Guerra e Paura

La Guerra.

Finalmente la guerra. La gente, in Europa, aveva un grande bisogno della guerra e adesso, in qualche modo, ce l’ha. Diciamo che ha preso un’epidemia, più grave di quelle che avvengono di solito e l’ha trasformata… nella “IIIa Guerra Mondiale”.

Avevo già predetto, diciamo così, molto tempo fa che questo doveva succedere.

Sono molti anni che dico – ai miei allievi più ristretti ma, francamente, devo averlo detto varie volte anche in Cerchi pubblici, insomma, aperti a tutti – che la gente ha bisogno di una Guerra, perché non vede niente di simile da settant’anni e che, una guerra, sarebbe arrivata in qualche modo; perché quando tu hai un grande bisogno di qualcosa, quel qualcosa, prima o poi…arriva, oppure, lo fai accadere tu.

Se sono tante persone che hanno bisogno di qualcosa, riescono a farlo accadere, con maggior Potere di una singola persona.

Ma perché dico che “la gente aveva bisogno di una guerra” ?

Sembra qualcosa di “molto politicamente scorretto”; lo dico perché, come recitava il poeta: “ci sono più cose in cielo ed in terra di quante ne racconti la tua filosofia”.Ci sono molte cose che non rientrano nella nostra filosofia, nella nostra visione del Mondo, nella nostra etica, nel nostro senso di giustizia. Non rientrano in niente di tutto questo. Non sono delle forze che l’intelletto può capire e non può capirle neanche il Cuore.

Sono forze molto più profonde. La gente aveva un bisogno viscerale, profondo, fisico incontrollabile, inconsapevole…di una Guerra.

Perché credete che i bambini giochino alla guerra?

Se voi, volete capire come funzionino davvero le persone, la Natura, nel profondo…guardate i bambini che non sono stati ancora inquadrati, non sono stati ancora irregimentati dall’educazione. I bambini giocano alla guerra, non giocano alle trattative diplomatiche perché sono noiose, non giocano alla pace, noiosissimo….giocano alla guerra. E gli adulti, quando ritornano bambini, cioè quando si svagano vedendo dei film, vedono film di una violenza terribile, sempre più terribile.

Mia moglie, l’altro giorno diceva: “ma perché questa gente, vedono tutti dei film dove c’è una violenza incredibile, dei rischi terrificanti, degli ammazzamenti inverosimili e poi…se la fanno sotto per un’epidemia, che ammazza solo vecchi decrepiti?” e già malandati, tra l’altro. Perché? Eh proprio perché non hanno mai visto una guerra ma ne hanno un gran bisogno.

Se voi guardate ai film ed ai libri di tanti anni fa, vedrete che c’era molta meno violenza. La violenza c’era sempre, c’erano sempre le storie di guerra, le storie di omicidi, di ammazzamenti di cose così ma… la violenza era molto minore di quella di oggi e molto meno esagerata, soprattutto. Soprattutto molto meno esagerata.

E perché questo? Beh perché, innanzitutto, la gente di una volta conosceva davvero la violenza e la guerra e, quindi – intanto, potevano riconoscere se era esagerata o inverosimile, come lo riconosco io che ho vissuto in zone dove c’erano guerre e, quindi, mi metto a ridere quando vedo un film, come ho visto qualche tempo fa, che era, (all’inizio del 2000 mi pare), con Bruce Willis…“Last man standing” (“L’ultimo uomo che rimaneva in piedi”) che era, totalmente, inverosimile dall’inizio alla fine. Sparava anche più proiettili di quanti potesse averne nell’arma degli anni ’30 – la gente di una volta si sarebbe accorta subito che Bruce Willis non poteva sparare più otto colpi perché negli anni ’30, non esistevano caricatori con più di otto colpi, per dire.

Perché era gente che aveva fatto la guerra. Riconoscevano immediatamente l’esagerazione ed, inoltre, a quella gente lì, bastava poco per evocare il concetto – concetto non è il termine giusto – per evocare il Potere della guerra e della violenza; e quindi non era necessario far vedere chissà che di tremendo, bastava poco.

La gente moderna, non sa tutte queste cose e, inoltre, siccome gli manca la guerra da tanto, le fantasie su …. cioè quando a te manca qualcosa di cui hai bisogno, lo trasferisci nella fantasia ma se quella cosa, continua a mancarti, la fantasia diventerà sempre più eccessiva, sempre più esagerata, sempre più estenuante addirittura; perché cerca di sostituire qualcosa di cui avresti bisogno nella realtà.

E per questo, i film di guerra, diventano o, gialli, diventano sempre più eccessivi e più assurdi e più ridicoli; proprio per questo bisogno di una guerra.

Ma ritorniamo alla domanda: “perché mai la gente avrebbe bisogno di una guerra?”.Uno può pensare e dire: “è come a dire che uno ha bisogno del mal di denti”, eh, perché vedete, non si può vedere il Mondo, completamente, come lo vedono gli Occidentali.

Non è possibile, davvero, separare il bene dal male.

All’interno del bene… si nasconde il male e all’interno del male… si nasconde il bene”. Questo è il più grosso insegnamento sciamanico che può essere dato.

All’interno del bene… si nasconde il male e, all’interno del male… si nasconde il bene”.

Quando io – che adesso è una cosa data per scontata ma una volta non lo era – quando io ho tanto da mangiare, posso mangiare tutto quello che voglio. Perché anche il mangiare, in realtà, incide pochissimo sul bilancio di una famiglia (com’è adesso) ed io posso mangiare tutto quello che mi pare, questa sembra una bellissima cosa – una volta la gente poteva mangiare la carne, solo la domenica e non perché era vegetariana – sì, sembra una bellissima cosa ma, in realtà, poter mangiare tutto quello che ti pare….porta la glicemia alta, il diabete, le malattie cardiovascolari, l’obesità.

Capito? “nel bene si nasconde il male”.

Non avere da mangiare, può sembrare una cosa orribile e lo è, però, ti da uno stimolo fortissimo e, anzi, il Potere di realizzare qualcosa contro ogni possibilità, per cambiare in meglio la tua vita e molti riescono a prendere quel Potere e a realizzare grandi cose.

Nascere da una famiglia ricca, sembra una cosa bellissima, sei un privilegiato, già! Però, molti di loro, si danno alle droghe pesanti e/o sperperano tutto il patrimonio di famiglia. Nascere povero, al contrario, etc etc etc…

Nella guerra….la guerra sembra una cosa tremenda – e lo è una cosa tremenda – e la pace sembra una cosa bellissima ma, la pace è bellissima se è una pausa tra due guerre o tra una guerra ed un’epidemia; se, invece, la pace si prolunga molto, svuota di valore tutte le cose.

Niente vale più niente, o non si capisce cos’è che vale.

La gente può considerare cosa più importante della vita, comprare l’ultimo I-Phone, o, si può prostituire per una ricarica del cellulare, o l’amore…. può essere qualcosa che viene sbattuto in piazza, come un gioco, in un programma televisivo cretino. Niente ha più senso, non si sa più cos’è che ha senso o cos’è che ha valore; si svaluta, improvvisamente, tutto.

Ma se succede una guerra, improvvisamente, no, le persone riacquistano la percezione di che cosa vale e di che cosa è importante nella loro vita. Lo stesso succede nella malattia. Le malattie gravi nascondono un grande Potere, così come le guerre e le epidemie. 

Una malattia acuta, come quella che può capitare anche con l’epidemia, così come una lotta, se non ti uccide…ti rende più forte e più saggio.

Avete mai visto come sono state rese più forti e più sagge, persone che hanno passato gravissime traversie, come una gravissima malattia, o la guerra, o un incidente molto grave. Non a tutti succede di diventare più forti e più saggi, non è automatico ma in quella disgrazia, in quella sfida, c’è nascosto dentro, il Potere di diventare più forti e più saggi. Quando sei malato, tu improvvisamente, no, ti rendi conto di quanto contino gli affetti delle persone care, piuttosto che i like su facebook.

E quando sei in guerra, ti rendi conto di come contino alcune cose nella tua vita e alcune altre a cui davi importanza, non ne abbiano nessuna. Ti riporta con i piedi per terra e ti ridà la giusta misura delle cose.

Un mio Maestro, uno dei miei due Maestri diceva che “gli Spiriti avevano – se qualcuno preferisce può dire Dio – gli Spiriti, avevano nascosto il Potere, dentro la sofferenza, dentro le cose brutte, perché, altrimenti, sarebbe stato troppo facile per gli uomini procurarselo. Ma, se ti procuri Potere troppo facilmente, questo distrugge la tua vita, perché il Potere brucia, bisogna imparare a maneggiarlo”. Questo insegnava e aveva ragione. Aveva ragione.

Questo Mondo qui, specialmente in Europa, non vede una guerra o una vera disgrazia – una vera disgrazia cosmica, diciamo , generale – che colpisce l’intera Nazione…da settant’anni! Sono accadute delle cosucce, che sono state percepite in maniera esageratissima, anche quelle, tipo gli anni di piombo etc ma erano francamente cosucce. Io non ho mai avuto, nemmeno la percezione vaga, che gli anni di piombo potessero rovesciare il sistema.

Questa civiltà mancava di una guerra e adesso è arrivata. In realtà è arrivata in un’epidemia, un’epidemia che non è molto grave è una brutta influenza, in realtà ma la gente reagisce come in guerra.

Osservate che la gente reagisce come in guerra? Cioè la gente dappertutto, in Europa, non soltanto in Italia, anche in Svizzera a Nord delle Alpi, anche in Germania, in Svizzera hanno fatto addirittura un appello per dire “guardate che non è necessario farlo” la gente va a svaligiare i supermercati – non svaligiare di notte tipo ladri, anche di notte, quando erano aperti di notte – a svaligiare in senso al “fare incetta di provviste”; perché? Non esiste nessun pericolo di rimanere senza provviste, non c’è nemmeno nello scenario peggiore, per il momento, questo pericolo, dovrebbe cambiare moltissimo lo scenario ma allora può succedere di tutto.

Perché fare provviste? Perché è quello che si fa in guerra.

Quando scoppia la Guerra la gente fa incetta di provviste perché in guerra scarseggeranno e, poi, verranno razionate, saranno date le tessere annonarie e così via – chiedete ai vecchi.

La gente sta reagendo come in guerra ed anche i Governanti, stanno reagendo come una guerra, stanno facendo un grande coprifuoco. In alcuni Paesi c’è proprio il coprifuoco, mi hanno detto che in Olanda c’è il coprifuoco alle h. 18.00. La serrata dei negozi, si fa in guerra, nelle fasi gravi della guerra. La chiusura delle scuole si fa nelle fasi più gravi della guerra.

Sono tutti comportamenti che si fanno …in Guerra.

Anche se la gente non ha mai vissuto la guerra, ha il modello della guerra iscritto dentro di sé, nella sua carne; quella stessa carne che sentiva il bisogno di una guerra e che adesso si esprime, reagendo come una guerra, con gli stessi meccanismi.

In effetti, un’epidemia è molto simile ad una guerra. Perché un’epidemia è dovuta a forze – per esempio della Natura – che vengono scatenate, contro l’umanità o un pezzo dell’umanità. E’ proprio così, la Natura, la Madre Terra – come diremmo in linguaggio sciamanico – o altri Spiriti dei Mondi Sotterranei …ti attaccano, mandandoti contro il loro esercito ed il loro esercito sono batteri o virus ed agiscono esattamente come una guerra. La Natura ti attacca, per vari motivi, spesso, semplicemente, per ridurre il numero di umani perché sono troppi e scocciano, alterano l’equilibrio. Ma adesso non ci occupiamo dei motivi di questo attacco. 

Ma l’epidemia è un attacco di Spiriti diciamo, forze potenti della Terra o può essere anche un attacco di altri uomini, perché, naturalmente, un virus può venire creato in laboratorio ed essere utilizzato proprio come un’arma, viene lanciato – più che come un’arma, viene utilizzato come un esercito; è proprio un esercito.

Ma come?” qualcuno dirà, io ho detto – anche poco fa e poi l’ho detto nei video precedenti – che “questa epidemia non è niente di particolarmente grave è la gente che si spaventa per poco”. Sì, l’ho detto e lo ribadisco ma, vedete, per attaccare della gente paurosa…basta poco. Se io devo minacciare una persona che è abituata alla vita dura e ad avere a che fare con dei gangster devo puntargli contro una pistola – è solo una metafora eh – ma se devo minacciare una persona paurosa che non ha mai incontrato un pericolo fisico, vero, in tutta la sua vita, mi basta dargli uno schiaffo, forse, mi basta anche solo il gesto dello schiaffo e già si spaventa.

Allora, la Natura per attaccare l’Europa – o qualunque forza che voglia attaccare l’Europa – non ha bisogno di scatenare l’Ebola, o il Vaiolo. Questo c’era bisogno per gli anni passati, per quegli attuali, basta una brutta influenza e già se la fanno sotto dalla paura e, non soltanto la gente comune, anche i Governanti; il che è un pochino sconcertante e preoccupante ma d’altronde ce lo si poteva aspettare. Alcuni Governanti, van bene più di altri, perché diciamo che, per esempio in Svizzera, a Berna, molte decisioni sono state prese, per venire incontro, diciamo, alla paura della popolazione. Lo hanno anche detto, per esempio, qui in Svizzera avevano chiuso le scuole superiori ma non le scuole dell’obbligo ma, poi, dopo poche ore, hanno ordinato la chiusura delle scuole dell’obbligo, qui in Ticino, non in tutta la Svizzera.

E nessuno capiva come mai questo voltafaccia, perché di solito la Svizzera – non è l’Italia, che cambia idea continuamente – prendono decisioni molto misurate, molto meditate, generalmente. Il Governo Svizzero, il Governo di Berna, lo ha proprio praticamente detto, ha detto: “non riuscivamo, noi avevamo chiuso solo le scuole superiori, però non riuscivamo a spiegare alle persone perché le scuole superiori fossero chiuse e quelle dell’obbligo no e, quindi, abbiamo chiuso anche quelle”.

Cioè proprio… in realtà, c’è un’ottima ragione per fare così, davvero un’ottima ragione, perché i bambini non vengono colpiti dal virus, ossia, se vengono colpiti sono o asintomatici, o hanno una normale influenza; non esiste nessun caso al Mondo di bambini in terapia intensiva. E, quindi, l’unico pericolo dei bambini nella promiscuità è che possano contrarre il virus e trasmetterlo agli adulti, specialmente agli anziani – i nonni, così – però, tenerli a casa al posto di mandarli a scuola non è affatto un’ottima soluzione, perché favorisce lo scambio intergenerazionale, che può peggiorare la diffusione del virus e, quindi, molto saggiamente non erano state chiuse le scuole dell’obbligo. Ma vai a spiegarlo alle mamme terrorizzate ed isteriche; ed hanno dovuto chiuderle.

Comunque, in linea di massima, no ? I Governi di tutta Europa, sono terrorizzati, sono indubbiamente terrorizzati ed hanno preso misure, sicuramente, piuttosto esagerate. Si potevano cercare altre soluzioni, meno draconiane e meno disastrose per l’economia, per contenere questo Virus.

Ma non è di questo che mi voglio occupare in questo filmato.

Quello che importa è che, siccome il virus è stato trattato come un esercito nemico molto potente, anche se non è così potente, qui siamo, effettivamente, in una guerra ed, inoltre, stiamo dando Potere al virus, in qualche modo. Ora, speriamo che non lo prenda, mutando e diventando più pericoloso di quanto non sia, perché, per il momento, non è molto pericoloso.

Ma, comunque, viene vissuta come una guerra perché la gente è terrorizzata.

La guerra, però – ripeto – è una grandissima occasione; ha un grande potenziale. Si può prendere grande Potere da una guerra… per cambiare la propria vita.

Pensate a quelli che si arricchiscono durante le guerre, o durante le epidemie. Questa è una cosa brutta cosa da fare, naturalmente è uno sciacallaggio no? Cioè ti approfitti delle disgrazie degli altri e non vi sto consigliando di fare questo, anzi, assolutamente no…ma – perché quando si fanno queste cose, poi in qualche modo si pagano – è per mostrare che c’è un Potere nella Guerra.

Si può prendere male questo Potere come, appunto, approfittandosi per arricchirsi a danno di altri, si può prendere meglio, arricchendosi lo stesso ma non danneggiando le persone, o si può prendere in altri modi. Il Potere è disponibile.

Ma per ottenere il Potere che c’è nella guerra, bisogna superare la Paura.

Perché io, sì, prendo un po’ in giro, no? Ma mi rendo conto che la gente, qui è tremendamente spaventata. Bisogna riuscire a gestire la paura; perché la paura è un alleato ma è un alleato molto ingombrante. E’ un alleato perché ti protegge dai pericoli. Se hai paura del vuoto, no, non ti butti dalla finestra. Però, nelle situazioni di vita, dove non ci sono grossi pericoli – come in Europa – io ho verificato che sono più fortunati quelli che non hanno paura per niente e, quindi, occorrono il rischio dell’incoscienza, di quelli che hanno troppa paura.

Ripeto, la paura è un alleato molto ingombrante. Bisogna cercare di confinarlo, o di eliminarlo e questo sarà il primo passo sciamanico, da fare, per cogliere il Potere buono che è nascosto in un’epidemia cattiva.

E vorrei aggiungere una cosa, a margine.

Ieri mi ha fatto un po’ divertire un Tweet del CICAP, sapete? quei talebani della scienza – io non ho niente contro la scienza, al contrario ma non mi piacciono i talebani della scienza – e quelli del CICAP, ironicamente, con una facile ironia, dicevano: “Ringraziamo tutti gli astrologi, che per quest’anno, non hanno previsto la più grande epidemia del dopoguerra” e c’era l’esempio di uno, credo che si chiami Fox, che diceva “il 2020 sarà un anno fortunato”.

Sì, dunque “la più grande epidemia del dopoguerra”, di quale dopoguerra? La guerra del Golfo? dell’Afghanistan? Perché se si parla della IIa Guerra Mondiale, la più grande epidemia rimane l’Asiatica che, solo nel primo anno, ha ucciso un milione di persone ed è andata avanti per 3 / 4 anni uccidendone circa due milioni in tutto.

Ma, vedete, come si altera la realtà quando si ha tanta paura, no? E’ diventata “la più grande epidemia del dopoguerra”, in realtà, è quella che ha avuto la più grossa reazione da parte dei Governi, della gente, questo sì, perché rispetto alla gente del ’60 che aveva fatto la guerra, questa è gente che non ha mai visto un pericolo in vita sua e, quindi, si spaventa.Sono come bambini che si sono sbucciati un ginocchio e gridano “oddio dio dio sto morendo dissanguato!” la sbucciatura al ginocchio è sgradevole e può essere molto dolorosa ma non stai morendo dissanguato è una sbucciatura al ginocchio.

Detto questo, però, l’annuncio del CICAP – io non sono un astrologo e quindi non mi metto a difendere gli Astrologi – ma in effetti devo dire che, il CICAP, in questo ha ragione…non c’è qualcuno che può prevedere il futuro, non esattamente, o meglio, Sciamani, o anche altre persone, spesso artisti, in modo inconsapevole, possono sapere quello che accadrà ma vedete, non possiamo dirlo.

Ora, i talebani del razionalismo diranno “eh è molto comodo così”, sì, non m’interessa se è comodo o scomodo. Si può verificare, in realtà, se uno ha la mente un po’ aperta, no che un’altra persona lo sapeva prima, leggendo tra le righe di quello che aveva detto ma noi, vedete, non sappiamo le cose per farci giudicare dal CICAP – di cui non ci frega niente – noi non possiamo dirle queste cose, perché non è previsto che vengano rivelate, devono rimanere segrete.

Se viene rivelato, qualcosa di grosso che noi sappiamo, semplicemente, le forze cosmiche, che governano certi avvenimenti… prendono un’altra strada, il che non significa che è stornato il pericolo, se no sarebbe facile “io prevedo che c’è una guerra, rivelo a tutti che ci sarà una guerra e, così, la guerra non avviene” No! Semplicemente non avviene più in quel modo. Non avviene più in quel periodo e non avviene più quella cosa li ma ne avviene un’altra; succede tutto in modo diverso ed in tempi diversi ma succede ugualmente, semplicemente cambia strada, perché richiede che non si sappia e che le persone non siano preparate.

Se le persone sono preparate… la strada viene cambiata.

Quindi, noi non possiamo rivelare, se sappiamo qualcosa.

Però, se uno va a guardare i lavori sciamanici che io ho fatto nello scorso anno 2019, vedrà che io ho fatto ben 3 Cerchi – cioè eventi – incentrati sul sangue.

Il primo, era riservato soltanto agli allievi avanzati e vi possono dire qualcosa loro, se vogliono – non so se avevo scritto anche qualcosa di pubblico, forse ne avevo parlato in una newsletter, che è pubblica, io adesso non me lo ricordo, qualcuno saprà meglio – comunque, il primo era “Il Bagno di Sangue” e, nel “Bagno di Sangue”, si affrontava proprio il punto che, lo spargimento di sangue, fin dagli albori della Storia, ha accompagnato la civiltà e che l’uomo, il passaggio di Potere, abbia bisogno, spesso, di spargimento di sangue cioè …di guerra; o epidemia che è molto simile alla guerra.

Proprio di questo si trattava.

L’altro evento in cui si parlava di sangue era “Il Taglio del Cuore” e poi, l’ultimo, era “La Danza del Sole” che era aperta a tutti, perché notoriamente è, di per sé, una Danza Guerriera, legata proprio alla guerra, nella quale, per la prima volta – perché è un Rito in onore del Sole e noi lo abbiamo fatto per molti anni, poi per qualche anno lo abbiamo saltato e, proprio l’anno scorso, l’ho voluto riprendere – ma per la prima volta io ho richiesto che le persone facessero un’offerta di sangue; non l’avevo mai richiesto prima.

In tutti e tre questi eventi, in tutti e tre, le persone sono state richieste di fare un’offerta di sangue – non sangue animale, stiano tranquilli li animalisti ed i vegani, non sangue animale, no no…il sangue proprio, facendosi un taglio – a tutti è stato richiesto di fare un sacrificio di sangue perché? E, in particolare, nella Danza del Sole ma… perché?

I sacrifici di Sangue, le offerte di sangue sono apotropaiche, cioè servono per stornare un pericolo, “si offre un po’ di sangue adesso per non doverne versare di più dopo”, per questo vengono fatte. Vengono fatte in particolare, quando ci sono pericoli fisici, come guerre ed epidemie.

Io li ho voluti fare, per preparare le persone del mio Cerchio, a quello che stava per accadere ma io non potevo dire che stava per accadere qualcosa, nemmeno sapevo di preciso che cosa.

Poteva essere guerra o epidemia.

Più probabile epidemia perché – ho detto no? “la gente di questo Mondo aveva bisogno di una guerra” – ma le guerre convenzionali, non possono più avvenire. Non possono più avvenire, se non a livello locale, molto localizzato. E’ molto difficile fare una guerra, convenzionale, su larga scala.

Vengono sostituite dalle guerre finanziarie. Le guerre finanziarie sono più pulite, non c’è spargimento di sangue, non ci sono quei cervelli spappolati, le interiora tirate fuori dal corpo, poi tutto quel rumore delle bombe, delle granate, delle pallottole; niente di tutto questo, sono silenziose, tranquille, uccidono lo stesso un sacco di gente, la fanno morire molto malamente ma in modo pulito ed in punta di piedi. E quindi…piacciono a tutti. Anzi, sono considerate la base della civiltà, visto che il mercato decide ogni cosa e “se anche decide cose inique, ha ragione lo stesso”.

Come una volta, tutto veniva governato dalle guerre, adesso viene tutto governato dalla finanza.

Però vedete, i bambini, non giocano alla finanza, continuano a giocare alla guerra.

Queste guerre finanziarie, non soddisfano la sete di sangue, di cui c’è bisogno e, allora, qualcosa doveva esplodere, non potendo esplodere una guerra convenzionale, doveva esplodere un’epidemia che è l’unica cosa che può avvenire nel nostro Mondo, anzi, il nostro Mondo, come si vede…. è poco preparato all’impatto di un’epidemia. Questa attenzione, potrebbe essere una prova, un piccolo saggio, no? Di quello che può succedere.

Perché, guardate bene, cosa succede per questo virus che uccide soltanto vecchi malandati. Pensate cosa potrebbe fare un virus veramente grave. Questo Mondo, questa società non è affatto preparata alle epidemie, quindi sono un ottimo modo di fare guerra.

Ecco, per oggi mi fermo qui.

Questo video è già molto lungo e, quindi, rimandiamo alla prossima volta di vedere come vincere la paura e poter prendere il Potere che c’è in una situazione di guerra.

 

Gracias a todo el Mundo.

Buenas Tarde.

La scoperta dell’acqua calda

“E’ giunta l’ora delle decisioni irrevocabili…” – no questo era Mussolini. Conte, invece, ha preferito, in modo più politicamente corretto, citare Churchill: “Questa è la nostra ora più buia” – “Our darkest Hour” – che è un pò un gioco di parole in inglese.

Churchill, questa frase, l’ha detta un paio di volte, almeno.  La prima l’ha detta riferita alla Francia: “Questa è l’ora più buia della Francia”, quando la Francia è stata invasa dai Tedeschi, dai nazisti e poi, mi pare che l’abbia detta soprattutto dopo  -“Questa è la nostra ora più buia”- quando ci fu il bombardamento di Londra e morirono, almeno, millecinquecento persone; e c’era il forte rischio che la Germania tentasse l’invasione della Gran Bretagna.

Ecco questa era “l’ora più buia” di Churchill e quella di Conte, invece…è il Coronavirus. Cioè, qualcuno si rende conto di cadere nel ridicolo, o no? 

Ieri mattina, mi aveva fatto anche un pochino sorridere, leggere una dichiarazione di Vasco, Vasco Rossi che, tutto bello vestito con il cappellino verde da militare, stile Che Guevara o Fidel Castro che sono grandi combattenti, hanno fatto un sacco di battaglie e lui ha detto – Vasco – “restate in casa seguite le indicazioni, questa è una guerra ma ce la faremo”. 

Questa è una Guerra? Ma a parte che non era lui quello che “voleva una vita spericolata”? o forse il pericolo era quello di strozzarsi con la birra al Roxy Bar, non so ma comunque, cioè c’era anche il cappellino di Fidel Castro….”Questa è una Guerra”?

Non è  Guerra questa.

Questa….è  Guerra!

Tanto per chiarire le cose e prendere la misura delle cose, perché qui sembra di essere in mezzo ad un “mondo di femminucce”, come si usava dire una volta – e  tanto per essere ancora un pò politicamente  scorretti, no? –  in mezzo ad un mondo di femminucce, di bambini che si sono sbucciati un ditino e pensano che sia una ferita di guerra. Non è una ferita di guerra! Eh.

Esta es soltanto una epidemia che uccide, quasi esclusivamente, vecchi malandati che tra poco morirebbero da soli, onestamente. E’ tutta gente che morirebbe di influenza, solo che di influenza non muore perché si vaccina, contro l’influenza. Questa è un’influenza per cui non c’è vaccino e quindi muoiono.

L’unico vero problema di questa epidemia è la tenuta del sistema ospedaliero, perché, naturalmente, c’è un pò troppa gente che finisce in terapia intensiva, anche se non morirà. Questo è l’unico vero problema. Ma che va risolto con delle misure, cercando di rallentare il contagio, ovviamente, per non avere troppa gente insieme ricoverata, perché il numero di morti comunque è veramente esiguo.

Ma, in realtà, l’argomento di questo video, doveva essere “perché l’Italia è il più grande focolaio del Mondo di Coronavirus dopo la Cina che lo ha creato” – probabilmente in laboratorio per giocare al piccolo chimico – va beh. Come mai? Come mai proprio l’Italia? perché è il secondo Paese al Mondo, no?

Beh, stamattina, mi sono divertito molto a leggere un Tweet – che adesso non so la notizia come fosse, non ho fatto “fact checking” – la notizia era “la scoperta dell’acqua calda”. Molte volte cose talmente banali, come l’acqua calda è difficile dimostrare che siano vere ma, questa era appunto una di queste “la scoperta dell’acqua calda”. 

I tedeschi, quando uno muore di Coronavirus ma ha anche altre patologie, lo classificano come morto delle altre patologie e non di Coronavirus e così, nelle statistiche, risultano pochissime morti i Coronavirus; visto che, quasi tutti, quelli che muoiono di questa grossa influenza, hanno altre malattie croniche, piuttosto serie, assolutamente.

E’ “la scoperta dell’acqua calda”… “oddio i tedeschi fanno questo, nascondono i veri morti di Coronavirus”.  Certo! E’ quello che probabilmente fanno quasi tutti i Paesi, tranne l’Italia che sono così stupidi… da non farlo. Questi tutti faranno non troppi tamponi – perché così non vengono fuori troppi contagiati, tanto la maggior parte della gente non gli succede un bel niente. E poi –  “coff coff ” –  ecco un pò di tosse, potrebbe essere  un pò di Coronavirus ma non si trasmette attraverso il video, state tranquilli.

E, quindi poi,  dopo,  quando ci sono i morti di Coronavirus, li classificano …se uno ha il diabete ed è morto di Coronavirus, dicono che è morto di una crisi diabetica, se ha la pressione alta, idem, no è tutto così; è chiaro non sono mica stupidi. Hanno perfettamente ragione a fare così, perché proteggono la gente dal panico e proteggono l’immagine del Paese, non la mandano a scatafascio e non distruggono l’economia.

Perché altrimenti succede come in Italia, nessuno più vuole venire in Italia e, adesso, nessuno neanche ci può più venire, perché l’hanno chiusa.

Vi rendete conto? Solo gli italiani sono così sciocchi, da fare un casino di tamponi, pubblicare le statistiche autentiche – nessuno pubblica le statistiche autentiche – e rivelare, tutti i veri morti di Coronavirus, probabilmente, in Germania avranno lo stesso numero di morti dell’Italia e lo stesso in Francia ma li tengono ben nascosti; li classificano come morti di altre malattie. Perché la gente va protetta, altrimenti succede il panico e, poi, devi mettere in lockdown tutto il Paese. 

Gli altri popoli che non sanno che tu, semplicemente, sei uno sciocco che non è capace di gestire una crisi e di stare zitto quando é necessario, pensano che, davvero, il tuo Paese sia il crogiuolo di tutte le malattie e chiudono tutte le frontiere con te. Il Turismo si azzera e si azzera tutto.

Ma….naturalmente è da matti.

Forse, a qualcuno di voi –  quelli che, insomma, vivono in Italia – forse, vi sta venendo il dubbio, no? Che, magari, non avete fatto poi tanto bene ad eleggere, al Governo, un partito creato da un saltimbanco. Cioè, non si è mai sentita una cosa del genere.

Si, va beh, in un altro Paese, un altro saltimbanco è diventato Capo del Governo o Presidente della Repubblica, non mi ricordo; sì….in Ucràina. Paese della “secolare  tradizione democratica”. Guardate bene in che compagnia siete in Italia, no? Con l’Ucràina; che non cambierà molto chiamarla Ucraìna, sempre lo stesso Paese è.

E’ una totale sciocchezza, prendere un partito, creato da un saltimbanco e, per di più, mettere come Ministri, Sottosegretari e quant’altro della gente, pescata a caso dalla strada, semplicemente, perché ha fatto un video che è piaciuto a….dell’altra gente in rete. 

Ma…stiamo scherzando?

Ma per essere Ministri e per  governare un Paese, ci vuole preparazione, preparazione e preparazione e poi…. ancora altra preparazione. Credo che sia meglio, com’era una volta, che ci  si applichi a questo, alla Politica, fin  da giovanissimi, fin dall’adolescenza. Ed, inoltre, servono nervi, anche in questo serve applicarsi fin dall’adolescenza; perché o si creano i nervi saldi, o se uno non riesce a crearseli, viene escluso. 

Perché, per fare politica, per governare un Paese – più che per fare politica – per fare lo Statista… servono nervi molto saldi. Lo Statista non si deve far prendere dal panico. Avete visto cos’ha combinato, invece, questo Governo? Si fa prendere dal panico come delle donnicciuole di una volta, non le donne di adesso. Le donnette di una volta, che non erano abituate a far niente fuori di casa e, si spaventavano subito.

E’ così. Sono passati – il vostro Governo, da quando c’è stato il Coronavirus – da mangiare un involtino primavera  – cioè mi sembra una gag ma invece è vera – abbracciare un cinese, perché il problema era… il razzismo contro i cinesi. Ma guarda!  Sono passati dal problema di non ferire la sensibilità di un cinese, poverino, che si poteva sentire discriminato, a dare le indicazioni agli anestesisti che. in caso manchino posti in terapia intensiva, discriminare quelli più vecchi e malandati.

Dal non discriminare un cinese che si può sentire ferito nell’animo, a discriminare un anziano e lasciarlo morire; è un pochino da un estremo all’altro. Naturalmente la seconda misura è assolutamente necessaria, se mancano i posti letto, ovviamente.

Ma…sono passati da, dal non chiudere immediatamente le frontiere con la Cina, anzi, chiudere i viaggi dalla Cina ma si poteva passare   per… solo quelli diretti, quelli indiretti andavano bene. Completamente priva di senso, perché tutti hanno fatto il giro per entrare, praticamente, che ci vuole.

Son passati da questo a fare il lockdown di tutto il Paese, tutto il Paese chiuso, come se fosse in guerra. La gente – quella che non ha nervi, perché sono gente comune della strada, che sta al Governo – sta reagendo come per una Guerra.

Ma non è una Guerra! – ripeto ancora una volta – è mancanza di nervi.

Quindi, se la gente è spaventata, dicono “oddio chiudiamo tutto!”. Hanno cambiato gli ordini in poche ore, vi rendete conto? Prima avevano chiuso soltanto le scuole, poi il giorno dopo chiudono tutto. Già quello segnala che non c’è niente di meditato; è  tutto fatto sull’onda emotiva. Ma un Governante non deve fare  niente sull’onda emotiva.

Eh. E questo spiega perché l’Italia, comunque è il crogiuolo mondiale del Coronavirus. Perchè è così…ingenuo, la popolazione,  anzi i Governanti sono così ingenui e umorali e privi di nervi che – hanno fatto un casino  nella gestione, drammatizzandola esageratamente e – hanno pubblicato tutte le statistiche autentiche, ovviamente, facendo risultare l’Italia un disastro, perché nessun altro le pubblica autentiche.

Rimane, sempre la domanda, che avevo fatto nel primo di questi video: “perché l’Italia è così sfortunata?”. E, adesso, qualcuno mi dirà: “ma hai già risposto! Non è sfortunata, in realtà, ha fatto casino!” Si, questo è vero naturalmente e l’ho appena detto. Però, è anche vero che, all’Italia ne sono capitate tante, che non sono collegate con il Coronavirus e non possono essere colpa del Governo Conte. Uno o due che sia. 

E’ capitato la tragedia della valanga di Rigopiano, dove sono stati, naturalmente, tutti prosciolti – figuriamoci – e poi è capitato il crollo del ponte Morandi e disastri di inondazioni, il terremoto di Amatrice e non so di dove altro e…sono tutti uno dietro l’altro, da un anno all’altro; si inanellano un anno dopo l’altro tutte queste catastrofi. 

Per non parlare delle questioni economiche che, non appena, l’Italia cerca di trovare un sistema – solitamente piuttosto patetico – per risollevare leggermente l’economia (si fa per dire), succede un qualche disastro, come adesso il Coronavirus che la sprofondare l’economia. Anche perché, con quella gestione lì del Coronavirus, l’economia viene massacrata completamente.

Se continua un po a lungo, questa cosa, gli ci vorranno dieci anni per tirarsi su. 

Allora “come mai l’Italia è così sfortunata?” questa è la domanda sciamanica che voglio porre. Poiché c’è sempre un senso nelle cose, c’è un senso.

In quanto al Coronavirus, auguro a tutti di non ammalarsi ma io sarei quasi propenso – non ho fatto nessuna visione sciamanica sul Coronavirus, mi sono rifiutato, per ora, anche per non dargli troppa importanza – per il momento io sarei quasi disposto – quasi –  disposto a scommettere che si sgonfia tutto con la bella stagione, con il caldo. 

Gli esperti, i grandi esperti dicono di no, che nonostante sembri un’influenza, no?  Come l’Asiatica, per esempio – che ha fatto molti più morti – dicono di non aspettarsi, assolutamente, che finisca con il caldo; come le influenze normali.

Però, io non sono per niente convinto di questa cosa. Perchè, in Australia – dalla quale sono tornato da poco – è Estate,  sta finendo adesso è inizio Autunno, in realtà – perchè l’Autunno li inizia, convenzionalmente, il 1° Marzo,  lì si sentono i sintomi dell’Autunno – comunque inizio Autunno, probabilmente fa ancora caldo, quando sono andato via io faceva molto caldo – sono andato via il 29 Febbraio – e di Coronavirus non c’era quasi niente. C’erano 22 casi, so che adesso ce ne sono 100, quasi 1000.

Naturalmente, anche loro faranno pochi tamponi e non riveleranno le statistiche esatte, però, indubbiamente, non ci dev’essere un grande impatto. L’impatto un pochino trapela, no? Come adesso in Germania, la Merkel, comincia a dire “eh si ma avevamo i contagiati al 70%” eh perchè si premunisce, perché ad un certo punto, non riesci più a tenere segreta la situazione. Ma in Australia sembra non esserci quasi niente; ed in Australia è Estate. 

Ma gli Esperti dicono “eh no ma a Singapore…” – dove pure è Estate e fanno più di 30° – “…il Coronavirus c’è ed anche parecchio”. Si…ma gli esperti, probabilmente, come sempre, stanno nelle loro “Torri d’Avorio” e girano poco, non viaggiano. Se sono esperti italiani, a meno che non prendano mazzette, o non abbiano degli accordi con una televisione è molto difficile che possano andare a Singapore….è troppo cara per gli  stipendi italiani. 

Ma… se uno è stato a Singapore, sa che a Singapore, tutti i posti indoor – cioè tutti i posti al chiuso, diciamo, non a cielo aperto – sono sigillati e con un’aria condizionata…fortissima, gelida; ti devi mettere il giaccone per entrare negli alberghi, nei ristoranti, nei locali,  in tutti i locali chiusi, nei negozi…dappertutto.

Ma, praticamente, in tutti i posti al chiuso – ed è una metropoli molto fitta, quindi dove la gente vive molto al chiuso – in tutti i posti al chiuso è, praticamente, Inverno. Per questo…cioè fa un freddo cane; c’è un’aria condizionata terribile. Già l’aria condizionata, probabilmente, favorisce la diffusione dei virus  ma poi è talmente fredda, che i virus stanno benissimo; è Inverno per loro.

Quindi, siccome in Italia non c’è un’aria condizionata così terribile – ne nel resto d’Europa – e in Italia, un’aria condizionata così forte, con le disponibilità energetiche del Paese, non se la potrebbero neanche permettere, io credo – e questa è una benedizione, vedete? – io credo che, sì, ci siano buone probabilità che, il Virus, vada molto giù, nella sua contagiosità, non appena arriva la bella stagione.

Staremo a vedere. 

Per ora, finiamo qui. 

Gracias a todo el Mundo. 

Buenas tarde.



Uno starnuto ci seppellirà

Oggi a pranzo con mia moglie stavamo vedendo un pezzetto di telefilm, tanto per non guardare il telegiornale, che non fa che parlare di coronavirus. In questo film c’era una donna molto assertiva che tendeva ad imporre il suo punto di vista nelle conversazioni, mia moglie ha chiesto non è forse violenza questa? Come fosse domanda retorica, e io ho detto no, non è violenza.

E lei ha detto: “Beh puoi chiamarla come ti pare però è come se uno ti dà una clavata in testa”.

E io ho detto no, non è come se ti da una clavata in testa. Violenza è se qualcuno mi da una coltellata o mi punta una pistola contro. Quella è violenza, se uno fa conversazione quella non è violenza. Quando uno mi punta un coltello o mi punta una pistola se io sono disarmato non posso fare niente sono costretto a subire, ma se uno mi parla addosso io posso parlargli addosso a mia volta, posso dirgli di stare zitto o posso anche fregarmene del tutto. E se non faccio nessuna di queste cose è perché non ho abbastanza palle per farlo, ma se non ho abbastanza palle per farlo è un problema mio, non un problema della persona troppo aggressiva, sono io che me le devo far crescere le palle. Questo è il problema ma questa società è d’accordo con la stupidaggine che le parole sono violenza, se io do dello stupido al mio vicino di casa, che non è stupido poverino, io posso finire sotto processo, essere condannato come se lo avessi picchiato, ma qualcuno si rende conto di quanto è ridicolo tutto questo? Si era visto il fenomeno sociale dei ragazzini che oddio cadevano nella disperazione o addirittura si suicidavano per dei commenti cattivi su Facebook, oh poverini, è un problema sociale? Sì che è un problema sociale, quei bambini sono stati educati troppo deboli, troppo viziati e quindi di fronte alla minima sfida cedono, questo è il problema, devono essere educati ad essere più forti, no! la soluzione è condannare quelli che dicono cattiverie su Facebook, che bella soluzione! Così abbiamo creato un mondo a prova di persona debole, cioè a misura di persona debole, Fatto su misura per i deboli, solo che qualè il piccolo difetto di questo mondo? Che non appena che succede veramente qualcosa di grave, non una stupidaggine, cioè non uno che ti offende su Facebook, la gente essendo tutta debole cade in preda al panico, non l’avevano pensato in questa bellissima società dove non si può neanche dare dello stupido al vicino. Non avevano pensato al rovescio della medaglia di questa politica, dove ogni cosa può essere una ferita e tutto quello che può essere una ferita deve essere vietato e punito dalla legge.

E quando arriva un virus? Che quello delle leggi se ne frega?

Allora il virus maleducato ferisce le persone, ma non le ferisce nell’animo, guarda un po’, le ferisce nel corpo. Se l’animo è così debole che si offende per una parolina su Facebook, figurati che cosa gli può succedere quando davvero si ammala anche il corpo! L’animo tracolla ed è quello che sta succedendo, tutti presi dal panico ma, sono presi dal panico anche i governanti, è questo il tragico! Ma non perché i governanti siano una casta maledetta come piace credere spesso agli italiani, semplicemente perché i governanti sono persone come le altre, uscite lo stesso ormai, siccome sono giovani, uscite da questo crogiuolo di debolezza. Il crogiuolo della fragilità è stato creato.

Che bello! E così in Italia i governanti sono passati dal, all’inizio del coronavirus avevano paura del razzismo contro i cinesi, quello era il problema, non vale neanche la pena di commentarlo, da quello sono passati dall’estremo opposto, a dare degli ordini medici ufficiali, niente bufale, almeno credo, ai medici e agli anestesisti, che a molti sono sembrati degli ordini nazisti, cioè di privilegiare le cure, quando si hanno troppi ammalati, per le persone che hanno maggiore aspettativa di vita, che tiene conto delle loro età, delle altre patologie e della gravita’ dell’infezione, se le speranze sono basse lasciarle perdere e curare persone che hanno speranze più alte. Io trovo ragionevole queste indicazioni, francamente io sono una persona a rischio, quindi il coronavirus potrebbe uccidermi, ma va bene così io ho 60 anni e la mia vita l’ho vissuta, è più grave se colpisce e muore un quarantenne.

E poi gli anziani sono tanti e non valgono più niente, perché sono tanti. Se tornassimo ad essere pochi varremmo molto di più, come sempre.

Io francamente, lo dico da tanto tempo, che questa civiltà potrebbe essere spazzata via da un’epidemia, solo che, lo trovate anche scritto nel sito, da qualche parte c’è un mio articolo, forse qualcuno che vede il video lo potrà anche linkare, dove lo dico o almeno lo accenno, a voce sicuramente ne ho parlato in qualche cerchio, ma io speravo almeno in un epidemia grave!

Non in un influenza! perché qui’ si possono sentire dall’alto dei cieli tutti i nostri antenati sghignazzare o rotolarsi dalle risate, vedendo che stiamo impazzendo nel panico per un’influenza che per ora è meno grave dell’asiatica della fine degli anni 50. Pensate come ridono i nostri nonni che hanno fatto due guerre, che hanno sofferto la spagnola, anche quella e un’influenza, ma molto più grave di questa, e più grave dell’asiatica e niente del loro mondo si è fermato, mentre qui’ da noi, in preda al panico, e all’isteria stiamo fermando tutto il mondo e avremo conseguenze economiche che dureranno anni e anni, già l’Europa era messa malissimo con l’economia, andrà completamente in rovina, l’unica speranza è che possa essere la buona occasione che la si faccia finita con l’euro e con l’Europa unita, ma non ci conterei francamente.

Non abbiamo il senso del ridicolo perché non abbiamo il senso della misura, uno che pensa che dare dello stupido a qualcuno è commettere un atto di violenza, è anche la stessa persona che può pensare che una influenza un po’ più grave del solito sia la peste, non è la peste! Non si può paragonare alla peste! Non si può essere presi dallo stesso panico che di fronte alla peste, è un assurdità, è ridicolo! E speriamo che qualcuno prima o poi lo capisca! E andate a parlare con i vecchi tanto disprezzati, quelli che pericoli e violenze vere le hanno viste e sofferte sul loro corpo o su quello dei loro cari. Fate tesoro della loro esperienza perché siamo in un ridicolo che verrà ricordato nei secoli, cioè i nostri pronipoti, a meno che non si estingua la razza umana, studiando la storia rideranno di questa civiltà. Rendetevi un pò conto di che orma stiamo lasciando.

C’era forse Dostoevskij, non sono sicuro, che diceva una risata li sepellirà. Beh qui nel nostro caso è ancora meglio o peggio, uno starnuto ci sepellirà tutti, uno starnuto e un colpo di tosse ci seppelliranno. Pensateci un pò!

Gracias a todo el mundo.

 

La Peste

La Peste….la Peste!

Pare che siano aumentate le vendite de “La Peste” di Camus.

Non so se sia una bufala ma, comunque, un paio di giorni fa, un presentatore su un programma di Rai2, mi sembra, ha intervistato la traduttrice di una – boh – immagino una versione recente de “La Peste” di Camus.

E questa signora diceva, tra le altre cose, che il libro ci può insegnare a come restare uniti e così sconfiggere la pestilenza.

La pestilenza?

E poi, il presentatore diceva come “La Peste” di Camus ci possa dare gli strumenti cognitivi, intellettivi ed emotivi per riuscire a superare un’epidemia di peste, cioè… il Coronavirus.

Questo servizio era involontariamente comico.

Non so se qualcuno se ne rende conto.

Io ho riso per la metà del tempo, mentre lo sentivo.

Questa non è la peste!

La peste uccideva il 60% delle persone e non è neanche una delle più grandi epidemie che ci sono state in passato, come il Vaiolo o altre. Le epidemie di una volta, uccidevano tra il 20% ed il 60% delle persone; arrivavano anche, a volte, all’80% delle persone colpite.

Questa “terribile pestilenza” uccide meno del 4% delle persone colpite e, peraltro, si tratta quasi unicamente di anziani e di persone…. cioè, normalmente, di anziani che hanno altre patologie; però sono tutti terrorizzati, come se ci fosse la peste e stanno mandando, completamente, in malora l’economia, per paura di una brutta influenza.

Forse ….beh, sicuramente, questo è dovuto al fatto che – come ho sempre detto ed anche insegnato – la gente è troppo debole ed imbelle.

La vita troppo comoda, la mancanza totale di guerre, negli ultimi settant’anni in Europa, ha fatto si che, naturalmente, la minima piccola minaccia scateni il panico, un vero panico.

Ora, tutta questa paura è pericolosa, perché… io non posso dire niente sul come evolverà questa pseudo-pestilenza.

Tanti anni fa, prima che ci fosse il tracollo dell’economia in Europa, cioè prima che ci fosse lo scandalo della Lehman Brothers, io avvisai i miei allievi, anche persone che venivano occasionalmente a dei Cerchi, che ci sarebbe stato un tracollo dell’Economia Europea; ricordo che nessuno ci credeva.

Ed anche quando ci fu il disastro Lehman Brothers e, poco dopo, dissero che la situazione si era normalizzata e la crisi era ormai superata. Io dissi a tutti “guardate che non è superata peggiorerà e l’Italia andrà malissimo”.

Ma nessuno mi credeva e ricordo anche un’amica che disse “ma qui da noi nella mia città, non si sente nessun effetto di questa crisi!” “eh – ho detto – perché deve ancora arrivare! Aspetta che arrivi”. Adesso lei lo sente, prima era benestante e, adesso, lotta con i problemi di soldi.

Fare predizioni consultando Spiriti su quello che può succedere, non è utile, perché la gente non ti ascolterà, o se anche ti ascolterà, se quella cosa deve avvenire, si farà in modo di farla avvenire in un modo un po’ diverso; in modo che ottenga il risultato lo stesso.

Quindi, questa volta, non ho intenzione di dichiarare niente, su come andrà questa epidemia.

Però, vi vorrei far presente una cosa che è un insegnamento sciamanico fondamentale:

le paure sono utili a piccole dosi, perché come un veleno, la Paura ….è come un veleno, in piccola quantità è un farmaco, ti cura, in grande quantità, invece, ti fa stare male, o, addirittura, ti fa morire e – ripeto – la paura è così; una piccola dose, serve a non fare azioni avventate, a non ficcarsi in un pericolo inutile ed a premunirsi dai pericoli in arrivo.

Ma, se uno come qui é preso dal panico, chiude tutto, annulla tutti i viaggi possibili immaginabili, manda in malora tutta l’Economia dell’Europa, che già sta messa molto male, non solo quella italiana, sta messa male, tutta l’Economia Europea sta messa molto male….questo provocherà un disastro; senza che ci siano garanzie che fermi l’epidemia.

Anche perché, chiudono da una parte, lasciano aperta da un’altra…

Comunque, la paura – tornando alla paura – è pericolosa.

I pericoli che ci sono intorno a noi, sono come belve feroci, o anche cani selvatici.

Sentono l’odore della paura. Se tu hai paura… ti attaccano.

Se tu temi molto qualcosa, quello che temi rischia di realizzarsi, perché attiri, esattamente, quello che temi; con la tua paura attiri la bestia feroce.

Con la paura sfrenata del Virus, si attira il contagio ma si da anche Potere al Virus, lo si rende più forte e più potente. Attenzione.

Per il momento, non è niente di grave, l’influenza mi hanno detto che, quest’anno, ha prodotto quarantamila morti, quella normale; il Coronavirus non ne ha prodotti neanche quattromila.

Ha una mortalità molto più alta ma solo sugli anziani.

Io… dovrei aver paura, che sono anziano ed ho avuto due polmoniti.

Una per fare un rituale molto difficile, nel mezzo del Deserto Australiano; e io non ho paura.

I giovani non si capisce come possano aver paura, solo perché non hanno mai visto nessun pericolo in tutta la loro vita.

Allora che vadano a cercare i vecchi, i vecchi disprezzati che non avevano più nessuna importanza in questa società, perché tanto la loro esperienza non conta niente, perché il Mondo cambia troppo velocemente.

Si cerchino ancora i vecchi decrepiti, che quelli sono quasi tutti morti ma qualcuno c’è n’è ancora quelli che hanno vissuto, beh qualcuno ha vissuto la guerra – ma saranno pochi ormai eh – però, ci sono quelli che hanno vissuto, almeno, l’asiatica. Tra il ’57 ed il ’60 – è andata avanti per tre anni, mi pare, due o tre anni – un’influenza chiamata “asiatica” – guarda caso anche quella veniva dall’Asia, o almeno così sembrava – ha fatto due milioni di morti. Due milioni e nessuno dei paesi Europei si è fermato, come invece sta accadendo adesso che si sta fermando tutto; in Italia, specialmente.

Andate a parlare con quella gente che vi troverà ridicoli, per le vostre paure e, magari, vi insegnerà come si vive in una situazione di pericolo, pericolo molto moderato, molto moderato per la gente che, per esempio è stata sotto ai bombardamenti.

Cioè, vi rendete conto che con questa isteria per il Coronavirus, sembrate un branco di bambini viziati che fanno ridere tutto il Terzo Mondo, dove ci sono davvero pericoli e guerre?

E’ chiaro che poi vogliano venire qui e sostituirsi a noi e spazzarci via. Vedono tutte le forze più potenti del mondo, a livello politico ed economico – ammesso che ci siano distinzioni tra le due cose – tutte queste forze, in mano ad un branco di bambini paurosi; perché questo siamo diventati, qui in Occidente.

E con questo, non voglio dire che non si debbano prendere misure per frenare il contagio ma, limitatamente, senza essere presi dal terrore e senza fermare tutto il Paese.

Come ho detto, non ho intenzione di dire, o fare, previsioni su questo Coronavirus ma, in parte, è nelle nostre mani. La paura… gli da forza.

Semmai, una domanda che ci si potrebbe porre è: come mai l’Italia sia così sfortunata.

Perché, si, adesso sembra il crogiuolo del Coronavirus, la fonte primaria del contagio; tutti, dappertutto, rifiutano gli italiani.

In realtà, in parte, la sfortuna dell’Italia si può spiegare. Cioè, gli italiani, come al solito, si sono dati la zappa sui piedi da soli. Hanno tantissimi contagi – IMHO (in my humble opinion) – perché hanno fatto, e fanno, tantissimi tamponi. In Germania, finora, non avevano quasi nessun contagio, perché non fanno nessun tampone. Poi, adesso, stanno esplodendo i contagi ma cercano di tenere tutto nascosto, perché non vogliono distruggere la loro economia – ben più furbi degli italiani.

In Svizzera, dove vivo io, fanno tamponi ma non così tanti e, li hanno aumentati un po’, per l’allarme del fatto che viviamo al confine con l’Italia ma, comunque, non certo così tanti quanti in Italia e, così, viene fuori un sacco di gente contagiata che negli altri paesi passa sotto silenzio, perché la maggior parte gli viene solo un’influenza; non è il Vaiolo, non è la Peste Bubbonica.

Quindi, in parte, gli italiani, come al solito, si sono dati la zappa sui piedi da soli, facendosi una pessima pubblicità e, questo, spiega un po’ della loro sfortuna.

Però, c’è n’è anche dell’altro. Poco prima è crollato il ponte Morandi. Poi, qualche anno fa, ci son stati due terremoti, poi altri disastri apocalittici di inondazioni varie. Negli altri paesi Europei non accade tutto questo.

Allora la domanda è: Come mai l’Italia è così sfortunata?

Gracias a Todo el Mundo. Buenas Noches.

Nantu, il Druido

[Quarta delle mie interviste, annunciate in questo e questo post. L’interlocutore è Giuliano “Nantu” Rigotti, curandero]

Ti chiedo di andare con la tua memoria a prima della tua Iniziazione sciamanica all’Ayahuasca. Come avresti definito la natura?

Difficile dire prima dell’iniziazione o prima dello sciamanesimo, perché gli insegnamenti sono accomunabili.

Io sono sempre stato attratto dalla natura, mi sono sempre piaciuti gli animali, le piante, però era sempre una cosa distaccata, non so come spiegare. L’ho sempre vissuta (la natura) con distacco, come fosse una cosa a sé. Mi piaceva osservare le piante, i paesaggi, mi piacevano più però a livello estetico. Non andavo oltre, non immaginandomi un’Altra Realtà, un altro mondo.

Quanto tempo passavi in natura?

Non molto tempo, devo dire.

Sei mai stato coinvolto in passato con organizzazioni che si occupano di ambiente?

No.

Hai mai fatto donazioni a queste organizzazioni?

No.

Quando votavi in politica, tenevi in considerazione le posizioni dei partiti nei confronti dell’ambiente?

Sì.

Andiamo al lavoro sciamanico. Dove hai fatto l’iniziazione?

A casa dello sciamano Tsunki, nelle Alpi.

Poi hai avuto successive esperienze con l’Ayahuasca in Amazzonia?

Sì.

Come descriveresti l’Iniziazione all’Ayahuasca?

Un mezzo per fare un viaggio nell’Altra Realtà, che sta oltre questa visibile e quindi permette di entrare in contatto con gli spiriti che possono starci intorno o in altre dimensioni. È un mezzo per capire alcune cose di sé stessi, anche se non è immediato, e anche, nel tempo, permette di capire alcune cose, di capire le leggi dell’universo, quello che governa le nostre esistenze e il nostro rapporto con gli spiriti. Soprattutto è un mezzo per aiutare sé stessi. Per capire dove sono i nostri problemi, per guarirsi. Quindi ha soprattutto una ragione di guarigione.

Puoi fare qualche esempio di come ricevi questi insegnamenti?

C’è lo spirito della pianta che ti parla, ti dice, quando è il momento giusto, ti dà delle informazioni che ti possono essere utili per capire varie cose, che regolano la nostra realtà e quelle di altri mondi, di altre esistenze.

Puoi fare un esempio concreto, tuo personale?

Spesso la pianta mi ha parlato di alcune malattie, della loro origine e di come si possono curare. Poi, mi ha parlato di avvenimenti che sarebbero accaduti nel futuro.

Hai poi verificato il loro accadimento?

Sì, sì!

Cosa ti è successo durante la notte dell’Iniziazione?

Beh, nei giorni precedenti e fino a qualche ora prima di prendere la pianta ero piuttosto nervoso, per il fatto di non sapere a cosa andassi incontro. Poi, ad un certo punto, un’ora prima di prenderla, mi è venuto un sonno pazzesco. Ho chiesto allo sciamano di poter riposare e ricordo che lui mi ha guardato in modo strano per questa mia richiesta. Quindi mi sono calmato, come fossi rassegnato all’idea e non avessi nessuna alternativa. L’ho presa, una dose molto forte. Dopo 40 minuti, ho cominciato ad avere visioni. Inizialmente ero spaventato, poi ancora di più. Più andava avanti, meno sapevo cosa sarebbe successo. Ho iniziato ad aver forti reazioni a livello fisico, forti tremori, girava tutto attorno a me. Ero come in un vortice molto forte. L’effetto si calmava, perché era ciclico, e proprio in quei momenti vedevo delle cose, percepivo suoni e frasi poiché la pianta mi parlava o mi mostrava immagini nitide. Poi tutto riprendeva a girare e venivo bombardato nuovamente da visioni incalzanti e incontrollabili.

Che cosa ti diceva?

Mi ha fatto vedere una cosa che sarebbe successa da lì a poco ad un mio conoscente, con il quale non avevo più alcun rapporto. Quello che mi è stato mostrato, ho capito poi che era legato a quella persona. E la cosa purtroppo è successa proprio il giorno dopo. Mi avevano fatto vedere che sarebbe morto. Non ho visto lui, ma ho visto una scena, che interpretandola significava quello.

Altre cose che sono successe?

Mi sono state mostrate altre cose legate al potere di alcune piante che si collegano con gli spiriti celesti, in particolare i cipressi. Poi, altre cose più fisiche. Ho visto spiriti, nelle visioni frenetiche. Essendo la prima volta, non riuscivo a controllare tutto.

Continuando con altre esperienze riesci a controllare meglio quello che accade?

Con il tempo, sì, si riesce a controllarla bene. L’ho presa (l’Ayahuasca) molte volte, quindi dopo un po’ di tempo riuscii a controllarne il potere e ad indirizzarlo per quello che mi serviva. Per esempio, le cure, specifiche azioni durante i rituali che con la pianta si riescono a fare in maniera molto più potente e spontanea. I risultati sono molto più forti.

Durante le esperienze con l’Ayahuasca, come senti la tua identità?

Dipende, ogni volta è diverso. All’inizio riuscivo a controllare il tutto, la mia identità era staccata da quello che vedevo. Esclusi gli effetti fisici, che sentivo nel corpo, ma che percepivo staccati comunque dalla mia identità. Da qualche anno a questa parte gli effetti sono più coinvolgenti, l’identità fisica si scompone. Tu lo sai bene…se ben ti ricordi. Tendo a disgregarmi nell’anima, anche se ciò non sempre avviene completamente. Sì, passo in uno smembramento o qualcosa di simile. Sento che il mio corpo tende a sciogliersi nelle esperienze che ho. È una cosa piuttosto forte e molto fisica, profonda, nell’anima.

Molto difficile spiegarlo a parole, eh?

Sì, perché tutto si mescola. Non riesci più a capire cosa è fisico, cosa non lo è. Tutto è su più piani.

Perché credo, la pianta lavori su tutti i piani e quindi il suo potere, dopo un certo tempo, agisce molto sulla parte spirituale.

Cosa succede alla tua consapevolezza?

Viene rapita, viene stravolta dallo spirito della pianta che ti coinvolge proprio nel profondo, ti fa vedere delle cose, le senti fisicamente. Senti che agisce sul fisico. Perché va a flussi, essendo legata al serpente, senti queste ondate, di flusso di potere che è come un serpente che si muove. Oltre al fatto che li vedi i serpenti, quando agiscono, agiscono anche sul fisico, poi si calmano e di nuovo ritornano. Credo che quando si fanno sentire nel loro movimento sinuoso, è perché stanno agendo sul fisico e sui blocchi. Secondo la mia esperienzaquesto dipendedallivello di passaggio fisico nel quale è arrivato il liquido, cioè la pianta, nel tuo corpo, quindi prima nell’esofago e poi giù, giù. Lì lo sento come un serpente che passa nel corpo e si blocca dove c’è qualcosa. Lì agisce, e si sentono delle esperienze e vengono date delle informazioni, a seconda della posizione in cui si trova la pianta nel corpo. Ultimamente lo spirito della pianta mi detta alcune cose, mi fa disegnare.

Le cose che ti detta sono insegnamenti utili?

Sì, sono insegnamenti utili alla “curanderia” [guarigione sciamanica], alla comprensione dell’esistenza, mi insegna cose su di me e su persone che conosco. Mi fa disegnare alcune cose, ultimamente spesso. Mi fa anche disegnare spiriti ed il loro aspetto.

Come hai visto e sentito la natura durante queste esperienze?

Durante l’Iniziazione e quando prendo la pianta, mi fa percepire il potere che la natura ha. Soprattutto quello legato al serpente, che è molto forte. Credo che nel tempo, la mia visione della natura si sia modificata, grazie all’esperienza dell’Iniziazione, ma anche grazie ai corsi seguiti in tutti questi anni. Quindi il rapporto con la natura si è intensificato molto, basandosi sul rispetto totale, mio, nei confronti di ogni essere vivente. Quindi si è modificato in questo senso.

E la tua relazione con la natura?

L’empatia è totale, sento che, rispetto a prima, è cambiato il livello di empatia, sento che non è solo una convinzione mentale. Sto più attento ad ogni cosa, ad ogni essere vivente, alle piante, alle rocce addirittura, perché c’è uno spirito anche lì. Sono molto più rispettoso. Cose che prima mi erano precluse.

Secondo te cosa fa cambiare l’empatia?

Sicuramente i corsi di Tsunki, quindi le esperienze avute durante i corsi. La continua interazione con gli spiriti, presenti nella natura, mi ha permesso di considerarli. Quando si interagisce con loro, si sentono come esseri viventi, che ci sono, presenti intorno a noi. Non come prima, con distacco come fossero entità astratte.

 Come vedi la natura, adesso?

Come un grande essere vivente, con tutti i suoi figli. Che ci avvolge, ci dovrebbe avvolgere e ci accoglie come fossimo suoi figli. Che può anche punirci però, come fa o dovrebbe fare una madre.

Adesso quanto tempo passi in natura?

Sicuramente più di prima, ne sento il bisogno. In linea di massima ci vado regolarmente.

Ci vai anche con scopi specifici?

Sì, anche per fare cure con i pazienti. Ma anche da solo per ricaricarmi. Anni fa ne sentivo proprio il bisogno fisico, a livello terapeutico personale, quando ho iniziato a praticare sciamanesimo e avevo bisogno di aiuto.

Fai donazioni?

Sì, sia per la natura, sia per i popoli indigeni.

Sei coinvolto con associazioni o con organizzazioni?

Sono coinvolto on-line e faccio donazioni, però non di persona.

Adesso, quando voti, tieni in considerazione le posizioni dei partiti in materia ambientale?

È da tempo che non vado a votare, credo che il rispetto per la natura non sia solo una ideologia politica ma debba nascere principalmente dalle singole persone, dal loro atteggiamento e comportamento quotidiano nei suoi confronti. Nulla di più.

 Che differenze hai sentito nell’uso della pianta, qui ed in Amazzonia?

Abbastanza diverso, perché in Amazzonia appunto. La differenza sta nel Potere, dato sia dal fatto che lì è presa fresca e per la selva in sé. Si sente il potere dell’Amazzonia. Si sente normalmente, figurati con la pianta.

Secondo te, è comunque possibile fare uno sciamanesimo di qualità, nonostante la lontananza dall’Amazzonia?

Secondo me, sì. Dipende da chi lo fa, però sì. Logicamente è un po’ diverso da quello che si può fare in un luogo completamente selvaggio, però ha il suo valore. Il suo senso ce l’ha anche qui. Anche solo per il fatto che può aiutare le persone ad avvicinarsi alla natura e agli spiriti.

Mayu Tuntíak, l’arcobaleno velenoso

“Coraggio è ciò che ti fa attraversare le paure che ti separano da ciò che ha veramente valore”

[Terza delle mie interviste, annunciate in questo e questo post. L’interlocutore è Alessandro “Mayu Tuntíak” Bortolussi, curandero]

Ti chiedo di andare con la memoria a prima della tua Iniziazione all’Ayahuasca. Come avresti definito la natura?

È un po’ difficile dire come l’avrei definita prima. Prima di tutto perché è passato tanto tempo e non ho più la consapevolezza di un tempo, si cambia. Cerco di ricordare. Prima la natura era un posto dove mi sono sempre trovato bene, in generale, mi trovavo in pace e mi sentivo anche a casa, come mi sento a casa anche adesso. Sentivo che la natura era un posto da cui veniamo.

Che tipo di posto era?

Era la natura delle campagne della Pianura Padana. Io fin da piccolo giocavo con gli animali, a parte gli animali che stavano nella fattoria di mia nonna, ma anche giocavo con i pesci nei canali, con le api, con i fiori, con tutto quello che era a portata di mano. Mi piaceva andare nei boschi. Era sempre un posto in cui fin da piccolo mi trovavo a mio agio. Bellissimo stare nella natura. Poi crescendo ho iniziato a girare nelle montagne, a stare più vicino ad una natura più forte ed era qualcosa che per me era molto importante.

In passato eri coinvolto in attività di protezione ambientale?

Non particolarmente. Però c’è stato un periodo in cui con il prete del paese andavo in montagna con il gruppo. Era come una sorta di scout; diciamo che facevamo grandi camminate, di parecchi giorni, nelle alpi, nelle dolomiti. Lì eravamo a stretto contatto con la natura, soprattutto quella delle montagne, che a me piace molto.

Con il prete svolgevate anche attività di protezione naturale o andavate semplicemente a spasso?

Si cercava di svolgere attività di protezione.

Facevi donazioni ad enti che si occupano di conservazione ambientale?

Un tempo no.

Votavi in alle elezioni politiche?

Sì!

Consideravi le tematiche ambientaliste?

Sì.

Andiamo all’Iniziazione all’Ayahuasca. Come la descriveresti?

L’Ayahuasca è un’entità, uno spirito che viene da altri mondi e viene qui per insegnarci qualcosa, per farci da guida, ed è un maestro sostanzialmente. Questo lo so per esperienza sciamanica. Ha un suo carattere, anche alcune volte duro ed è un po’ come una grande madre severa della selva, della giungla che ama i suoi figli, ma vuole che crescano forti e sani e riescano a sopravvivere alle difficoltà della giungla. L’aspetto che assume è questa bevanda fatta da una o più piante della selva amazzonica, è la sua materializzazione. Si può parlarne molto, però è questo in poche parole.

Quale è stata la tua esperienza durante l’iniziazione?

Io l’Ayahuasca l’ho presa molte volte, e dopo un pò si dimenticano le varie esperienze. Ma, come per gli amori, la prima volta non si scorda mai. È stata forte. Ricordo che eravamo in un gruppo, non da solo, era assieme al mio maestro e anche al tuo maestro, Tsunki. Eravamo in Svizzera credo fossimo 10 persone, ricordo che lo sciamano non ci ha parlato molto. Ricordo che ci ha spiegato quali erano i cibi da evitare, le astinenze da fare per evitare effetti e reazioni indesiderati. Ma soprattutto per purificarci. L’esperienza, quando l’ho presa, come tutti sanno, ha un sapore molto amaro e pessimo che ti fa venire da vomitare. Non è una bevanda che ti piace prendere, anzi, dopo un po’ di volte ha un odore così forte e nauseabondo che vorresti evitarla a tutti i costi. Quindi non è una droga, non crea dipendenza.

Gli effetti sono cominciati ad avvenire dopo circa 45 minuti – un’ora. Tra i vari effetti ho iniziato a voler stare nel buio perché in qualche maniera diventavo sensibile alla luce, che volevo assolutamente evitare Gli sciamani dicono che lo spirito viene dai mondi sotterranei dove non c’è luce, quindi preferisce stare al buio.  L’esperienza è durata 4-5 ore, non ricordo. Ho avuto varie visioni, insomma. L’ho vista in forma di serpente che girava, si mostrava a me. Mi ha parlato. Poi quando guardavo, aprivo gli occhi, vedevo immagini della realtà diverse. Come se tutto fosse finto, una cosa molto strana. Una consapevolezza che solo in quello stato lì sembrava di essere di fronte ad un videogioco. Non so come spiegarlo. Tu sei un personaggio di un videogioco, però il videogioco non è vero. Tutto quanto ti circonda è stato creato da qualcuno, però sei sostanzialmente un personaggio che viene comandato da qualcun altro. Lì ho percepito anche la possibilità che hanno sciamani di modificare questa realtà, come se tutto ad un certo punto diventasse fluido, come se sei capace a farlo, di poter muovere le cose.

Per esempio muovere situazioni?

Situazioni, sì. Manipolare, modificare la realtà. Non è così semplice. Questo poi l’ho scoperto anche con l’esperienza sciamanica di poi, che sciamani possono farlo.

Tornando alla tua esperienza durante l’iniziazione, che visioni ti ha dato la pianta maestro?

Alcune volte comparivano dei frattali, le visioni, soprattutto all’inizio non erano visioni che controllavo. Si impara con il tempo a farlo, a fare in modo che queste visioni, che la pianta ti aiuti per quello che tu vuoi fare. L’Ayahuasca sostanzialmente è un aiutante per gli sciamani. Però come tutte le cose ci vuole una certa relazione, in modo tale che ti faccia fare quello che vuoi tu, mentre all’inizio sei in balia dell’Ayahuasca. Lei ti fa vedere quello che vuole. Un po’ come andare a cavallo, all’inizio se non sai come cavalcarlo, il cavallo ti porta dove vuole lui. Dopo un po’ con l’allenamento inizi a governare bene il cavallo, portarlo al galoppo, ecc. Le visioni potevano essere dei frattali che poi ho scoperto sono visioni che mostrano la base della realtà, lo sanno anche i matematici, scienziati. Altre visioni potevano rappresentare cose della mia vita. É passato molto tempo, non ricordo bene.

Una cosa che mi successe, è che ad un certo punto ero entrato in un “loop”, che mi sembrava di rivedere sempre la stessa cosa, più volte. Come se andavo al bagno, però lo vivevo più volte. Come in un film con Tom Cruise “The edge of tomorrow”, che è un film basato su un meccanismo narrativo in cui certe esperienze vengono ripetute più volte ed ogni volta il personaggio fa dei cambiamenti. Con l’Ayahuasca vivevo questa cosa. L’Ayahuasca mi ha fatto intuire che nella realtà profonda, il tempo che noi pensiamo sia lineare e non modificabile, in realtà il tempo è fluido. Può in certi versi essere modificato.

L’incontro con la pianta maestro ha cambiato il tuo modo di vedere la natura?

Mi è difficile rispondere a questa domanda. In realtà tutto il percorso sciamanico mi ha fatto cambiare la visione della natura. Il percorso sciamanico è iniziato prima di quando ho preso per la prima volta Ayahuasca, quindi qualcosa mi aveva già preparato, mi aveva già approfondito la conoscenza della natura. Per me la natura è qualcosa di vivo. Non è più qualcosa di inerte come prima pensavo, o qualcosa di molto distaccato da noi. Certo, con l’Ayahuasca, con la prima esperienza, ma anche le altre, ti rendi conto ancora di più, perché lo percepisci, del fatto che la natura è un luogo molto potente e vivo da cui tutti quanti noi esseri umani abbiamo origine.

Cosa intendi per vivo? Anche un biologo vede vita nella natura.

Con l’Ayahuasca ti rendi conto che le piante sono abitate da tanti esseri, esseri di vario tipo. Sciamani li chiamano Pásuk, sciamani amazzonici intendo. Possono trasmetterti insegnamenti, ti insegnano delle cose. Anche gli animali, gli insetti, i mammiferi, i rettili, ecc. Quando sei con l’Ayahuasca possono parlarti e trasmetterti cose. Ricordo ora che la prima esperienza di Ayahuasca mi faceva vedere questo. Vedevo gli alberi con un alone, con un’aura. Vedevo ben chiaramente che erano vivi, c’era qualcosa di ben di più di quello che la biologia può spiegare. La biologia analizza solo un aspetto superficiale della realtà, della natura.

Dopo che hai cominciato a vedere la natura come viva, abitata da esseri, è cambiato il tuo approccio nei riguardi della natura?

Sì, sì! Chiaramente, sto molto più attento, sto molto più attento ai posti in cui vado, ai segni che vedo. Cerco quando possibile di pulire, di non lasciare immondizie. Pulisco se qualcosa lascia della plastica. Inoltre, più di prima, quando non avevo iniziato questo percorso, io mi sento a casa. Molto di più di quando sto in città, mi ricarica. Trovo ispirazione, mi sento più radicato, “grounded” in inglese.

Per radicato cosa intendi?

È una parola difficile da spiegare, devi semplicemente provarlo. I pensieri si calmano, c’è più pace, più chiarezza. Non saprei spiegarlo a parole.

Adesso fai donazioni?

Sì, al WWF.

Sei coinvolto in attività legate alla protezione dell’ambiente?

No, non ancora, può darsi che lo faccia in futuro. Non ho avuto possibilità di farlo per via di tutti i miei impegni. Se volessi dedicarmi bene ad una cosa, avrei bisogno di tempo.

Voti alle elezioni politiche?

No, vivo all’estero da molto, quindi sono un po’ distaccato dalla politica italiana adesso.

Dimmi qualcosa in più riguardo agli insegnamenti, se tu volessi parlarne a qualcuno che non ha mai incontrato questi spiriti, come glielo descriveresti?

Non so se ne sono capace. L’ultima volta che ho provato a spiegare queste cose ad una mia ex-ragazza che voleva saperne di più, dopo due settimane da quanto ho iniziato a parlargliene mi ha lasciato, terrorizzata! Forse vorrà dire che non sono bravo a comunicare queste cose con chi ne è estraneo… Lei fa anche cose spirituali, meditazioni di vario genere, però è tutto new age… Era veramente spaventata da queste esperienze. In effetti lo sciamanesimo, quello vero, autentico ti mette alla prova. Ti fa vedere e sperimentare una realtà completamente diversa da quella in cui viviamo ogni giorno. “Shamanism is not for the faint of heart.”

Sto pensando ad altri insegnamenti. Mi ha insegnato, una delle cose fondamentali forse, mi ha fatto vedere la rete dell’universo, che alla base dell’universo, può essere visto come una grande ragnatela, dove i singoli individui, non sono altro che punti che vengono uniti dalla ragnatela. C’è questa rete infinita, come un web, di connessioni tra tutte le cose. Questa base è femminile. Un po’ difficile da spiegare. L’Ayahuasca mi disse che il femminile è alla base dell’universo. Quindi noi della civiltà occidentale diamo molta importanza all’individualità, siamo molto egoisti. In realtà in una visione globale, non siamo importanti. Siamo solo nodi di questa enorme rete. Quello che conta è in realtà le connessioni, la ragnatela. Nel percorso sciamanico, soprattutto l’Ayahuasca mi ha insegnato, è importante riuscire a connettersi e vedere questa rete che unisce tutte le cose e diventarne anche uno strumento per spiriti più elevati, che hanno una saggezza e consapevolezza molto più elevate delle nostre. Fare questo non è semplice, bisogna riuscire a sintonizzarsi con l’universo. Bisogna riuscire a svuotarsi, ad essere dei canali.

Cosa intendi per svuotarsi?

Liberarsi dell’importanza personale. Questa è la strada, facendo così si diventa dei canali e spiriti possono operare guarigioni o altre cose attraverso di te. Parlo di spiriti più alti, più evoluti. Nella guarigione sciamanica è così. Lo sciamano o il guaritore non è altro che uno strumento, non è lui che fa la guarigione al paziente, in realtà sono spiriti aiutanti che attraverso di lui agiscono sul paziente.

Puoi dirmi qualcosa a proposito del ruolo di guida dello sciamano in questi rituali? Ho avuto testimonianze di persone che prendendo parte a rituali non guidati da uno sciamano, ne hanno poi avuto ripercussioni anche gravi.

Se parliamo specificamente di Ayahuasca, io ho fatto dei rituali con altri sciamani, non molti. Però devo dire che la maggior parte dei rituali a cui ho partecipato sono stati con Tsunki e gli altri li ho fatti con un altro sciamano della tradizione Shuar. Non ho mai partecipato a rituali con non sciamani o persone che si improvvisano guide “fai da te”. Ne ho sentito parlare.

Quello che possono dire è che uno sciamano amazzonico è molto importante, soprattutto  fare il rito all’interno di una tradizione particolare. Lo sciamano non è solo lui, non c’è solo lo sciamano, ma tutti i suoi spiriti aiutanti e gli spiriti della tradizione. Loro proteggono i partecipanti alla cerimonia, impedendo che ci siano influenze esterne che possono influenzare i partecipanti, facendogli fare esperienze brutte. Quando ci sono questi rituali, possono esserci vari spiriti che girano e alcuni di questi non hanno buone intenzioni. Possono essere anche spiriti legati ai partecipanti che in qualche maniera vogliono impedire che il partecipante faccia questa cosa. Ci sono tante cose che possono succedere. È importante che quindi ci sia uno sciamano che sovraintenda la cerimonia, anche se non è fisicamente presente. È importante che ci sia. È importante anche il gruppo e la comunità, perché la comunità ti permette di condividere la tua esperienza. Non è importante solo l’esperienza, ma anche il riuscire a processare dopo l’esperienza. Io ho l’impressione che questo non succede sempre, per esempio quando persone prendono parte a rituali fatti in maniera non tradizionale. Effettivamente io ho sentito di persone cha hanno preso Ayahuasca con amici che hanno avuto esperienze orribili, completamente spaventati. A me non è mai successo ed ho sempre partecipato a rituali guidati da sciamani.

Hai detto che hai preso parte a riti con Ayahuasca sia in Europa ed In Amazzonia. C’è una differenza negli insegnamenti della pianta?

Ogni cerimonia è diversa, anche con lo stesso sciamano. In Amazzonia l’esperienza fu molto forte. C’è una differenza perché si sente la differenza dello sciamano, con potere differente, carattere differente. La cosa mi piacque molto in Amazzonia è che lo sciamano cantò tutta la notte, questo si sentiva molto durante l’esperienza. Ma non era il mio sciamano, il mio maestro. Con Tsunki ogni volta che si prende Ayahuasca lo si fa con un obiettivo preciso, di fare un lavoro sciamanico particolare, una guarigione. L’ultima volta che la presi si lavorava con una persona e si vedevano i collegamenti che questa persona aveva con i membri della sua stirpe. Si vedevano fili uscire da lui e connettersi ai membri della famiglia. L’Ayahuasca te lo mostra, ti mostra quelli sono le influenze che un parente può avere nella vita della persona. Poi l’Ayahuasca ti spiega quali sono i problemi. Lì si può andare a lavorare e anche a guarire. Mentre in Amazzonia quello che ho fatto è qualcosa non legato ad un particolare lavoro sciamanico. Si prendeva l’Ayahuasca e questa ti poteva spiegare alcune cose. Effettivamente mi ha parlato di alcune situazioni lavorative, ma non solo. Però non era collegata ad un lavoro sciamanico molto più avanzato.

Poi c’è da dire che l’esperienza varia a seconda dello sciamano, della qualità della bevanda, dipende da come viene preparata. Dai componenti, le piante posso essere diverse. Ci sono tante variabili. L’Ayahuasca stessa può decidere di farti vedere alcune cose e non altre, non è mai uguale.

Quindi il potere della pianta può arrivare intatto anche in Europa.

Sì, può arrivare intatto. Bisogna conservarlo bene. La bevanda che contiene tutte le componenti si guasta in fretta, se si prepara qui la qualità è buona. Ho sempre l’impressione sia meglio prepararla nella natura.

[Altri pensieri di Mayu sull’Ayahuasca li potete leggere in questo post]

Nankita, ruba cuori

Di giorno Nankita, colf di Tsunki, di notte apprendista.

[Seconda delle mie interviste, annunciate in questo e questo post. L’interlocutore è Antonello “Nanki” Accomando, apprendista e curandero]

Ti chiedo di andare con la tua memoria nel passato, a prima dell’Iniziazione. Come avresti descritto la natura?

Era un luogo tranquillo che mi attirava e nel quale mi sentivo bene.

Ci passavi tanto tempo?

Abbastanza. In una settimana poteva capitare anche tutti i giorni, mediamente 3-4 volte ci andavo di sicuro.

Quale era il motivo principale per cui andavi in natura?

Stavo bene, mi piaceva. Andavo a fare attività, arrampicata, trekking, camping. Oppure anche solo passeggiate. Poi l’ho scoperto perché andavo sempre! Venivo attirato e l’ho scoperto dopo. (ride)

Sei mai stato coinvolto nel passato con attività di protezione dell’ambiente?

Sì! Facevo parte del WWF. L’iscrizione ce l’ho dal 1984, avevo 11 anni. Eh, hai capito!?

Facevi donazioni?

All’epoca pagavo la tessera di iscrizione, quelle erano le mie donazioni.

Tu votavi in politica?

Sì, votavo.

Tenevi in considerazioni le posizioni dei partiti in materia ambientale?

No!

Il motivo?

Perché sono tutte fandonie!

Passiamo allo sciamanesimo. Dove hai fatto la tua Iniziazione?

In Amazzonia!

Come la descriveresti l’Iniziazione all’Ayahuasca?

Che non mi ha fatto niente! Fu proprio così. Non ebbi alcun tipo di effetto. Poi mi spiegarono che il nesso causa-effetto non esiste. L’Abuelo (il “nonno” Vicente Jua, maestro di Tsunki; leggi di più qui) disse: este hombre es muy resistiente. Lui soffiò poi degli Tséntsak nell’Ayahauasca e me la diede. L’Ayahuasca durò 12 ore e passai 10 ore a bestemmiare i santi europei. Vomitavo e avevo diarrea. Non riuscivo a stare in piedi. Poi ho avuto visioni tutta la notte. La foresta si era completamente illuminata, ma credo pure per il canto dell’Abuelo. Lui Iniziò a cantare i suoi Anent (canti sacri) e solo quello è come se accendesse la luce nella foresta.  Molto particolare. Lo puoi pure chiedere a Nantu. Era incredibile quell’effetto.  Come cantava lui l’Anent…, sembrava si accendesse la luce. Sembrava tutto visibile: un po’ contribuiva certamente l’Ayahuasca e un po’ la sua voce.

Cosa ti successe durante quella notte?

Le classiche visioni, le conosci pure tu. Dopo il tremendo effetto iniziale della purificazione, in realtà non ricordo tanto bene. Quelle che mi ricordo meglio sono gli uomini con le astronavi. Poi ho scoperto che erano gli Antichi Signori [leggi qui]. Nella cosmovisione sciamanica gli Antichi Signori si rifugiarono sulla terra inseguiti da predatori cosmici. In realtà avevano una forma di rettile ed erano abbastanza grandi, dovevano essere i dinosauri, come li conosciamo poi oggi. I predatori cosmici non riuscirono a scovarli e decisero di prendere forme più piccole per nascondersi, decisero di nascondersi in animali più piccoli. Sono nel DNA e vivono a livello della colonna vertebrale.

Poi la connessione con il tutto mi è rimasta molto impressa. Questo senso di assenza di divisione. Non c’è una divisione tra gli esseri. L’apparizione della ragnatela, la matrice che mantiene in piedi la realtà. Ognuno di noi è un punto di questa ragnatela e siamo tutti quanti interconnessi. Tutti gli esseri tra di loro sono interconnessi. Alcuni sono più distanti l’uno dall’altro, ma questo è solo perché due punti della ragnatela possono essere più vicini e due punti più lontani. Ne avevo avuto esperienza prima, per via di un’altra pianta di potere che non era l’Ayahuasca.

Quindi anche altre piante di potere possono dare rivelazioni simili?

Per la mia esperienza le piante di potere ti mettono alla prova, come fanno gli Spiriti in genere. Soprattutto quelli potenti come le piante di potere. Ti attaccano sulle paure, sulle debolezze. Una volta che tu superi questi punti, cioè superi la paura e la debolezza allora dimostri a loro che sei intenzionato a proseguire e andare fino in fondo, allora ti mostrano visioni più importanti. Possono darti visioni che riguardano segreti della natura, del cosmo. Anche i funghi mi avevano mostrato la ragnatela e l’interconnessione.

Come ti sei sentito durante quell’esperienze?

Sono sempre andato a cuor leggero in tutte queste esperienze. Mi sono sempre buttato dentro senza mai pensarci troppo. Non ho mai avuto problemi, né emotivi, né psicologici, di nessuna natura. Non ho nemmeno sofferto fobie, soprattutto con quelle potenti. Con quelle meno potenti magari qualche fobia mi prendeva. Mi sono sempre sentito benissimo al di la degli effetti fisici, che sono quelli che ti fanno stare male. Non mi sono mai sentito triste o abbattuto.

Dopo l’esperienza con l’Ayahuasca, è cambiata la tua visione di natura?

Sì, certo! Innanzitutto, ho capito perché ci andavo sempre. Perché la natura da un sacco di insegnamenti e al di la della pace che uno ci può trovare e al di la del grado di consapevolezza che uno può avere, uno può avere una consapevolezza più ampia rispetto a quella di un altro, quindi uno ci trova la cosiddetta pace interiore. Io ero attratto dalla natura ho capito in seguito all’Ayahuasca, perché in realtà cercavo gli spiriti, cercavo la loro guida ed il loro consiglio. Volevo capire e solo stando in natura puoi percepire gli spiriti in maniera completa. Sono più facili da vedere, sono più potenti, è il luogo in cui abitano. Poi lo straordinario potere degli alberi, poi solo dopo ho scoperto che erano abitati da Spiriti chiamati dalla mia tradizione Pásuk, la gente delle piante.

Collabori durante i lavori sciamanici con i Pásuk?

Sì, si fanno nella tradizione Shuar. Si fanno sia lavori iniziali che più profondi. L’approccio con i Pásuk non è immediato, c’è tutto un percorso per imparare a relazionarsi con loro. Prima c’è un approccio con i loro attrezzi, utensili, di questi spiriti. SI acquisisce dimestichezza con questi e poi magari si fa una conoscenza degli spiriti stessi.

Come è cambiata la tua relazione con la natura?

Innanzitutto, ha avvicinato il mio cuore alla natura. Prima la cercavo, mi piaceva, ci stavo bene dentro, però non avevo compreso che ci dovevo mettere il mio cuore dentro. In questo senso è cambiato molto. Magari faccio le stesse cose, quando vado a passeggiare porto una busta per raccogliere i rifiuti. In questo non è cambiato. Anche prima rispettavo la natura, però è cambiata la percezione che ho nel cuore della natura. Questa è una cosa che non si può spiegare in altro modo. O la provi, o la provi.

Adesso passi più tempo in natura?

Forse passo lo stesso tempo, ma la qualità è diversa. L’impiego del tempo che ne faccio è diverso. Magari una curanderia la faccio in natura, quindi devo fare più lavori. Oggi, difficilmente vado in natura per la passeggiata, faccio sempre un lavoro sciamanico.

Quindi per le guarigioni sciamaniche vai in natura?

La guarigione sciamanica in natura ha molto più potere, qualunque essa sia. Quindi qualsiasi lavoro sciamanico se lo puoi fare in natura, è molto meglio. Se poi non c’è possibilità, un po’ perché gli occidentali soffrono il freddo o non puoi dirgli di stare fermo sotto la pioggia, sdraiato sul tappetino mentre ti faccio la cura… è un limite che non abbiamo noi curanderos, ma ce l’ha un paziente occidentale.

Fai donazioni per la natura ora?

Sì, dono a varie associazioni, come WWF e Greenpeace. Mi è stata insegnata l’importanza delle compensazioni, no? Quindi restituire i doni alla natura, se uno non lo può fare utilizzando una via, ne trova un’altra. Donazioni a queste associazioni è un modo di compensare. Se devi compensare qualche azione sbagliata o perché gli spiriti ti indicano che facendo questa donazione compensi qualche tuo comportamento anomalo, lo fai. Sono molte più di prima. Prima non sapevo perché, adesso lo faccio con una consapevolezza diversa, agli Spiriti della natura.

Adesso voti?

Non vado proprio a votare. Questa è una cosa che è cambiata 😉 Purtroppo non ha più senso.

Secondo la tua esperienza è diverso prendere Ayahuasca in Amazzonia, rispetto che in Europa?

Sì, certamente. Quello lo puoi spiegare solo ad un praticante. Nel senso che se tu sei lì, sei nella casa dell’Ayahuasca, che è uno spirito dell’Amazzonia. Quando tu lo porti qui, si adatta e cerca di adattarsi, non è nel suo ambiente. In Amazzonia esprime tutto il suo potenziale, non c’è niente da fare. Dal punto di vista occidentale, puoi pensare che lì trovi la pianta fresca. Dal punto di vista scientifico le visioni sono più potenti perché la pianta è fresca e il principio attivo è più alto. Dal punto di vista sciamanico vedi che lo spirito è a casa sua, nel suo ambiente, quindi lavora molto meglio.

Cosa ne pensi dell’uso dell’Ayahuasca fai da te per sballarsi o comunque senza guida e preparazione?

L’uso ricreativo è da evitare, di tutte le droghe. A meno che non la circoscrivi nell’ambito rituale. Se proprio vuoi farne un uso ricreativo, comunque va circoscritto all’ambito rituale, quindi consapevole. Magari lì puoi ottenere qualcosa e comunque mostri rispetto allo Spirito della Pianta. Ad ogni modo sconsiglierei a tutti l’uso ricreativo. Secondo la tradizione Shuar, la prima volta che prendi l’Ayahuasca è possibile che incontri l’Arutam. Questo deve essere per forza spiegato e guidato da uno sciamano. La pianta va presa sotto la guida dello sciamano, fosse anche solo per questo motivo.

Adesso ti devo chiedere che cos’è l’Arutam?

L’Arutam nella tradizione Shuar è una sorta di anima aggiuntiva che ci viene donata dai nostri antenati. In una visione antropologica della cosa, in termini che la gente è più abituata a sentire, l’Arutam è come un animale di potere. L’Arutam è però molto più potente. Questa è una semplificazione per rendere la cosa digeribile agli occidentali. [Leggi di più qui]

Mentre in maniera non digeribile cosa puoi dire?

La ricerca dell’Arutam è un rituale che si compie nella vita quando la si vuole cambiare, quando pensi che sia giunto il momento di cambiarla. Per un qualsiasi motivo che sia serio od importante. Va bene anche se sei completamente disperato, va bene anche se sei completamente malato e povero. Allora l’unica cosa che ti può salvare e aiutare a cambiare la vita, è un Arutam. L’Arutam è uno spirito che ci viene donato dagli antenati, se ne prendi il potere e lo riesci a conquistare e gestire, la vita te la cambia completamente. A me l’ha cambiata 3 volte, perché l’ho fatto 3 volte. Posso testimoniare per esperienza diretta. Anche la prima volta, non sapevo che diamine fosse, l’ho fatto in Amazzonia. Me l’ha cambiata e basta e non avevo idea di cosa potesse essere una ricerca dell’Arutam.

Come te l’ha cambiata?

Mi ha fatto diventare un curandero. Più lampante di questo.  Ero una persona comune, non lo volevo nemmeno fare, non l’ho scelto io. Ero in Amazzonia per fare esperienze, volevo diventare tutto nella vita meno che curandero. Lo sai no, come funziona. Se poi ci pensi ti viene da dire “Chi me l’ha fatto fare!”. Se mi facevo i fatti miei. Perché molti sacrifici che si fanno, lo sai benissimo, si fanno per fare il curandero e non per te stesso, ma per gli altri. Sacrifici, astinenze, ricerca di potere, studi, fai… una vita ritirata per molti periodi dell’anno. Quando poi hai la possibilità di essere sociale lo sei, però le occasioni sono meno. Cambia!

Quale è il ruolo dello sciamano in tutto questo? In particolare, nell’Iniziazione.

Il ruolo dello sciamano è fondamentale perché gli Spiriti sono come persone, se vuoi interagire con una persona ci interagisci solo se la conosci. Lo sciamano ti presenta gli spiriti, una volta che ti ha presentato la persona dell’Ayahuasca, tu vuoi interagire, lei ti accetta, non ti crea complicazioni, danni. Se ti approcci senza presentazione i rischi sono molti, perché gli potresti mancare di rispetto in vari modi. Allo spirito non interessa niente se tu sai o non sai.

Hai menzionato il rispetto molte volte. Sembra una componente fondamentale del lavoro sciamanico.

Uhm, è una cosa fondamentale nella vita, quindi, di conseguenza, anche nello sciamanesimo. Rispetto significa dare la dovuta importanza a quello che si fa. Se tu dai la dovuta importanza a quello che stai facendo, puoi tranquillamente usare l’Ayahuasca per scopo ricreativo, ma devi essere consapevole di quello che stai facendo e devi dare la giusta importanza allo spirito.

Ultima cosa! Cos’è che ti ha spinto a continuare con lo sciamanesimo?

Più che quello che mi spinge a continuare è quello che mi spinge a non andare via. Perché se penso a smettere di fare sciamanesimo, penso, ma poi che diavolo faccio. Non saprei che cosa fare. Se penso ad altro non ho un’alternativa.

Pinchu, il falco del carso


Churuwia (in lingua Shuar), detta anche “aguila arpía” (Harpy Eagle). È Pinchu in una delle sue varie manifestazioni 😉

 

[Questa è la prima delle interviste di Marco Tuna, annunciate in questo e questo post. L’interlocutore è Alessio “Pinchu Churuwia”, apprendista e curandero]

Vai con la tua memoria a prima della tua Iniziazione all’Ayahuasca. Come avresti definito la natura?

Prima dell’Iniziazione o prima di aver fatto sciamanesimo, difficile distinguere, ti avrei risposto che la natura era un sistema complesso di organismi e microorganismi che venivano fuori, venivano generati da un serie di miriadi di intrecci chimici e fisici e che per una questione dovuta alle leggi della chimica e della fisica, quasi del tutto casuale, avevano generato sulla Terra, perché c’erano le condizioni di proliferare, del proliferare della vita e di creare questo complesso ordine che è la Natura e l’equilibrio che aveva creato la natura. Perché la Natura è sulla Terra, dove c’erano le possibilità per svilupparsi.

In quel periodo li, il tuo rapporto con la natura, la tua connessione con la natura, com’era?

Avevo piacere nello stare nei luoghi naturali o nell’andare a visitare luoghi naturali perché, spesso in questi luoghi potevi trovare delle sfide che nei luoghi civili non trovavi più. Non solo, diciamo, fisici (quelli si possono trovare nell’ambito civile), ma proprio di sfida con la natura, che è un sistema che ha un suo equilibrio e che in alcune situazioni, soprattutto quelle più distanti da tu che vivi in città, non è facile stare. Io quando era ragazzo ho fatto sia arrampicata sportiva, sia immersione subacquea, o sci. Quindi andavo da zone dove c’erano montagne e ti dovevi confrontare con una natura diversa, quindi con una condizione della natura diversa, oppure sott’acqua, e quindi una situazione ancora diversa. Il mio approccio era un po’ quello.

Un approccio della sfida adrenalinica sportiva?

Si, anche se non era legato allo sport come agonista, ma per una questione personale: “Se io vinco questa sfida, poi sono in grado anche nella vita di vincerne altre”. Veniva vista come una sorta di misurazione della capacità di adattamento.

Che cos’è una cerimonia di iniziazione all’Ayahuasca?

Da un punto di vista pratico è molto semplice: significa bere la pianta dopo alcune ore in cui non si è mangiato o bevuto nulla. Da un punto di vista proprio pratico e materiale. Però dal punto di vista di quello che realmente equivale la cerimonia di Ayahuasca, che di solito viene fatta in gruppo, ma può anche essere fatta singolarmente, però in gruppo è anche meglio. Si tratta di un momento in cui vieni presentato a quello che nella tradizione sciamanica è uno spirito molto potente, come fosse una persona molto potente, molto saggia e molto potente. Tu vieni presentato tramite lo sciamano che fa da mediatore e è il primo passo per entrare in contatto con questo tipo di spiriti, che però implica anche entrare in contatto veramente con tutta la tradizione che è legata a questo tipo di spiriti. Inizialmente si parla di contatto con l’Ayahuasca, ma quando entri in contatto con essa, in realtà stai cominciando ad entrare in contatto con tutta la tradizione legata ad essa. Anche se non te ne accorgi subito, ma è una cosa che capisci dopo.

Quindi lo sciamano fa da mediatore?

Si!

Nel caso non ci fosse lo sciamano e tu comunque prendi la pianta?

Allora, questo tipo di approccio, rischia di avere dei contraccolpi, se cosi vogliamo chiamarli, perché in realtà tu stai acquisendo la pianta da un punto di vista chimico e fisico, ma non è detto che tu entri in contatto con il potere e lo spirito della pianta, perché potrebbe la pianta non volerlo fare. Il problema è che però tu, comunque alterando la tua coscienza, potresti entrare in contatto con altre entità che potresti scambiare per lo spirito della pianta, il quale invece potrebbe dirti o indicarti cose errate e quindi in realtà rischi di avere degli effetti legati alle visioni, alle percezioni che hai, sfalsati. Alcuni effetti chimici e fisici rimangono, quindi alcuni effetti di purificazione della pianta rimangono, positivi, per esempio la disintossicazione da alcuni tipi di droghe che creano assuefazione, (secondo alcuni studi c’è questo aspetto, ma ancora non completamente provato). Tuttavia, ci sono anche dei contraccolpi negativi. Per esempio, potresti avere l’impressione di aver compreso alcune cose, ma in realtà questo ti porta solamente a fare delle scelte che alla fine ti danneggiano nella vita reale. Superata la cerimonia, quando tu decidi di agire sulla vita reale, potresti in realtà non agire dove dovresti, oppure agire in maniera che ti danneggia, invece che a tuo vantaggio.

Riesci a descrivermi cosa succede durante la cerimonia?

Prima c’è di solito un periodo in cui si sta senza bere e in digiuno, qualche ora prima si può fare un pranzo leggero, ma la prima volta può anche non esserci il pranzo, dipende dalla situazione. Di solito lo sciamano ti parla della tradizione a cui lui è legato ed è legata la tradizione dell’Ayahuasca e ti può anche raccontare dei miti che riguardano o la cerimonia o la tradizione sciamanica. Subito dopo c’è il momento in cui lo sciamano “cura” l’Ayahuasca, quindi nella tradizione Shuar lancia i suoi Tséntsak nell’Ayahuasca e poi ti fa prendere la pianta.

Cosa sono gli Tséntsak?

Nella tradizione Shuar, Tséntsak sono spiriti che vengono acquisiti con un addestramento e che vengono donati dalle piante e che sono spiriti che hanno una particolarità che una volta acquisiti rimangono dentro la persona, nello stomaco. Infatti, hanno anche una componente materiale che vive nello stomaco dello sciamano o della persona che è stata addestrata, lo Tséntsakero. Quando si vuole attingere di nuovo a questo potere, lo sciamano risveglia i suoi Tséntsak o li nutre sia con l’Ayahuasca (utilizzata anche per questo motivo), oppure li risveglia con l’odore dell’Ayahuasca e ritira su dallo stomaco questo potere che sale su come una bava e arriva fino alla bocca. Quella è la bava degli Tséntsak, dove esse si moltiplicano e poi lo sciamano soffia questo potere sull’Ayahuasca che in pratica cura la pianta. Questo collega il potere della pianta con il potere dello sciamano e della tradizione e suggella anche l’Iniziazione. Infatti, è un’Iniziazione perché c’è un collegamento tra l’Ayahuasca e lo sciamano e i poteri degli Tséntsak. Gli Tsentsak dello sciamano vengono passati da sciamano in sciamano quindi sono Tséntsak che vengono da una tradizione antichissima di migliaia di anni fa e che sono stati tramandati continuamente durante i secoli. Quindi mantengono il contatto con tutta la tradizione precedente.

Cosa succede dopo che l’Iniziato prende Ayahuasca?

Dopo che l’iniziato ha preso l’Ayahuasca si aspetta un 15 minuti / mezz’ora finché la pianta fa effetto. Si aspetta in una zona semi-buia o buia, perché la luce da fastidio e dopo un po’ la persona dovrebbe cominciare a sentire un’alterazione dei propri sensi come se, loro dicono, si sente “borracha”, ubriaca. La persona potrebbe cominciare ad avere delle visioni. Queste visioni possono essere o che comincia a vedere ad occhi chiusi come dei segmenti o linee colorate che si muovono, all’inizio, oppure può cominciare ad avere delle visioni vere e proprie più complete. All’inizio uno può avere delle visioni, noi che non siamo abituati (noi Occidentali), possiamo avere delle visioni leggere o accennate e poi invece durante il corso della cerimonia possono crescere e diventare delle visioni più forti, più nette, più nitide. Quando cominciano queste visioni, la persona che era seduta, si distende, e quello che si sperimenta è che, all’inizio soprattutto, la persona non ha il controllo di queste visioni, non riesce a controllarle, può vedere delle cose e avere fatica a seguirle che subito la visione cambia e ne cominciano delle altre. Oppure può sentire dei suoni che però non ci sono nell’ambiente, oppure sentirli più forti, oppure cambiano, e cambia anche la visione. Oppure ci sono dei suoni che arrivano dall’esterno ed entrano nella visione e quindi si mischiano, ma tu non riesci a controllare la cosa, va tutto per conto suo. Questo effetto va a onde. Uno comincia ad avere delle visioni, le visioni diventano forti, poi si placano un attimo e poi ricominciano così… Fanno un effetto di “Mar reacion”, come il movimento del mare che si alza e si abbassa. Durante queste transizioni è possibile che ci siano degli effetti fisici, che la persona debba vomitare, questo poi alza il potere quindi le visioni diventano più forti. Oppure la persona deve andare in bagno perché ha delle scariche di diarrea. La persona può avere delle difficoltà perché si sente come ubriaca, questi effetti fisici fanno parte della purificazione della pianta che si hanno a seconda della quantità e permettono di eliminare alcune tossine del corpo e vengono utilizzati (questi poteri purificatori) in alcune cerimonie anche solo per fare questo, come aspetto di curanderia (curanderia è la cura sciamanica). Successivamente all’interno di queste visioni si possono avere anche dei dolori su alcune parti del corpo che sono i punti dove il nostro potere è bloccato o c’è una tensione emotiva molto forte che si è accumulata, allora sentiamo il dolore perché in realtà è la pianta che cerca di sbloccare questa tensione, questo potere bloccato, fa sempre parte della cura della pianta e i nativi, molti di loro, cantano durante la cerimonia perché cantando aiutano a far lavorare meglio la pianta, a far scorrere meglio il potere della pianta e a sbloccare il potere.

Cambia la tua identità personale in tutto questo?

Ci possono essere degli effetti. Puoi sentire le tue parti del corpo in maniera completamente diversa da come le senti di solito, o perché hai una sorta di shapeshifting (cambio di forma), quindi le senti come una parte del corpo di un animale, o perché senti più parti del corpo, come un animale con più appendici. Ti senti come un polipo, ma tu non hai 8 braccia in realtà! Cambia la percezione del corpo, oppure puoi avere una percezione del corpo alterata, come una sorta di smembramento e quindi sentire le parti del corpo divise. O separate, che tu salti da una all’altra, oppure puoi avere difficoltà a percepire chi sei e dove ti trovi. Questo è più difficile, ma può capitare. Di solito con l’Ayahuasca hai sempre una coscienza di dove stai, una coscienza ce l’hai, ma con una percezione molto alterata. Puoi avere visioni di spiriti che ti fanno vedere delle cose o ti fanno provare sensazioni particolari o ti portano in luoghi dove la fisica sembra che funzioni diversamente, oppure dove hai una percezione di caldo e di freddo differente da quella di dove ti trovi in quel momento.

Ed il tempo?

Puoi avere addirittura una percezione del tempo modificata, come se tu fai un’azione, ma sei convinto di averla già fatta. Oppure fai un’azione, fai delle azioni, tipo vai in bagno e torni dove stavi prima, ma sei convinto di non essere andato in bagno. Oppure ritorni in bagno, ma ti ritrovi invece nel posto dove stavi nel tuo sacco a pelo. Quindi puoi avere un effetto di confusione, di percezione alterata. Percepisci in maniera diversa il passato ed il presente. Questo è difficile, ma può capitare.

Poi però potresti avere delle percezioni, soprattutto alla fine, quando le visioni scendono, di una consapevolezza più ampia, rispetto a quella che hai normalmente, quindi avere delle intuizioni su aspetti della tua vita e su legami o su aspetti della tua quotidianità e sui rapporti con gli altri. Puoi avere delle intuizioni, per cui, finita la cerimonia, puoi fare o decidi di fare dei cambiamenti nella tua vita che si solito sono positivi. Questa sorta di intuizioni ce le hai verso la fine, perché l’Ayahuasca ti tiene sveglio, quindi tenderai ad addormentarti molto tardi. Le visioni finiscono, ma la coscienza è allargata. Capisci delle cose per cui poi cambi la tua vita con esiti positivi. Questo succede varie volte, per esperienza personale.

Sperimenti un senso di connessione, in generale?

In realtà quando tu prendi Ayahuasca e passi in uno stato di coscienza alterato, cominci a percepire e sentire le connessioni e le interconnessioni che tu hai con tutto l’ambiente che ti circonda. Con le persone, con la nature, con gli esseri viventi, con le cose, con gli ambiti della tua vita, con gli organi del tuo corpo, quindi nel momento in cui percepisci…puoi anche vederli, come fili che collegano le persone tra loro o le persone con la natura, ecc. Quando vedi o percepisci queste connessioni ti rendi conto del fatto che in realtà c’è una connessione molto più ampia di quella che riesci a vedere o percepire solo a livello materiale. Siccome non ne vedi una fine, perché sono tante e se ne provi a seguire una vedi che poi si districa all’infinito o quasi, perlomeno non ne vedi una fine, riesci a percepire la connessione con tutto l’universo, perché in effetti la connessione è con il tutto. Parte da te e uno po’ di qua e un po’ di la…ti trovi nel tutto.

Come cambia la tua definizione di natura?

Dopo questa esperienza, la natura diventa un gruppo di coscienze, di consapevolezze che sono strettamente collegate con loro, tra loro e con noi. Perché noi veniamo dalla natura e viviamo in essa, nel mondo in cui stiamo. Tutto questo sistema vivo e consapevole è vivo e pensa, molto di più di quanto tu potresti credere, apparentemente. Tutto questo sistema di interconnessioni, è molto più ampio di quello che ci possiamo immaginare, e in realtà ha a che fare, in generale, un po’ con tutto il sistema del pianeta Terra. Non è solo un sistema di un ambito locale, o circoscritto, si manifesta in maniera diversa a seconda della zona del pianeta Terra e dei climi, ma è una connessione che ha a che fare con tutto il pianeta.

La connessione va anche al di la del pianeta?

Quella che va al di la del pianeta, tu la percepisci di meno, ne percepisci di meno, perché la senti di meno, eccetto per quelle con cui tu sei in contatto più diretto. Nel nostro caso il Sole e la Luna, essendo parte del sistema solare, la connessione è forte. La Luna influisce sulle maree, quindi la connessione è forte. Il Sole regola le stagioni ed è fondamentale. Le altre (connessioni) ci sono, ma le sentiamo di meno, ovviamente. Ci sono però ce ne accorgiamo di meno. Sembrano in secondo piano, ma ci sono.

Il tuo rapporto con la natura come è adesso?

Il rapporto con la natura, a questo punto, è un rapporto come con i padroni di casa. Quando tu sei in natura, sei ospite di persone che ti stanno accogliendo e quindi quando tu sei ospite di persone che ti stanno accogliendo, hai una certa cura. Quando vai a casa di altri e sei ospite hai una certa cura di dove stai e delle persone che ti stanno accogliendo. Anche, ovviamente, quando abiti in zone vicine alla natura, loro sono vicini di casa e quindi tu cerchi di mantenere un buon rapporto con i vicini di casa. Quindi il tuo rapporto con la natura diventa un rapporto con altri esseri viventi. Cerchi di mantenere un buon rapporto e di avere uno scambio, mantenendo un rispetto per la natura e per gli abitanti e gli esseri che ci abitano.

Cosa della cerimonia cambia il modo in cui vedi la natura? Un po’ hai già risposto, ma vuoi aggiungere qualcosa?

Ci può essere anche un altro aspetto. Spesso la mancanza di connessione che si ha con la natura è una mancanza di connessione che si ha anche con le altre persone e la si ha perché in qualche modo si vede una propria importanza personale riferita alla propria persona o al proprio ego che quindi viene in primo luogo. Il resto, quindi anche la natura, in secondo luogo. Perciò viene considerato di minore importanza, ma semplicemente perché si da troppa importanza alla propria persona. Nel rito di Ayahuasca, può apparire, e questo può essere all’inizio un po’ spaventoso, ma nel senso che ti scombussola, ti scuote, perché non ci hai mai pensato, perché in qualche modo perdi o potresti perdere alcune illusioni… ti cominci a vedere come sei realmente, cioè molto più piccolo e meno importante di quello che ti credevi prima. Questo ti può scuotere, ma poi ti permette di andare dalla parte opposta e di crescere. Perché inevitabilmente ti permette di dare il giusto valore alle cose intorno a te, dopo che lo hai dato a te.

Adesso qualche domanda semplice sul tuo comportamento nei confronti della natura. Da prima a dopo è cambiato il tempo che spendi in natura?

Diciamo che per varie ragioni puoi cominciare a preferire di passare più tempo in natura. Per me è stato così. Io vivevo a Milano e passare tempo in natura era difficile perché dovevo uscire dalla città e perdere tempo e questo è complicato, per traffico, ecc. Adesso invece vivo in Friuli Venezia Giulia e la casa dove sto è attaccata al bosco.

La pratica sciamanica ti ha spinto a questa scelta?

Assolutamente si! Perché qui possono raggiungere i posti naturali in maniera molto più veloce, molto più semplice e ci sono dei bei posti.

Fai donazioni per la protezione della natura? Per esempio, ad organizzazioni come il WWF?

In realtà cedo il 5/1000 a Survivor che si occupa di nativi, di varie culture. Quindi legato alla sopravvivenza dei popoli che hanno culture sciamaniche antiche, quindi che mantengono la tradizione e il rapporto con la natura che hanno questi popoli. Tutto è collegato, è un aspetto diverso, ma collegato, è sempre un approccio alla natura.

Donavi anche prima?

No, assolutamente no!

Sei direttamente coinvolto nella protezione della natura? Per esempio, fai volontariato?

Da questo punto di vista, no. Non faccio volontariato. Sebbene possa agire direttamente in natura, per cercare di tenere più pulito il posto dove vado. Raccolgo sporcizia che trovo. Facendo sciamanesimo faccio delle cure in natura, quindi porto pazienti in natura, e la natura mi aiuta nella cura. Questo viene detto al paziente, ovvero che è importante fare il lavoro in natura. Quindi il paziente percepisce il luogo naturale come importante per la sua guarigione, per il suo miglioramento. Perciò lui stesso è portato a migliorare il proprio rapporto con la natura. Quindi diciamo che agisco direttamente nel migliorare il rapporto con la natura delle persone.

Il tuo rapporto con la natura influenza la tua scelta politica?

Si, ma l’ho sempre fatto. Lo ritenevo importante anche prima, perché in Italia abbiamo un grosso problema di dissesto idrogeologico, quindi le politiche ambientali sono fondamentali, indipendentemente dal rapporto con la natura. Quando ti esonda un fiume e ti allaga una città, puoi anche non avere rapporto con la natura, ma finisci male. Quelle erano importanti anche prima. Anche prima ritenevo che mantenere un buon equilibrio con la natura fosse importante per la civiltà, anche urbana. Adesso ha un’importanza in più.

Il tuo rapporto con la natura influenza le tue relazioni con altre persone?

No, non particolarmente. Non è una prerogativa. Non evito altri, diciamo che se una persona è meno attenta glielo faccio notare. Prima ci passavo sopra, adesso cerco di far capire anche all’altro quello che ho compreso. Ma non lo puoi obbligare, questa è una cosa che uno deve comprendere. Obbligando, non entra niente. Viene fatto facendogli fare azioni. Ad esempio, di provare a vedere che succede facendo azioni diverse. L’azione può sempre far cambiare, ma non quella imposta ed obbligata, perché potrebbe reagire anche peggio.

 

Il mio nome è Legione, perché siamo in molti

“Non avremmo religioni senza le esperienze dei loro fondatori, dei profeti, dei santi. È molto interessante che quando le religioni diventano organizzate, molto di frequente si allontanano da tali esperienze. Oggi in molte delle chiese si sentono storie di quello che è successo a gente 2000 anni fa, ma se qualcuno avesse una esperienza vera e propria come quelle che hanno ispirato le religioni, il prete medio chiamerebbe l’ambulanza, e la persona verrebbe portata dallo psichiatra e imbottita di tranquillanti.” – Stainlav Grof, M.D.  psichiatra specializzato in stati alterati di coscienza

Il titolo di questo blogpost è (auto)ironico, ed è preso dal passo del Vangelo di Marco (5,9) che tutti conosciamo:

Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Il mio nome è Legione, perché siamo in molti».

Come il demone Legione, anche noi, del cerchio, siamo in molti. L’abbiamo già annunciato in questo post, adesso riportiamo le testimonianze di alcuni che più volte hanno preso Ayahuasca. Che i missionari chiamavano “la sangre del diablo” (il sangue del diavolo), mentre “internavano” bambini Shuar nelle loro missioni, strappandoli dalle loro famiglie.

L’Uwishín non perderebbe l’occasione per ricordare quello che dice il Vangelo: cioè che, come per Legione, alla fine verremo tutti mandati in una mandria di porci che si getteranno da un dirupo 😉


Alexander Master, Gesù guarisce l’indemoniato di Gerasèni, Koninklijke Bibliotheek, l’Aia (Paesi Bassi), 1430

Una nota sulle interviste. Alcuni usano l’espressione “iniziazione” per indicare qualsiasi assunzione di Ayahuasca. Il termine è quindi usato impropriamente, in quanto si riferisce solo alla prima volta, in cui si viene “iniziati”.

Una cosa però non si può negare: al gusto dell’Ayahuasca non ci si abitua. Neanche gli Shuar ci riescono. In questo senso ogni “toma” (bevuta) è come la prima volta: rivoltante.

Bando alle ciancie e largo alle danze.

Per coincidenza il primo dei molti è anche esperto di danze irlandesi.

È lui. È Pinchu, conosciuto anche con il nome di Churuwia.

Ecco la sua intervista.

La pratica sciamanica e la connessione con la natura


@Alex Saberi, Ritual for the Light

Con grande piacere accogliamo Marco Tuna in questo blog. Durante il suo master in conservazione ambientale all’università di Wageningen, in Olanda, è riuscito a convincere i professori a fare una tesi sul legame che chi pratica sciamanesimo sviluppa con la natura. Il suo obiettivo era piuttosto ambizioso: voleva fare partecipare varie persone ad un rituale di Ayahuasca – approfittando della, almeno presunta, “apertura” olandese in materia – e intervisterle poi per documentarne gli effetti. In particolare voleva farlo con principianti, che mai avevano praticato.

È presto detto che l’intento era di organizzare un cerchio in Olanda con Tsunki.

Dopo tante peripezie – lo stavo aiutando pure io – non ci siamo riusciti. Problemi organizzativi di ogni genere e responsi oracolari negativi ci hanno fatto desistere. Però Tuna, “against all the odds”, non si è fatto abbattere, e all’ultimo un professore gli ha suggerito un’idea ancora migliore: perché non intervistare chi, del nostro cerchio, da anni pratica sciamanesimo? Così la tesi, che era in stallo da molti mesi, è stata completata e il risultato è molto più interessante di come sarebbe potuto essere intervistando degli estranei. E il nostro Tuna, che ha ottenuto il sudato master, è diventato… Mastro Tuna 😀.

Questo post, e quelli a seguire, riporteranno pezzi della sua tesi. Ma soprattutto testimonianze di molti di noi.

Mayu

Le tradizioni sciamaniche di tutto il mondo si sono sviluppate attraverso una costante collaborazione degli uomini con gli Spiriti della Natura presenti nell’ambiente in cui le varie popolazioni vivevano. In molti anni di pratica sciamanica, i membri della nostra comunità hanno incontrato e creato alleanze con questi esseri e ciò ha provocato diversi cambiamenti nella loro vita. L’esposizione alla consapevolezza di Spiriti e le relazioni instauratesi con loro, cambiano completamente il modo in cui le persone percepiscono la natura.

Così, dato che a fianco della pratica sciamanica ho condotto degli studi scientifici in materia ambientale, ho pensato di sviluppare una ricerca in cui al centro ci fosse la relazione con la natura delle persone occidentali praticanti sciamanesimo. Inoltre, con questo lavoro ho cercato di creare una ponte comunicativo tra la realtà accademica e quella sciamanica. Nella vita di molti occidentali è la scienza a stabilire cosa esiste, cosa non esiste. Inoltre, è sempre la scienza a dare spiegazioni alle cose. Per sciamani la scienza è uno spirito molto potente che permette di fare varie cose; crea una certa mappa della realtà. Però sciamani sperimentano altre mappe, sono più fluidi, quindi la scienza la rispettano, ma non si fanno comandare da essa. Per cui, data l’importanza che la scienza ha per molti, questo lavoro ha lo scopo di comunicare con loro e mostrare cosa succede quando le persone di qui (Europa, Occidente) incontrano la tradizione sciamanica, da un punto di vista accademico.

Il risultato è stato una tesi che ha fatto discutere in molti nella mia università, ma che è infine è stata accolta positivamente. Adesso, voglio condividere con voi le interviste condotte per questo studio, che includono le esperienze di alcuni dei nostri amici che formano il Cerchio del Tamburo dello Sciamano. Non commenterò le interviste e nemmeno vi presenterò l’analisi dei risultati (chi vuole può leggerla per intero qui, però è in inglese), ma vi invito semplicemente a leggere queste esperienze, come fossero una storia. Buona lettura!

P.S. Giusto per dare un po’ di contesto alle interviste, qui trovate parte dell’estratto (breve riassunto) della tesi.

L’umanità e la natura stanno affrontando una crisi senza precedenti, che secondo diversi studi può essere collegata alla disconnessione dalla natura della moderna società occidentale. Autori di diversi settori hanno dedicato sforzi considerevoli nella ricerca di percorsi per la riconnessione con la natura. Le pratiche e le esperienze spirituali hanno mostrato potenzialità nel migliorare la connessione con l’ambiente naturale.

Tuttavia, esiste una notevole lacuna nella comprensione degli effetti delle pratiche sciamaniche, catalizzatori di varie esperienze spirituali, sulla connessione delle persone con la natura. In questa ricerca, ho analizzato l’influenza di un’Iniziazione all’Ayahuasca, uno dei rituali più importanti e fondamentali delle tradizioni sciamaniche amazzoniche, sulla connessione dei partecipanti con la natura. A tale scopo, un gruppo di 17 praticanti è stato selezionato e intervistato per comprendere i cambiamenti da loro percepiti nel legame con la natura, derivanti dalla partecipazione all’Iniziazione all’Ayahuasca. L’analisi delle interviste ha rivelato che dopo il rituale ci sono stati cambiamenti nella relazione con la nature. I partecipanti, attraverso l’Iniziazione, hanno vissuto diverse esperienze, come la percezione di una realtà alternativa, l’”Altra Realtà”, in cui gli incontri “speciali” hanno cambiato la loro visione della natura. I partecipanti hanno ricevuto insegnamenti, conoscenze e potere dal mondo spirituale, che ha cambiato la loro consapevolezza e ha avuto implicazioni pratiche per la loro vita quotidiana. Nell’altra realtà, l’identità dei partecipanti passa attraverso un processo di trasformazione. Inoltre, gli incontri e le relazioni stabilite con vari abitanti della natura hanno creato legami emotivi duraturi e aumentato notevolmente il rispetto e la considerazione per la natura. Ciò ha comportato un aumento dell’empatia per tutte le forme di vita e un comportamento più responsabile e impegnato nei confronti della natura. L’Iniziazione all’Ayahuasca, condotta nell’ambito di un rituale tradizionale, è un viaggio di trasformazione ontologica, che può ricollegare la gente dell’Occidente con la natura. Pertanto, questi risultati supportano la visione che gli approcci di conservazione basati su pratiche culturali e spirituali dovrebbero essere effettivamente considerati dagli ambientalisti occidentali poiché possono aiutare a contrastare l’attuale crisi ambientale.

Marco Tuna

Tesi completa (in inglese): http://edepot.wur.nl/472319

1 2 3 4 7