodi e asciutti e il bambino… non sente nessun bosogno di cambiare, anzi stare col pannolino è molto piu comodo, meno fastidi, meno responsabilità…
      Per malati psichici (e anche non psichici) è la stessa cosa: se li fai stare a loro agio nella malattia, non guariranno mai, non hanno motivazione per farlo. Sciamani lavorano nel modo opposto a psico-terapeuti: noi vogliamo che il malato stia male, anzi molto peggio nel sua malattia, così farà ogni sforzo per cercare di ottenere dagli Spiriti l’aiuto per guarire….Ma quando lo farà, ed è lì la sorpresa, sprofondando nel male, scoprirà il Potere nascosto in fondo al pozzo della malattia: appena userà quel Potere o guarirà o comunque non si sentirà piu malato.  Per questo i Riti sciamanici comportano sacrificio, digiuno e anche rischi fisici.
      Psicologi invece tendono a cercare di farti stare bene nella tua malattia, ma cosi non si guarisce. Se fanno questo, a parte il sospetto – fondato, nel caso di alcuni professionisti – che vogliano prolungare all’infinito le cure e creare un rapporto di dipendenza nel paziente, è per un motivo, che nessuno ammette ma che “ufficiosamente” dicono, come so bene, dato che mia moglie è psicologa: che il malato o tanto non puo guarire oppure guarirà da sé. In entrambi i casi il massimo che si può fare è farlo sentire meglio…
      Poi è vero che, in un momento di grave crisi, per metterci una pezza e non crollare, avere qualcuno che ti ascolta è una buona medicina, ma funziona anche se ti confidi col portiere… che almeno è gratis 🙂
      Alla lunga però fa peggio.

       Infine volevo sempre chiedergli se lo sciamanesimo potrebbe essere utile in tutti i casi, anche quelli piu’ estremi…

      No, purtroppo no. 

      Concordo con l’articolo che citi, malattie mentali sono chiamate di Spiriti e molti malati potrebbero diventare grandi sciamani o comunque comunicare Poteri e visioni di Altri Mondi. Ma come ho visto in alcuni casi, specialmente due nella mia esperienza, questo processo si blocca per le tremende pressioni sociali, della famiglia, dell’ambiente, della medicina… La malattia è vista solo come un disturbo fastidioso, che soprattutto disturba gli altri, e che DEVE essere “normalizzato”.
      Se tu trovi un senso nella tua malattia ne otterrai il Potere – se non ne trovi un senso, credi solo di essere tu difettoso e sprofonderai nel male.

  • Forse dovevo essere piu’ chiaro in questa frase…
    ho scritto…

    “Certo magari il trattamento sciamanico risolve il problema alla radice, ma secondo lui non ha neanche un minimo di utilita’? ”

    Ovviamente volevo sapere se la psicoterapia non potesse avere un po’ di utilita’ nonostante una maggiore efficacia dei trattamenti sciamanici…

  • Ti ringrazio moltissimo, mi hai dato delle risposte estremamente precise rispetto a cio’ che volevo sapere. Avevo gia’ letto qualcosa nel tuo sito rispetto a questa visione, pero’ forse in quel caso non era attinente alle malattie psichiche, anche se il discorso vale per tutti i tipi di malattie. Si potrebbe definire la guarigione sciamanica una sorta di “omeopatia-spirituale”… 🙂 Infine voglio ringraziarti nuovamente per aver dato la possibilita’ all’occidente con questo sito di attingere alla grande saggezza sciamanica originaria! 🙂

  • A proposito di depressione, ho assistito per caso a un episodio piuttosto strano.

    Vedo una persona sdraiata in mezzo alle strisce pedonali, con la faccia rivolta verso terra, non ho visto bene se e come fosse caduta. Era in una posizione strana, con le braccia lungo i fianchi, la faccia che combaciava perfettamente con l’asfalto. Un peso morto, insomma. Per un attimo ho creduto che fosse un manichino.

    Quando l’abbiamo soccorsa, il viso non sembrava che mostrasse segni di lesione, ma in compenso non avevo mai visto uno sguardo così spento prima d’ora. Era cosciente, e al signore che le sollevava la testa ripeteva “me ne sto andando”.

    Forse mi sono suggestionato, ma mi è sembrato che quella persona fosse come assente, morta dentro. Non mi pareva che si fosse fatta fisicamente male, ma il sangue mi avrebbe impressionato meno.

    Concordo con la visione di Tsunki. Noi moderni siamo angosciati dall’idea di rischiare la pelle, letteralmente, e non facciamo altro che anestetizzarci (non solo con i farmaci o le droghe) e morire di una morte subdola e decisamente più spaventosa…

  • Argomento interessante.
    Una domanda mi sorge spontanea.
    Se una persona ha facilità a scendere, come fa, essendone consapevole, a cercare e portare su potere per la sua vita?

    • Francesco de Giorgio

      L'anima che va giù frequentemente, l'anima depressiva, è un'anima ferita per una vecchia lesione oppure che è stata ferita da piccola o gravemente e ora è fragile in qualche punto, dove basta poco e si ferisce facillmente.
      Risalire è come nuotare o tornare a galla, essere consapevoli di dover nuotare o volerlo fare, non aiuta affatto a imparare a nuotare, così come voler dormire impedisce di addormentarsi!
      E chi ha un ferita aperta, non riesce a imparare a stare a galla, ci riesce con fatica solo se già sapeva nuotare.
      Per riuscire a tornare a galla è necessario lasciarsi andare (in modo da sentire poco il dolore!) abbandonarsi con fiducia e non essere concentrati sul bisogno di ottenere un risultato o sui propri bisogni in genere, tantomeno sulla ferita che altrimenti farà piu male e ti farà contrarre trascinandoti giù! 
      Maggioranza di anime ferite non sanno nuotare, tornano a galla solo quando la corrente li spinge su. Quasi impossibile quindi che possano riuscire a prendere volutamente qualcosa dal fondo del mare.

      È piu facile rispondere a una domanda inversa e dirti chi non riesce a portare su Potere: non ci riesce chi manca di fiducia; non ci riesce chi è concentrato sulla propria malattia e interessato solo a guarire; non ci riesce chi è egoista o centrato molto su di sé, interessato ai propri bisogni o ai propri gretti desideri personali o comunque ha obiettivi limitati che girano tutti intorno a lui o lei.
      Uno dei motivi di questo è che, a dispetto delle balle che ha raccontato per duemila anni il cristianesimo seguito dal suo figlio razionalistico, l'illuminismo, in realtà l'individuo non conta nulla, è come uno snodo attraverso cui passano Poteri che vengono da lontano e vanno altrove, e solo i Poteri che passano  hanno valore, mentre quello snodo, l'incrocio è quasi accidentale, dura un battito di ciglia e sparirà senza lasciare traccia. A volte alcuni individui, molto pochi, sono importanti, ma solo "per caso", per la posizione di quel nodo nella rete dei flussi di Potere, ma solo i flussi di Potere hanno importanza.
      Noi viviamo in un'illusione di importanza: pensate a un incrocio di binari, sui quali corrono treni con passeggeri di prestigio che vanno da Roma a Milano e treni merci con carichi preziosi che vanno da Firenze a Venezia e altri treni merci con combustibili che vanno da un altro luogo dove sono prodotti fino a Torino e poi altri passeggeri importanti che vanno da Firenze a Torino… E io sono l'incrocio di quei binari e mi illudo che ottengo/conquisto poteri importanti da Roma e altro da Firenze, beni preziosi da Firenze, fonti di energia da chissà dove e mando Poteri ed energia a Milano, Venezia, Torino… Sto soltanto guardando la realtà dal punto di vista sbagliato, lo adotto perché… è il mio, quello dell'incrocio ferroviario.
      Noi viviamo in questa fantasticheria, ma anche se la nostra mente è convinta della nostra importanza personale, la nostra anima vede la verità e quindi "sa" che i miei obietttivi egoistici e personali sono irrilevanti, privi di senso e percepisce una perdita di senso, il che la trattiene giù.
      Una delle ragioni della vasta diffusione della depressione nel mondo contemporaneo è che oggi, a differenza del passato, e sempre di più, tutti veniamo educati all'egoismo e all'individualismo fin dalla culla!
      Riesce a prendere Potere chi ha scopi che lo trascendono, chi vuole fare qualcosa per gli altri e non per se stesso, o chi ha un grande progetto, una Visione ampia.
      L'artista ad es. vuole dare qualcosa al mondo, la sua opera d'arte, è questo che gli fa prendere potere e risalire – se è o diventa gretto, e vuole solo avere successo e essere riconosciuto, non riuscirà a produrre niente di valore né ad uscire dalla depressione.

      Chi quindi è con-centrato su di sé e al massimo i propri stretti dintorni, puo essere curato da uno sciamano e guarire, ma non puo curarsi da solo e comunque, anche curato dallo sciamano o da un bravo curandero… probabilmente si riammalerà.

  • Molto tempo fa, per depressione o per viltà ho deciso di suicidarmi, ho visto quella bellissima luce bianca e poi…. niente, mi sono risvegliata in questa realtà. Ho raccontato del mio suicidio ad uno sciamano messicano chiedendoli cosa mi è successo oltre la luce e nel buio, mi ha detto che sono andata nel regno dei morti e che sono stata aiutata da un grande Spirito che mi è vicino a ritornare e che la mia è stata una grande prova sciamanica. E’ così anche nella depressione?Bisogna arrivare al fondo e poi rialzarsi?

  • Interessante questo Articolo.
    Conosco molto bene l’Argomento.
    In passato ho avuto episodi sia di depressione che di attacchi di panico. L’ultimo il più debilitante poco prima di trovare la Via Sciamanica; è stato un punto di svolta fondamentale.
    In Famiglia questo fenomeno è stato ed è presente. Mio Padre, subito dopo la mia nascita, cadde in uno stato depressivo molto forte che lo mise in blackout per più di un decennio facendogli rimuovere completamente quell’arco di vita. Una depressione passiva, da automa. Anche una volta ripresosi, sicuramente non del tutto, ha mantenuto quell’atteggiamento.
    Mia madre ha tutt’ora uno stato depressivo che i medici chiamano “reattivo” cioè sembra “reagire”, essere normale, fa le cose come tutti ma in realtà manifesta disagi, anche importanti.
    Personalmente ho sempre, seppur con molta fatica, trovato la chiave o meglio la scala per Risalire dai Mondi Sotterranei, c’è sempre stato l’input “ora basta”. Hanno tentato la via Medicinali ma appena mi rendevo conto che rimbambivano, togliendomi forze…li ho salutati. Senza fare alcuna diminuzione graduata della dose, smessi e basta con alcun effetto collaterale. Secondo me perchè c’era voglia ed intenzione di star bene da sola e sapevo di poterlo fare, se volevo. Mentre mia madre è regolarmente imbottita e se, com’è capitato un paio di volte, rimane senza…va in crisi d’astinenza come accade per le droghe più potenti.
    Io credo che tutto sia dovuto al suo atteggiamento crogiolatorio e vittimistico. Sta comoda nelle sue malattie, finge di reagire e vanta grande forza anche ma in realtà le piace sia esserci dentro che manifestarlo; è una condizione che la fa sentire al centro dell’attenzione, “inattaccabile”, da compatire, può lamentarsi in qualsiasi occasione anche la più Felice ed ha la sempre una scusa per per celare Egoismo dietro la Malattia. Idem mio padre.
    Anche questo pilota, se non erro, aveva scritto “farò qualcosa per cui tutti mi ricorderanno”. Era in depressione e poi si dice uscito ma forse proprio per questo ritorno ai margini, ha trovato una via più impattante. Secondo me soggetti che agiscono così è perchè raggiungono una fase Egoica spropositata, tutto ruota intorno a loro, il resto non esiste, gli altri sono personaggi marginali del suo Teatrino, il Protagonista è solo lui. Il fatto che abbia trascinato con sé anche chi non era correlato alla sua Vita sembra confermarlo.
    Credo che chi si perde completamente negli antri Oscuri e perde il vero senso della sua Esistenza qui, il senso del Tutto, alla fine, vuol proprio essere il più visto e trova il modo anche il più distruttivo di elemosinare quell’attenzione. Diventa poi, paradossalmente, proprio questo il “senso” ultimo della sua Esistenza.

  • Rileggo questo articolo dove Tsunki prevede che il fenomeno potrebbe diffondersi, pensando al recente “Blue Whale”… Non ho mai sofferto di depressione e per fortuna nessuna persona vicino a me si è mai tolta la vita, quindi non riesco neanche a concepire come possa diffondersi una depressione che porti a gesti così estremi…
    È veramente angosciante perché si tratta di ragazzi giovanissimi, che a quanto pare inizialmente non sono neanche depressi, iniziano a “giocare” per sfida. Chissà cosa penserà di noi la civiltà che verrà dopo questa. Anche cose del genere, in antichità, non penso siano mai esistite. Martiri di persone praticamente costrette a togliersi la vita sì, che è ben diverso, ma ancora più angosciante è che i ragazzini che seguono questo “gioco” idolatrano quelli che si sono tolti la vita alla stregua dei martiri.

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